Un vero e proprio boom di pubblico ha segnato la chiusura della seconda edizione del Bloom Venice Festival, che dal 24 aprile al 3 maggio ha trasformato il Parco San Giuliano in uno dei principali hub musicali e culturali della primavera veneziana. 

In otto giorni di eventi gratuiti, il festival ha raggiunto oltre 100.000 presenze, confermando una crescita netta rispetto al debutto e consolidando il Bloom come uno degli appuntamenti più partecipati del territorio. 

Sul palco si sono alternati artisti affermati e protagonisti della scena italiana come Sir Oliver Skardy, Herman Medrano, Meganoidi, Peter Punk, Pinguini Tattici Nucleari, insieme a nomi molto amati dal pubblico come Igor S e Lady Brian. Spazio anche a band e progetti del territorio come Batistococo e Glitter Disco, oltre a numerosi artisti emergenti. 

Grande successo anche per i format tematici che hanno scandito le giornate del festival, tra cui Another Project, Bésame, serate dedicate agli anni ’80, ’90 e 2000 e molti altri appuntamenti capaci di attrarre pubblici diversi e rendere ogni serata unica. 

Tra gli elementi più significativi di questa edizione, l’area dedicata alle famiglie, su cui l’organizzazione ha scelto di investire in modo deciso con spazi pensati, attività dedicate e servizi accessibili. Una scelta strategica che ha permesso di ampliare il pubblico del festival, coinvolgendo non solo giovani ma anche genitori e bambini, e trasformando il Bloom in un vero luogo di aggregazione intergenerazionale. La risposta è stata estremamente positiva, confermando l’importanza di costruire eventi capaci di parlare a pubblici diversi e di creare momenti di condivisione per tutta la comunità. 

Grande apprezzamento anche per la nuova terrazza panoramica, che ha offerto una vista unica su Venezia e sul festival stesso: un’esperienza immersiva capace di unire paesaggio e musica in un unico sguardo. A completare il format, l’area food & beverage e gli spazi di socialità hanno contribuito a rendere il Bloom un evento a 360 gradi. 

Un ulteriore segno concreto del legame con il territorio sarà la donazione al Comune di Venezia delle opere realizzate durante il festival dagli artisti Mister Clay, Alessio B e Slog 175, che verranno successivamente esposte e rese visibili alla cittadinanza, contribuendo a lasciare un’eredità culturale duratura dell’evento. “Questa edizione segna un salto di qualità importante – commenta l’organizzazione –. I numeri e l’energia vissuta in questi giorni dimostrano che il Bloom è ormai una realtà solida e in crescita, capace di generare valore culturale e aggregazione”. 

Un importante tributo per la buona riuscita del festival va ai numerosi sponsor che hanno creduto nel progetto e al Comune di Venezia. 

Con una forte eco anche sui social e una partecipazione che ha superato ogni aspettativa, il Bloom Venice Festival chiude così un’edizione da record e guarda già al 2027, con l’obiettivo di crescere ancora.