Dal 6 al 10 maggio Gorizia diventa un laboratorio di storia e tecnologia

Prende il via mercoledì 6 maggio il Gorithia Digital History Festival, il calendario di appuntamenti promosso e organizzato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia, dedicato alla scoperta e alla valorizzazione della storia della città e del suo territorio. Un’iniziativa che unisce divulgazione storica, tecnologia e partecipazione attiva della comunità, che trasforma Gorizia per cinque giorni, fino a domenica 10 maggio, in un grande laboratorio a cielo aperto, dove passato e presente dialogano attraverso linguaggi innovativi.

Giunto alla sua quarta edizione, il Festival propone un viaggio lungo oltre mille anni di storia, dal 1001 – anno della prima menzione ufficiale di Gorizia – fino ai giorni nostri, attraverso un calendario di appuntamenti pensati per un pubblico ampio ed eterogeneo – cittadini, turisti, famiglie e, in particolare, giovani – confermandosi come un progetto culturale capace di rendere la storia un’esperienza viva, accessibile e coinvolgente.

Il programma si articola in cinque giornate tematiche, ciascuna dedicata a uno specifico periodo storico e caratterizzata da attività diversificate: laboratori, incontri, visite, banchetti rievocativi e percorsi interattivi pensati per esplorare avvenimenti, personaggi e luoghi che hanno contribuito a definire l’identità culturale di Gorizia.

Tra le esperienze centrali vi sono le visite allo Smart Space, spazio espositivo nella sede della Fondazione, dove è allestito il percorso “Gorithia. Tra le pieghe del tempo”. Qui i visitatori possono attraversare le diverse epoche storiche grazie a strumenti immersivi come schermi touch, proiezioni immersive e contenuti virtuali, affiancati a opere d’arte e oggetti storici. Il tutto arricchito dalla presenza di banchetti storici a cura di gruppi di rievocazione: lo spazio espositivo si trasforma in un villaggio storico, in dialogo con le moderne tecnologie digitali.

Il Festival non si esaurisce però negli spazi espositivi: l’intera città diventa protagonista. Le vie di Gorizia si animano con passeggiate di digital storytelling, veri e propri percorsi narrativi all’aperto guidati da contenuti audio e arricchiti dalla presenza di attori e figuranti in costume. Quattro itinerari tematici accompagnano il pubblico attraverso epoche diverse – dalla fine del Trecento al Settecento, dall’Ottocento fino al 1947, anno cruciale del tracciamento del confine tra Italia e Jugoslavia – offrendo uno sguardo nuovo sugli eventi del passato. Ne nasce una forma di teatro diffuso che trasforma la città in un palcoscenico dinamico e coinvolgente.

Accanto a queste esperienze, il Festival propone un ricco calendario di attività e laboratori organizzati nelle sale dello Smart Space.

Iniziano oggi gli appuntamenti con le prime visite allo Smart Space (dalle ore 16 alle 19), dedicate al Medioevo, riproposte anche giovedì 7 maggio, giornata interamente focalizzata su questo periodo storico. Giovedì alle ore 17 è in programma la camminata narrativa “La reliquia”, un percorso di circa un’ora tra le vie di Gorizia che segue le vicende di Michele da Rabatta di ritorno da un pellegrinaggio a Gerusalemme alla fine del XIV secolo. Alle ore 18 nello Smart Space, l’esperienza “Musica e sapori” propone un assaggio di piatti storici medioevali, accompagnato da musica d’epoca e rievocazioni.

Venerdì 8 maggio è dedicato all’Età Moderna: alle ore 17 è in programma la passeggiata narrativa “Lo straniero”, ambientata nel tardo Settecento. Nello Smart Space, alle ore 17.30 e alle 18.30, si svolgono visite guidate arricchite da banchetti storici e vibranti performance musicali.

Sabato 9 maggio è dedicato all’Ottocento: la giornata si apre alle ore 11 (con replica alle 16) con la camminata narrativa “Dove nascono le rose”, ambientata nella Gorizia del 1836. Proseguono le visite allo Smart Space (dalle 10 alle 13), che ospita anche, alle ore 15.30, il laboratorio per bambini (6-11 anni) “Cartoline pop-up!”, e alle ore 17 una masterclass artistica di disegno dal vivo dedicata alle storie delle migranti Alessandrine.

Domenica 10 maggio il Festival si chiude con la giornata dedicata al Novecento: alle ore 10 un laboratorio per bambini (4-7 anni) ispirato ai disegni dell’artista Cesare Mocchiutti; alle ore 11 e alle 16 la passeggiata storico-narrativa “LineB – Living beyond Border” lungo la ciclabile che costeggia il confine, per vivere le emozioni di chi ha vissuto il suo tracciamento; dalle 11.30 alle 13 visite allo Smart Space. Nel pomeriggio, alle ore 15, un laboratorio di scrittura creativa sui temi del confine e, alle ore 15.30, il laboratorio fotografico itinerante “Raccontare il confine per immagini”.

Il Festival si conclude domenica alle ore 17.30, nella sala conferenze nella sede della Fondazione, con un incontro con il regista Matteo Oleotto, dal titolo “Sguardi di confine. Il cinema di Matteo Oleotto tra storia, territorio e memoria”. Nell’ambito dell’incontro verrà proiettato il cortometraggio “Passeranno anche stanotte”, prodotto da Kinoatelje; a partire dal film, il dialogo si aprirà a una riflessione sulla storia del Novecento goriziano, segnato da guerre, frontiere e trasformazioni storiche, con il contributo dello storico Alessandro Cattunar, che aiuterà a leggere il confine come luogo di memoria, identità e relazione tra le comunità.

Nelle giornate del Festival non mancano attività pensate per coinvolgere attivamente gli istituti scolastici: le due mattinate di giovedì e venerdì sono dedicate infatti agli studenti delle scuole, con iniziative volte ad avvicinare i ragazzi alla storia in modo stimolante e innovativo.

Il Gorithia Digital History Festival rappresenta un esempio concreto di come la tecnologia possa diventare alleata della cultura. Attraverso un approccio immersivo e interattivo, il passato viene restituito alla comunità in una forma viva e accessibile, capace di parlare a tutti. In un’epoca in cui il rapporto con la memoria rischia di affievolirsi, questa iniziativa vuole dimostrare quanto sia possibile – e necessario – costruire ponti tra ciò che è stato e ciò che sarà. Gorizia, per cinque giorni, diventa così non solo luogo di racconto, ma spazio di incontro tra storie, persone e visioni.

Tutte le attività del Festival sono aperte al pubblico, ad ingresso e partecipazione gratuita, su prenotazione.

Per informazioni, per consultare il programma completo e per le prenotazioni:

www.fondazionecarigo.it/gorithiadhf

CIVICO MUSEO ARCHEOLOGICO DI ROMANS D’ISONZO

Il Museo entra tra i luoghi del progetto goGreen

Nel corso della conferenza stampa di avvio del Festival, è stato annunciato l’inserimento del Civico Museo Archeologico di Romans d’Isonzo, sito a Palazzo Candussi Pasiani, tra i “luoghi” del progetto della Fondazione goGreen. Il progetto goGreen, avviato nel 2018 per la valorizzazione del patrimonio storico, culturale e paesaggistico della provincia di Gorizia, conta attualmente – con l’ingresso del CMAR – 6 “punti strategici”, cosiddetti goGreen Point, votati alla riscoperta delle memorie, dell’identità e dell’essenza del territorio, tramite l’utilizzo di tecnologie innovative ed altamente immersive.

Il Civico Museo Archeologico, allestito dal Comune di Romans d’Isonzo e dedicato alla storia della presenza longobarda sul territorio, offre un’esperienza museale innovativa che coniuga una narrazione digitale, interattiva e all’avanguardia con l’esposizione dei reperti e delle scoperte archeologiche relative alla necropoli di Romans, seconda necropoli più grande d’Italia sui Longobardi. Uno spazio immersivo che coinvolge i visitatori tramite narrazioni legate ai personaggi e alla storia longobarda.

La Fondazione ha contribuito alla realizzazione dell’allestimento del museo, che si configura oggi come un punto di riferimento di grande rilievo per la storia del territorio. Nell’ambito della collaborazione tra la Fondazione e il Comune di Romans d’Isonzo, lo Smart Space – fulcro del progetto goGreen – si connette al Civico Museo Archeologico di Romans d’Isonzo, offrendo da oggi anche nei suoi spazi una nuova esperienza in realtà virtuale dedicata alla storia longobarda. Un’opportunità immersiva in più per il pubblico, che potrà esplorare le radici storiche del territorio. Per la Fondazione, infatti, la parola chiave di questo triennio è “connessioni”: tra luoghi, istituzioni, memorie e identità. L’ingresso del Museo nel circuito goGreen amplia e rafforza questa rete, valorizzandola ulteriormente.

L’esperienza in realtà virtuale conduce lo spettatore nel cuore del villaggio longobardo di Romans, offrendo uno sguardo vivido su come si svolgeva la vita nei primi insediamenti. Nel corso dell’esperienza prende forma anche la ricostruzione di un possibile scontro, così come poteva avvenire all’epoca, con le truppe romane. La quotidianità e gli eventi di quel tempo vengono così raccontati attraverso una modalità altamente immersiva e coinvolgente.

Dichiarazione della Presidente della Fondazione Carigo Roberta Demartin “Uno dei principali obiettivi del progetto goGreen è rendere visibile l’invisibile, utilizzando la tecnologia come strumento al servizio della cultura e della storia. Attraverso modalità immersive e innovative cerchiamo, nel nostro piccolo, di raccontare le storie e le vite di chi è venuto prima di noi, restituendo loro voce e presenza. Il Civico Museo Archeologico di Romans d’Isonzo incarna pienamente questa visione: un luogo in cui la tecnologia diventa mezzo per valorizzare la cultura e rendere il patrimonio e la memoria accessibili a tutti.”

Dichiarazione del Sindaco del Comune di Romans d’Isonzo Michele Calligaris «Due parole esprimono al meglio il percorso che ha portato allo sviluppo del Civico Museo Archeologico di Romans d’Isonzo: riconoscenza e soddisfazione. Riconoscenza verso tutti i soggetti che ci hanno accompagnato e continuano ad accompagnarci, e soddisfazione per un traguardo che è frutto di un lavoro condiviso. Oggi più che mai è fondamentale non rimanere chiusi nei luoghi della cultura, ma metterli in rete con altri spazi, così da promuoversi reciprocamente e rafforzare l’offerta complessiva, restando al contempo saldamente legati alla storia e alle tradizioni, che rappresentano la nostra identità più autentica. In quest’ottica si inserisce l’importanza dell’ingresso del Museo nel circuito del progetto goGreen, un passo significativo per valorizzare ulteriormente il nostro patrimonio e aprirlo a nuove opportunità.»