
La Conferenza Stampa che ha annunciato la prima nazionale in italiano del Musical “Il Principe d’Egitto” ha avuto un eco importante destinato a lasciare un segno preciso nella memoria recente del teatro musicale italiano. Non solo per l’ambizione dell’allestimento o per il richiamo di un titolo celebre in tutto il mondo, ma per la sensazione concreta di trovarsi davanti a un progetto costruito con una visione rara, capace di tenere insieme il grande spettacolo popolare e una ricerca scenica di altissimo livello.
Nel corso dell’incontro sono intervenuti il Presidente de “Il Rossetti” Francesco Granbassi e il Direttore Organizzativo Stefano Curti sempre per “Il Rossetti”, il regista Federico Bellone, Paolo Carta, Massimo Fregnani della produzione di Broadway Italia e parte degli interpreti principali, delineando con chiarezza l’identità di uno spettacolo che punta a superare i confini tradizionali del Musical italiano. Ogni intervento ha lasciato emergere un dettaglio differente: l’impatto emotivo della partitura musicale, la complessità scenotecnica, il lavoro sugli effetti speciali, la coralità del cast, la volontà di parlare alle famiglie senza rinunciare alla profondità narrativa.

È stato impossibile, ascoltando i racconti del team creativo, non tornare con la memoria al film d’animazione della “DreamWorks”, la casa di produzione di Spielberg che alla fine degli anni Novanta riuscì a conquistare il pubblico mondiale con una forza del tutto particolare. “Il Principe d’Egitto” non fu soltanto un successo cinematografico: rappresentò una svolta nell’animazione internazionale. In un’epoca dominata dal modello Disney, la DreamWorks riuscì infatti a proporre un’opera diversa, più solenne, più cinematografica, attraversata da una dimensione epica che mescolava spiritualità, avventura e dramma umano.
Durante la conferenza stampa Bellone ha insistito molto proprio su questo aspetto: non si tratta di una semplice trasposizione del film, ma di una rilettura teatrale che vuole conservare la stessa intensità emotiva dell’opera originale amplificandola attraverso il linguaggio dal vivo. Ed è qui che il progetto acquista una dimensione particolarmente essenziale ed affascinante.
Portare a teatro un titolo come “Il Principe d’Egitto” significa confrontarsi con aspettative enormi. Significa dare corpo ad un universo visivo gigantesco senza perdere l’anima intima della storia. Perché al centro della vicenda non c’è soltanto l’epica dell’Esodo, ma il legame profondo tra due uomini cresciuti come fratelli e poi separati dal destino, dalla fede e dal potere.
Questo dualismo è apparso fin da subito il cuore pulsante dello spettacolo. Gli interventi degli interpreti hanno lasciato intuire un lavoro molto intenso sulla dimensione emotiva dei personaggi, sulla fragilità di Mosè, sul tormento di Ramses, sul rapporto con le rispettive identità. Non un Musical costruito esclusivamente sulla spettacolarità dunque, ma una narrazione che punta a trovare anche un equilibrio di intimità.

Naturalmente, la grandiosità resta uno degli elementi più attesi. E sotto questo profilo le anticipazioni emerse durante la presentazione hanno acceso ulteriormente l’interesse e l’aspettativa. Si è parlato di oltre cinquanta artisti coinvolti in scena, di una struttura scenografica articolata e mobile, di giochi prospettici, illusioni teatrali ed effetti speciali pensati per rendere vive le celebri piaghe d’Egitto.
Anche le scenografie sembrano muoversi in questa direzione. Bellone ha raccontato di aver cercato un Egitto teatrale capace di evocare monumentalità senza cadere nella cartolina estetica. Non un’archeologia da museo, ma un ambiente vivo, pulsante, attraversato da movimento, tensione e simbolismo. Le immagini mostrate durante la Conferenza lasciavano intuire strutture imponenti, superfici mobili, giochi di profondità che promettono di dare al pubblico la sensazione di assistere a qualcosa di molto vicino al grande cinema.
Eppure ciò che ha colpito maggiormente non è stata soltanto la dimensione produttiva del progetto, ma il genuino entusiasmo con cui tutti i partecipanti ne hanno parlato. Si percepiva chiaramente la consapevolezza di trovarsi davanti a una produzione fuori scala rispetto agli standard abituali del teatro musicale italiano.
Non a caso è stato più volte sottolineato il valore della prima mondiale di questo Musical in italiano che debutterà proprio a Trieste, una scelta che assume un significato particolare. Negli ultimi anni “Il Rossetti” si è trasformato in uno dei poli più vitali del Musical europeo, ospitando produzioni di grande respiro internazionale e contribuendo a creare un pubblico sempre più ampio e trasversale. Affidare al nostro teatro il debutto assoluto de “Il Principe d’Egitto – Il Musical” significa riconoscerne il ruolo centrale nella importante crescita nel settore.

Nel corso della Conferenza si è parlato anche della musica di Stephen Schwartz, – vincitore di tre premi Oscar con “Pocahontas”, “Il Gobbo di Notre Dame” della Disney e “Wicked”che forse presenzierà alla prima al “Rossetti” – che è l’elemento fondamentale dell’intero impianto drammaturgico. Le sue composizioni non accompagnano semplicemente la vicenda, ne amplificano il respiro spirituale e umano.
Brani come “When You Believe” appartengono ormai alla storia della musica contemporanea e l’idea di ascoltarli dal vivo in un contesto teatrale di tale portata rappresenta già da sola uno dei motivi di maggiore attesa.
Interessante anche il lavoro sui costumi, pensati per evitare ogni rigidità museale e cercare invece un dialogo tra suggestione storica e teatralità contemporanea. I bozzetti mostrati durante l’incontro lasciavano intuire una ricerca cromatica molto precisa: tonalità terrose, oro consumato, blu profondi e contrasti capaci di accompagnare l’evoluzione psicologica dei personaggi.
Molto coinvolgente l’intervento dedicato alla coralità dello spettacolo. Più volte è stato ribadito come “Il Principe d’Egitto – Il Musical” non sia costruito soltanto attorno ai protagonisti principali, ma viva soprattutto attraverso il movimento collettivo delle masse sceniche. Schiavi, sacerdoti, soldati, popolo egiziano ed ebrei diventano parte integrante della narrazione, quasi un organismo vivente che cambia continuamente forma davanti agli occhi dello spettatore.
Questa dimensione corale sembra essere una delle chiavi più ambiziose dell’allestimento. Ricreare sulla scena l’energia visiva del film d’animazione significa infatti gestire grandi movimenti, sovrapposizioni di azioni, ritmi serrati senza perdere leggibilità emotiva.
Durante la Conferenza Stampa è stato inevitabile tornare anche ai precedenti successi dello stesso team creativo. “Anastasia” e “Il Fantasma dell’Opera” hanno dimostrato come sia possibile realizzare in Italia produzioni di livello internazionale senza rinunciare a una propria identità artistica ma da quanto emerso, questo nuovo progetto sembra voler alzare ulteriormente l’asticella.
Bellone ha parlato apertamente di un allestimento pensato come un grande evento teatrale popolare, capace di sorprendere ma anche di emozionare profondamente. E ascoltandolo si comprendeva quanto il legame personale con il film d’animazione abbia influenzato la nascita dello spettacolo.

Non c’era nelle sue parole soltanto il desiderio di creare qualcosa di imponente, ma la volontà di restituire quella meraviglia visiva e musicale che aveva segnato la sua immaginazione da ragazzo. Una componente emotiva che probabilmente rappresenta uno dei motori più sinceri dell’intero progetto e di quanto il Musical contemporaneo stia cambiando pelle. Sempre meno semplice genere d’intrattenimento, sempre più linguaggio capace di fondere spettacolo, tecnologia e profondità narrativa.
In questo senso “Il Principe d’Egitto – Il Musical” sembra voler rappresentare un passaggio importante anche per il panorama italiano. Una produzione che guarda apertamente ai grandi modelli internazionali senza limitarsi a copiarli, ma cercando una propria identità estetica e produttiva.
La scelta della prima a Trieste assume quindi anche un valore simbolico. Significa riconoscere che oggi il Musical italiano può permettersi ambizioni nuove, sia dal punto di vista artistico sia produttivo e proprio “Il Rossetti” appare il luogo ideale per accogliere un’altra sfida di questo tipo. Negli ultimi anni il teatro triestino ha saputo costruire un dialogo continuo con il grande Musical internazionale, attirando produzioni importanti e contribuendo a formare un pubblico preparato, curioso e numeroso.
Gli interpreti in presenza sono stati introdotti dal regista Bellone con entusiasmo sottolineandone le capacita di veri attori e cantanti, la loro interscambiabilità nei ruoli, seri e ottimi professionisti che possono, se il caso lo richiedesse, andare in scena in diversi ruoli, se anche un attore protagonista brilla sempre e comunque di luce propria a tutto vantaggio dello spettacolo. Si sono presentati alla stampa:Riccardo Maccaferri – Mosè, Lorenzo Tognocchi – Ramses,Giulia Sol – Tziporrah, Gipeto – Faraone Seti /Jethro, Michelle Perera – Yocheved /Miriam, Daniela Pobega – Regina Tuya, Matilde Guidotti – Nefertari, Fabrizio Corucci – Sacerdote Hotep,Renato Tognocchi – Aaron, Chiara Vergassola – Ensemble e Lorenzo Maria Gianbattista – Ensemble.
Riportiamo le Note di Regia dello stesso Belone:
“Kolossal. Questa è la parola che più si addice a questo allestimento così epico nel suo essere. Ancora una volta nei miei ricordi da bambino, dopo “La bella e la bestia”, “Aladdin” e “Anastasia”, “Il principe d’Egitto” fu un cartone animato di una potenza indescrivibile, con le sue grandiose scene di massa, alla Ben-Hur per intenderci, e alla grandiosità della musica così sublime. Una grande storia di fede e comunità sullo sfondo di un Egitto imponente, il tutto visto attraverso gli occhi di tutta la famiglia. Una storia di perdono, intrisa di trovate teatrali che la squadra di creativi con cui condivido ormai tantissimi spettacoli, come “Il fantasma dell’opera” e “Anastasia”, vuole raccontare in modo sorprendente e emotivamente avvincente. Uno spettacolo che ha voglia di essere un miracolo per tutta la famiglia, così da continuare la tradizione anche in Italia di condivisione per tutti a teatro. Un posto magico, dove la nostra gioia è vedere il pubblico credere nei miracoli, When you believe …”
La componente musicale resta naturalmente centrale. L’orchestra dal vivo promette di restituire tutta la ricchezza sonora della partitura di Schwartz, alternando momenti solenni a passaggi più intimi e lirici come ha sottolineato Giovanni Lori, supervisore alle musiche.

Un ruolo fondamentale sarà affidato ovviamente anche al suono. Durante la Conferenza è stato accennato a un lavoro molto accurato sulla spazialità sonora, pensata per avvolgere il pubblico e amplificare il senso di immersione, una scelta coerente con l’idea di trasformare il Musical in un’esperienza totalizzante.
La sensazione finale lasciata è quella di un’attesa già fortissima attorno allo spettacolo, non soltanto per la curiosità verso gli effetti scenici o per il richiamo del titolo, ma per la percezione concreta di trovarsi davanti a un evento teatrale destinato a segnare la stagione.
Quando debutterà in prima nazionale giovedì 14 maggio al “Il Rossetti” questa versione in italiano, il pubblico non assisterà semplicemente a un nuovo Musical ma a una sfida artistica e produttiva che punta apertamente a ridefinire gli standard del settore.
E il fatto che tutto questo prenda forma proprio a Trieste aggiunge ulteriore significato a un progetto che sembra nato per lasciare un’impronta profonda.
“Il Rossetti”, ancora una volta, si conferma così un luogo capace di accogliere produzioni internazionali senza perdere la propria identità culturale, diventando spazio d’incontro tra grande spettacolo popolare e ricerca artistica.
Se le promesse emerse durante la Conferenza Stampa verranno mantenute sul palcoscenico, “Il Principe d’Egitto – Il Musical” potrebbe davvero rappresentare uno dei momenti più importanti del teatro musicale italiano degli ultimi anni.
Nel corso dell’incontro come detto sono intervenuti Francesco Granbassi, Presidente del “Politeama Rossetti”, il regista Federico Bellone, Stefano Curti, direttore organizzativo del teatro, e Massimo Fregnani per Broadway Italia. Ognuno ha contribuito a delineare il profilo di una produzione che punta apertamente a ridefinire il concetto stesso di Musical Kolossal nel panorama italiano.
Granbassi ha sottolineato con orgoglio il valore simbolico della scelta di Trieste per il debutto mondiale dello spettacolo, evidenziando come il teatro triestino continui a consolidare il proprio ruolo internazionale nel settore del Musical; Bellone, invece, ha raccontato la lunga gestazione del progetto e il desiderio di trasformare sul palcoscenico quella stessa emozione che il film d’animazione DreamWorks aveva acceso in milioni di spettatori nel mondo. Riportiamo dal c.s. de “Il Rossetti” l’ intervento del suo Presidente Granbassi:
“Con l’anteprima nazionale assoluta la prossima settimana de “ Il Principe d’Egitto” Il “Rossetti” prosegue in un’attività che negli ultimi anni ha portato a Trieste e nel Friuli Venezia Giulia grandi show, titoli internazionali, prime italiane d assoluto prestigio del mondo del Musical: come non ricordare il clamoroso successo la scorsa estate di “Alegrìa In a New Light” del Cirque du Soleil, approdato per la prima volta nel Nord Est; la prima assoluta di ‘Les Misérables – The Arena Musica Spectacular”, ed il successo di “Anastasia”. E ancora a grande emozione della prima di “The Phantom of the Opera” con Ramin Karimloo e la regia di Federico Bellone, che siamo felici di ritrovare ora in questa nuova prova artistica’ dichiara Francesco Granbassi, Presidente del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia. Oltre ad arricchire la proposta artistica rivolta al pubblico della nostra area, la strada intrapresa dal nostro teatro rappresenta anche un’opportunità di promozione di tutto il Friuli Venezia Giulia, un’attrazione per gli spettatori che in numeri importanti ci raggiungono dall’estero e dal resto d’ Italia, un valore aggiunto per l’economia del territorio. Con le istituzioni territoriali, in primis Regione Friuli Venezia Giulia e Comune di Trieste, abbiamo consolidato delle importanti collaborazioni che ci rendono orgogliosi.
Molto significativo anche l’intervento di Stefano Curti, Direttore Organizzativo de “Il Rossetti” che ha parlato del percorso di crescita compiuto dal “Politeama” negli ultimi anni attraverso produzioni sempre più ambiziose e capaci di dialogare con il grande repertorio internazionale del Musical contemporaneo e ha ricordato un episodio simpatico ma significativo: “Un paio d’anni fa sono andato al Times Square a Broadway, lì c’è un piccolo botteghino gestito da volontari con un bellissimo logo proprio dove tutti fanno una foto e selfie con la scritta “Broadway”. Le due ragazze che sono là, cominciano a parlare a quanti spettacoli sono volontarie perché organizzano le visite nei teatri. Mi chiedono: ”ma di dove sei?” “Io sono italiano”, “ma da dove, in Italia?”
“Trieste”. E la ragazza mi guarda e mi fa, “Ah, ma dove è stato rappresentato il “Fantasma dell’Opera con Ramin Karimloo?” E io dico, sì, è stata una cosa incredibile perché una volta, se ti chiedevano di Trieste, dov’è Trieste, si rispondeva vicino a Venezia, adesso ti dicono. dove c’è stato “Il Fantasma dell’Opera”. Questo è un episodio che ti fa pensare insomma anche dell’impatto che abbiamo avuto non soltanto sulla città, sul paese, ma veramente nel mondo e questo è un merito veramente di Federico Bellone: ci conosciamo dal primo anno della track del “Fantasma dell’Opera”, non ho idea di quando ci siamo incontrati per la prima volta, però è un bel po’ di tempo fa ed io sono veramente onorato della sua amicizia: è il regista italiano che annovera due spettacoli in scena a Madrid, uno spettacolo in Puglia e in Spagna, uno spettacolo in scena a Città del Messico, due negli UK e nel West End. Non so quanti nella storia del teatro italiano hanno avuto questo impatto sul teatro internazionale. Non so se si possano neanche contare sulle dita di una mano.”
Massimo Fregnani della “Brodway Italia” che ha funto anche da moderatore nella conferenza stampa, ha invece insistito sull’importanza produttiva di un allestimento di tali dimensioni, costruito con una macchina organizzativa enorme e con una squadra artistica e tecnica di altissimo livello portando questa nuova e prima assoluta in italiano di un Musical, nato nel 2020 nel West End che si preannuncia ancora più spettacolare dell’originale, portando sul palcoscenico una fusione perfetta tra arte, musica e narrazione.
“Il Principe d’Egitto” Sarà in scena con l’Anteprima Assoluta Nazionale al “Teatro Rossetti” di Trieste dal 14 al 17 maggio 2026.
La Prima Nazionale al Teatro “Brancaccio” di Roma dal 29 ottobre al 15 novembre 2026 e al Teatro “Arcimboldi” di Milano dal 26 novembre al 13 dicembre 2026.
