L’occupazione abusiva di alloggi rappresenta un fenomeno con rilevanti implicazioni giuridiche, sociali ed economiche. Dal punto di vista normativo, si configura come reato; un illecito che impedisce al legittimo proprietario – spesso un ente pubblico – di disporre del bene secondo la sua destinazione.
Il fenomeno genera effetti che ricadono sull’intera collettività: l’uso improprio degli alloggi – Ater in particolare – sottrae risorse a famiglie regolarmente in graduatoria, e alimenta tensioni nei quartieri, dove la percezione di insicurezza può aumentare.
Le conseguenze economiche sono altrettanto significative considerando a cominciare dai costi per i ripristini e per le manutenzioni straordinarie successive agli sgomberi.
L’assessore alle Politiche della sicurezza cittadina, Caterina de Gavardo ne ha parlato questa mattina durante una conferenza stampa insieme al comandante della Polizia Locale, Walter Milocchi e il Presidente dell’Ater, Daniele Mosetti.
Presenti anche i consiglieri comunali, Corrado Tremul e Vincenzo Rescigno, e il vice direttore del’Ater, Fulvio Capovilla.
“Quello che trattiamo oggi è un tema particolarmente sentito dalla cittadinanza, perché il fenomeno delle occupazioni abusive incide profondamente sulla qualità della vita nei condomìni, nei rioni e, più in generale, sull’intera comunità”, ha esordito l’assessore Caterina de Gavardo.
“Incide innanzitutto sul piano della sicurezza, poiché espone i cittadini a una serie di pericoli spesso collegati all’occupazione illegittima degli immobili. Frequentemente, infatti, gli occupanti provocano danni agli edifici e realizzano allacci abusivi alla corrente elettrica, al gas o all’acqua, con conseguenze potenzialmente molto gravi. Si tratta inoltre di un tema con rilevanti risvolti economici, perché queste occupazioni causano danni alle proprietà interessate e determinano costi significativi per i proprietari e per la collettività”.
“È un problema che anche a Trieste esiste e riguarda sia edifici pubblici sia immobili privati, pur mantenendosi entro numeri limitati. E’ un fenomeno che negli anni abbiamo osservato, ma che è stato prontamente contenuto grazie anche alla forte sensibilità dei cittadini verso questo tema. Le segnalazioni, infatti, sono numerose, precise e spesso multiple sugli stessi casi. Questo consente alla Polizia Locale e alle altre Forze dell’Ordine di intervenire tempestivamente, limitando il consolidarsi delle occupazioni abusive e riducendo i rischi connessi”.
“Il fenomeno delle occupazioni abusive a Trieste è presente ma contenuto grazie alla stretta collaborazione tra la Polizia Locale, le altre Forze dell’Ordine, i proprietari degli immobili e l’ATER, oltre alla forte sensibilità dei cittadini che segnalano tempestivamente le situazioni critiche. La Polizia Locale, attraverso la polizia giudiziaria e il Nucleo Interventi Speciali, svolge un ruolo centrale nei controlli e nei sopralluoghi, spesso effettuati insieme ai proprietari degli immobili e ai fornitori di energia elettrica per verificare eventuali allacci abusivi. Si tratta di attività complesse, poiché gli immobili possono essere trovati sia già vuoti sia ancora occupati”.
“I dati registrano un incremento degli interventi effettuati dalla Polizia Locale: nel 2023 gli immobili liberati sono stati 20; nel 2024 24, nel 2025 sono saliti a 32, e nel 2026, dal 1° gennaio al 30 aprile, gli immobili liberati sono stati 6, con alcune operazioni ancora in corso. Con riferimento a questi 6 immobili liberati, 5 persone sono state denunciate per occupazione abusiva, 5 persone per furto di energia elettrica e 5 persone per danneggiamento. In diversi casi, la stessa persona risultava responsabile contemporaneamente di tutti e tre i reati”.
“A Trieste non esiste una zona specifica particolarmente interessata dal fenomeno delle occupazioni abusive, e questo rappresenta un segnale positivo. Gli interventi tempestivi e il costante monitoraggio consentono infatti di agire rapidamente, evitando che queste situazioni si consolidino e attecchiscano sul territorio”, ha concluso la de Gavardo.
Il comandante della Polizia Locale di Trieste, Walter Milocchi, ha sottolineato come in città il 98% dei casi di occupazione abusiva riguardi l’edilizia pubblica.
Il fenomeno è punito dall’articolo 633 del Codice Penale, relativo all’invasione di edifici e terreni, una contravvenzione che spesso si accompagna ad altri reati, come il danneggiamento e, sempre più frequentemente negli ultimi anni, il furto di energia elettrica. Fino a una decina d’anni fa, inoltre, l’occupante abusivo poteva persino richiedere la residenza nell’appartamento occupato e stipulare così contratti regolari per l’erogazione dei servizi.
“Ora – ha continuato Walter Milocchi – tutto questo non è più possibile e quindi aumentano i casi di allaccio abusivo, spesso pericolosi, oltre ai consumi che possono incidere sulle spese condominiali o addirittura ricadere sui gestori dei servizi, spesso gli allacci abusivi non vengono realizzati a norma. Si sono verificati anche casi di collegamenti abusivi alla rete del gas, situazioni particolarmente pericolose per la sicurezza degli edifici e delle persone”.
“Negli edifici pubblici gli interventi vengono effettuati in stretta sinergia, spesso a partire dalle segnalazioni e dai sopralluoghi dei tecnici dell’ATER. L’azione congiunta tra Polizia Locale, ATER e gestori dei servizi consente di intervenire in modo rapido ed efficace: si invita l’occupante a lasciare l’appartamento e, una volta liberato l’immobile, l’ATER interviene immediatamente con il fabbro per sostituire la serratura e ripristinare eventuali danni alla porta. Parallelamente, i tecnici di AcegasApsAmga verificano eventuali furti di energia elettrica e quantificano i consumi non autorizzati. Il lavoro in sinergia tra tutti i soggetti coinvolti risulta quindi fondamentale per gestire efficacemente il fenomeno”.
“E’ una situazione che comporta costi per la collettività e un danno per gli assegnatari degli alloggi pubblici. Sul piano normativo il “Decreto Sicurezza 2025” ha introdotto un inasprimento delle pene, prevedendo sanzioni più elevate per le occupazioni abusive. In particolare, l’art. 634-bis del Codice Penale — introdotto con il decreto dell’anno precedente — disciplina l’occupazione di domicilio altrui, prevedendo pene da 2 a 7 anni e una procedura accelerata che coinvolge il Pubblico Ministero e il Giudice per le Indagini Preliminari. La normativa è stata inoltre estesa anche alle seconde case, ampliando così il perimetro di tutela”.
Daniele Mosetti, il presidente dell’Ater ha ribadito l’importanza della collaborazione dei cittadini “strumento indispensabile per contrastare il fenomeno delle occupazioni abusive degli alloggi di Edilizia Residenziale Pubblica. Lo dimostra il fatto che la quasi totalità dei casi è stata individuata grazie alle segnalazioni dell’utenza residente”.
“Per facilitare e rendere ancora più tempestiva l’attività di monitoraggio del territorio, Ater Trieste, – ha sottolineato – oltre ai tradizionali canali di contatto, ha attivato un canale dedicato attraverso il quale è possibile segnalare la sospetta presenza di estranei negli alloggi sfitti. Si tratta di un indirizzo email, facilmente reperibile sul sito e sui social, ([email protected]), che consente ai segnalanti di mantenere un certo anonimato poiché non sono richiesti dati identificativi. Lo strumento si è rivelato particolarmente efficace tanto che oltre la metà delle segnalazioni proviene da qui”.
Daniele Mosetti ha concluso rinnovando l’invito ai cittadini a continuare a collaborare, segnalando tempestivamente eventuali situazioni sospette, garantendo così i diritti di chi attende legittimamente l’assegnazione di un alloggio pubblico.