Sabato 23 maggio 2026, alle ore 18.00, alla Nuova Officina Solare di Termoli (corso Nazionale n 12) si inaugura la mostra “Percorsi interiori”, con le opere di Elisabetta Bacci e Giovanni Pulze. Il discorso introduttivo alla mostra sarà tenuto da Roberto Vidali, direttore della rivista “Juliet”.

La traccia di fondo che unisce questi due autori si incentrata sul ruolo che hanno avuto nella pittura del nuovo millennio e sui rapporti che il loro processo pittorico ha con la storia dell’arte. Le connessioni più evidenti per Elisabetta Bacci sono con la pittura minimalista di impianto concettuale degli anni Sessanta, mentre per Giovanni Pulze la memoria va alla pittura mediale teorizzata da Gabriele Perretta.

In particolare per Elisabetta Bacci le forme geometriche conducono a una sorta di minimalismo linguistico, mentre il formato quadrato di ogni singola opera e il ciclo di appartenenza e lo slittamento cromatico conducono questa indagine all’interno di un processo concettuale. In particolare il simbolo del “Garuda” (schematizzato per mezzo di una forma a triangolo) che è posta al centro del ciclo “Siam” parla anche di istanza spirituale ovvero rinvia al coronamento dei templi buddisti tailandesi.

Il tema conduttore di tutti i quadri di Pulze è, invece, quello dell’Angelo metropolitano, da intendersi come ponte di raccordo tra il mondo del silenzio e quello della parola, cioè di un dialogo a volte impossibile tra l’affermazione egoista del sé e le esigenze di una comunità o di una natura prostrata dall’onnivora attività predatoria operata dall’uomo. A far da fondale a questo Angelo è una città frenetica dove le persone passano di fretta e tutte incupite nei loro pensieri, le automobili o i tram sfrecciano, le insegne luminose e i cartelloni pubblicitari abbacinano, i grattacieli incombono. In definitiva la sua pittura si sofferma sull’incomunicabilità, sulla mancanza di dialogo e sulla propensione alla solitudine. I fondali scenici di questo non-dialogo sono parte della città moderna o dell’idea che si ha di una metropoli, ma alcuni profili edilizi possono essere riconoscibili, perché sono da intendersi come omaggio alla città che ospita le sue opere. E la città può essere Salzburg come San Francisco, New York come Trieste.

In definitiva, la poetica di questi due autori, sebbene peschi in radici lontane, va contro la sintesi radicale postulata dalle neoavanguardie che hanno condotto alla disseminazione del linguaggio oltre che alla sottrazione della centralità dell’esperienza estetica. Questo non vuol dire disconoscere la forza dirompente delle avanguardie storiche, più semplicemente indica un’altra via che trova nella diversità di Dennis Hopper, John Currin, Balthus e Francis Bacon la ragion d’essere di una modernità frastagliata e diversificata.

La mostra proseguirà fino al 5 giugno.

Nuova Officina Solare

Arte Contemporanea

corso Nazionale 12, Termoli  

vernissage: h 18.00 di sabato 23 maggio 2026

“Percorsi interiori”

con opere di Elisabetta Bacci e Giovanni Pulze

presentazione di Roberto Vidali

info: [email protected] 329 4217383

La rivista Juliet ha toccato i quarantacinque anni di attività, dal momento che la sua nascita risale al dicembre del 1980. La copertina era il “cagnetto sputafuoco”, progettato a colori piatti, da Oreste Zevola. Da quel primo timido esordio arriviamo al dicembre del 2025 con la pubblicazione di 225 numeri e di circa un centinaio di edizioni collaterali e di extra issues. Tra questi si ricordano i Photo Juliet, i Juliet Design Magazine e Juliet Design Hotels. Non sono mancate produzioni secondarie e promozionali di felpe e t-shirt (disegnate da artisti come Živko Marušič, Oreste Zevola, Enrico T. De Paris, Claudio Massini, Sergio Cascavilla, Getulio Alviani…), oltre all’esecuzione di piastrelle fermacarte (progetto di Andrea Toniolo realizzato con le fornaci Cottoveneto) e di cartelle di serigrafie in tiratura limitata prodotte con la Serigrafia Ellisse.

La rivista fin dal suo esordio aveva come obiettivo di porsi come punto di raccordo tra le immagini della contemporaneità e le teorie critiche più avanzate, senza disdegnare, talvolta, una meditazione analitica sui protagonisti della cosiddetta neoavanguardia.

Il numero di dicembre, tra i vari argomenti trattati, ospiterà i servizi in itinere firmati da Luciano Marucci, un saggio di Pasquale Fameli su Giuseppe Chiari, la rubrica firmata da Gabriele Perretta sul concetto di medialismo, l’intervista a Brad Spencer (in inglese) curata da Leda Cempellin.

Nella serata, che si svolgerà venerdì 22 maggio, alla Sala Ecclesia Mater della Curia Vescovile (p.za Sant’Antonio n. 6, Termoli), a partire dalle ore 18.00, Roberto Vidali parlerà della storia della rivista e ne illustrerà i contenuti.

Roberto Vidali, direttore editoriale della testata JULIET, è nato a Capodistria nel 1953, sotto il segno del Sagittario; dal 1955 risiede, più o meno, a Trieste. Dopo aver compiuto gli studi presso l’Accademia di BB.AA. di Napoli si è dedicato alla promozione dell’arte contemporanea. Dal 1975 al 1987 è stato direttore esecutivo per la sezione arti figurative del Centro La Cappella di Trieste, dove ha curato quarantaquattro mostre, tra le quali ricordiamo quelle di Riccardo Dalisi, Giuseppe Desiato, Stefano Di Stasio, Živko Marušič. Dal 1979 al 1985 ha collaborato alla pagina culturale del quotidiano “Il Piccolo” e dal 1980 è direttore editoriale della rivista Juliet. Ha inoltre firmato svariate pubblicazioni; tra le altre: “L’uva di Giuseppe” (1986), “Uhei, uistitì” (1988), “Sul Filomarino slittando” (1990), “Bestio!” (1993), “Merlino, pinturas” (1993), “Massini, énkaustos” (1994), “Sofianopulo, quadros” (1994), “Oreste Zevola, rosso tango” (1994), “Mondino, tauromania” (1995), “Barzagli, impressos” (1995), “Libellule” (1995), “Perini, photos” (1996), “Notturno, setas” (1996), “Ascoltatemi!” (1997), “Kastelic, cadutas” (1997), “Damioli, Venezia New York” (1998), “Onde di formiche a far filari” (1998), “Carlo Fontana” (1999), “Topin meschin” (1999), “Giungla” (1999), “No, non è lei” (2003), “Mamma, vogghiu fa’ l’artista” (2007), “Otto fratto tre” (2010). A seguire “I pensieri di Giacomino Pixi”, pubblicato nel 2012; “Tutto intorno a noi” (2021), “Tre bacche di rovo” (2022); “Aldo Damioli” (2024); “Le parole risuonavano con incoraggiante semplicità” (2024); “Mark Kostabi” (2024). Dal 1991 è coordinatore per l’attività espositiva dell’Associazione Juliet nella cui sede ha presentato innumerevoli artisti; tra gli altri si segnalano: Piero Gilardi, Marco Mazzucconi, Maurizio Cattelan, Ernesto Jannini, Paola Pezzi, Luigi Ontani, Enrico T. De Paris, Alberto Garutti, Mark Kostabi, Massimo Giacon, Cuoghi Corsello, Aldo Mondino, Aldo Damioli, Botto & Bruno, Bonomo Faita. Nel 1994 ha partecipato alla realizzazione della pagina culturale del quotidiano “La Cronaca” e nel 1997 ha pubblicato alcune interviste sulla pagina culturale de “Il Meridiano”. Dal 1998 al 2010 è stato direttore incaricato della PARCO Foundation di Casier. Dal novembre del 2000 e fino alla sua chiusura ha collaborato al mensile “Network Caffé”, dal 2005 e fino al 2009 ha collaborato con il mensile “Zeno”.