Trentaquattro percorsi ciclabili ogni 100mila abitanti e interesse digitale al top: il Friuli vince l’Indice della Febbre Rosa di Casinos.com con 80,20 punti.

C’è una regione in Italia in cui pedalare non è una moda né una scelta sportiva, ma una forma di mobilità ordinaria, un’abitudine che attraversa frontiere e generazioni: è il Friuli-Venezia Giulia, e a certificarlo arrivano oggi dati che lasciano poco spazio all’interpretazione. Mentre il Giro d’Italia 2026 entra nella sua settimana conclusiva, Casinos.com ha elaborato l’Indice della Febbre Rosa (IFR), un indicatore composito che misura la cultura ciclistica delle venti regioni italiane combinando la dotazione di percorsi ciclabili pro capite con tre indicatori di ricerca Google Trends a granularità regionale degli ultimi tre anni: “Giro d’Italia”, “bici da corsa” e “cyclette”. Il Friuli-Venezia Giulia chiude in vetta con 80,20 punti su 100, davanti alla Valle d’Aosta (72,43) e alla Toscana (66,58). 

Una rete che non ha eguali in Italia

Il dato che proietta il Friuli al primo posto è quello infrastrutturale: 34,65 percorsi ciclabili catalogati ogni 100mila abitanti, il valore più alto registrato nelle venti regioni italiane. Un primato che non nasce per caso e che racconta una scelta strategica di lungo periodo. La regione è attraversata dall’Alpe Adria Radweg, la ciclovia internazionale che collega Salisburgo a Grado lungo oltre 410 chilometri, eletta più volte miglior percorso cicloturistico d’Europa. A questa dorsale principale si affianca una rete di itinerari minori che coprono il Carso, la pianura friulana, le valli del Natisone e i percorsi costieri tra Lignano e Trieste, intercettando ogni anno decine di migliaia di cicloturisti soprattutto dal centro Europa.

Il Giro c’è, ma non basta a spiegare il primato

Sulle ricerche legate alla corsa rosa, il Friuli registra un punteggio di 79 su 100, terza regione d’Italia dietro Abruzzo (100) e Valle d’Aosta (88). Più contenuto il dato sulla “bici da corsa” (55), in linea con il profilo di una regione che pedala più per spostarsi e per visitare che per emulare i professionisti, mentre la “cyclette” si attesta a 67. La fotografia che ne esce è quella di un territorio che il ciclismo lo segue come spettacolo e lo pratica come abitudine, senza inseguire la dimensione agonistica.

Un modello mitteleuropeo che dialoga con il resto d’Italia

Il risultato friulano va letto anche in chiave culturale. Stretta tra Austria e Slovenia, due Paesi in cui la bicicletta è da decenni parte integrante della pianificazione urbana e turistica, la regione ha mutuato dai vicini un approccio alla mobilità ciclistica che nel resto d’Italia è ancora una conquista. Mentre il Giro 2026 si avvicina alla passerella conclusiva di Roma e i bookmaker italiani aggiornano le quote in tempo reale, il Friuli si conferma il laboratorio italiano di una visione ciclistica europea: integrata, infrastrutturata, quotidiana.

Metodologia

L’Indice della Febbre Rosa (IFR) è un indicatore composito elaborato da Casinos.com Italia per misurare l’intensità della cultura ciclistica nelle venti regioni italiane su una scala da 0 a 100. L’indice integra due dimensioni. La prima (peso 40%) è la dotazione infrastrutturale espressa come numero di percorsi ciclabili catalogati pro capite (fonte: piste-ciclabili.com, dato regionale aggregato; popolazione residente: ISTAT 2024), normalizzata su scala 0-100 con metodo min-max. La seconda dimensione (peso complessivo 60%) è articolata in tre indicatori Google Trends a granularità regionale relativi alle query “Giro d’Italia”, “bici da corsa” e “cyclette” (periodo: 20 aprile 2023 – 20 maggio 2026), ciascuna con peso del 20%.

L’articolo completo, con la classifica integrale e l’analisi regionale, è disponibile al seguente link: 
https://www.casinos.com/it/news/giro-italia-2025-quanto-pedala-classifica-regione-per-regione