“Luigi Dallapiccola e il Novecento tra musica e impegno civile” è il titolo della conversazione di Mario Ruffini in calendario lunedì 1° giugno 2026, con inizio eccezionalmente alle ore 16.00, alla Sala Bazlen di Palazzo Gopcevich (Via Rossini 4), per il cartellone dei “Lunedì dello Schmidl”, il ciclo di incontri e approfondimenti a cura di Stefano Bianchi che il Museo Teatrale da vent’anni offre al pubblico dei cultori della musica e del teatro.
L’ingresso alla manifestazione è libero fino ad esaurimento di posti disponibili.
L’incontro è il primo di una terna di appuntamenti a cura dell’Associazione Culturale “Nuovo Accordo – Musica del Novecento – APS”, intitolata “Il Novecento di Luigi Dallapiccola: radici istriane, orizzonti universali”, realizzata con il sostegno della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, del Comune di Grisignana e dell’USCI (Unione Società Corali) della Provincia di Trieste e del Friuli Venezia Giulia, con il patrocinio dell’IRCI (Istituto Regionale per la Cultura Istriano-Fiumano-Dalmata) e in collaborazione con il Centro Studi Luigi Dallapiccola, l’Associazione Concertistica Gramophone e l’Associazione Accademia Ars Nova.

La conversazione di Mario Ruffini prelude alla lezione-concerto in programma nella Sala dei Concerti del Castello di Grisignana nella stessa serata di lunedì 1 giugno con inizio alle ore 20.30 e a Trieste a Villa Brigido (Strada di Fiume, 141) martedì 2 giugno alle ore 18.00.
La storia – osserva Mario Ruffini – ha voluto che Luigi Dallapiccola vivesse in prima persona i drammi dell’intero Novecento. L’infanzia trascorsa nella tensione etnica fra tre diverse culture e anche la casa nativa di Pisino – attaccata al Castello di Montecuccoli e a ridosso di una grande foiba – saranno motivo di riflessioni per tutta la vita. Così pure l’esilio a Graz in occasione della Prima guerra mondiale dell’intera famiglia Dallapiccola e le leggi razziali in occasione della Seconda guerra mondiale, che Dallapiccola condivide in tutta la sua drammaticità con sua moglie Laura Coen Luzzatto. Dallapiccola risponde trasformando in opera d’arte ognuno di quei momenti critici e questo fa di lui un vero gigante fra le grandi personalità del Novecento. Laura, triestina, ha grandissima importanza nella traversata dodecafonica e umana che egli compie: senza di lei, non ci sarebbe il Dallapiccola che noi conosciamo, quanto meno nella sua compiutezza che è arrivata fino a noi.
Musicologo, direttore d’orchestra e compositore, Mario Ruffini si occupa principalmente – da studioso e da musicista – di Johann Sebastian Bach e di Luigi Dallapiccola. Dal 1977 è stato per quarant’anni professore di Conservatorio. Fondatore nel 1985 del Gruppo Italiano di Musica Contemporanea, dal 1989 al 1995 è stato direttore stabile al Teatro Nazionale dell’Opera e Balletto “Modest Musorgskij” di San Pietroburgo. Responsabile dal 2002 al 2018 del “Dipartimento di Musica e Arti figurative” al Kunsthistorisches Institut in Florenz – Max-Planck Institut, dal 2005 al 2015 è stato responsabile del Fondo Carlo Prosperi presso l’Archivio Contemporaneo “A. Bonsanti” del Gabinetto G.P. Vieusseux. Dal 2012 è Accademico dell’Accademia delle Arti del Disegno, dove dal 2023 è diventato Presidente della Classe Musica e Arti dello Spettacolo. Nel 2017 ha fondato il Centro Studi Luigi Dallapiccola di cui è Presidente. Ha realizzato due festival nel contesto del Maggio Musicale Fiorentino: “Dallapiccola torna in città” (2018) e “Dallapiccola Days” (2019). Due le sue pubblicazioni fondamentali che hanno segnato gli studi sul compositore: “L’opera di Luigi Dallapiccola. Catalogo ragionato” (2002/2025/2026, Suvini Zerbini, SZ Sugar, LIM) e “Luigi Dallapiccola e le Arti figurative” (2016, Marsilio). Suo l’unico volume dedicato a Laura: “La dodecafonia di Luigi Dallapiccola dietro le quinte” (2018, Florence University Press). Nel 2025 ha curato le celebrazioni per i 50 anni dalla morte di Dallapiccola, curando a Trento la mostra “Omaggio a Dallapiccola” e dirigendo “Il Prigioniero” per l’Accademia Chigiana di Siena. Questa produzione dell’opera, recentemente ripresa al MART di Rovereto, sarà proposta a Trieste alla Risiera di San Sabba sabato 29 giugno alle ore 20.00, nell’ambito del Piccolo Opera Festival, in co-organizzazione con il Comune di Trieste.