Il terzo giorno della rassegna dedicata alle Religioni si apre, dopo la consueta rubrica mattutina Colazione con la Storia (8.00, Caffè Teatro), oggi in compagnia di Elena Bacchin, Marcello Flores e Dino Messina alle 9.00 (Aula Magna Polo universitario Santa Chiara) con Dove vai così di fretta? Lectio di Michel Lama Rinpoche – maestro buddhista e figlio spirituale o “figlio del cuore” di Lama Gangchen Tulku Rinpoche – che ci accompagna in un viaggio alla riscoperta della felicità, intrecciando aneddoti personali e riflessioni profonde sul nostro vivere quotidiano,rivelando con semplicità e saggezza come trovare una pace interiore che spesso appare lontana, ma che sta a noi ritrovare.
Alle 9.30 il Prof. Franco Cardini (Aula 6 Polo universitario Santa Chiara) presenta (con Guglielmo Cevolin) il saggio “Notre-Dame. Il cuore di luce e l’Europa”, nel quale il tragico incendio della cattedrale parigina in un’occasione di profonda riflessione storica e spirituale e per un parallelismo con un’altra sua opera fondamentale dedicata a Giovanna d’Arco, la “Pulzella d’Orléans”, figura iconica che incarna perfettamente il legame tra religione, misticismo, politica e identità francese, come la splendida cattedrale che abbiamo rischiato di perdere per sempre.
Alle 10.30 un fatto storico forse meno noto, ma molto significativo, sarà raccontato da Genc Pollo, storico e politico conservatore albanese, tra i cofondatori del Partito Democratico d’Albania: alle 10.30 in dialogo con Stefano Mensurati ricorderà L’ateismo di Stato in Albania (Aula Magna Polo Universitario Santa Chiara), deciso nel 1967 dal generale Enver Hoxha, leader supremo dell’Albania dalla fine della seconda guerra mondiale fino alla sua morte, nel 1985.
Le Crociate sono uno dei fatti storici più noti e studiati, nel corso dei quali politica e religione si sono intrecciate indissolubilmente; alle 11.30 al teatro G. Verdi due specialisti del tema, Franco Cardini e Steve Tibble (Coordina Matteo Sacchi) si confrontano sulle componenti culturali, economiche e spirituali che concorsero a innescare queste spedizioni in Terra Santa.Altrettanto forte l’impronta lasciata dall’ordine dei Gesuiti. Jean-Paul, Bled, Flaminia Morandi con Roberto Roveda illustrano (12.00 Tenda Erodoto) la storia della Compagnia di Gesù, che, grazie anche alla sua presenza nelle sfere dell’istruzione aristocratica e con l’apporto fornito dalla componente femminile dell’ordine, ha rivoluzionato la Chiesa cattolica.
Non poteva mancare, nel programma del Festival, una riflessione generale sulla religiosità europea, in profonda evoluzione: alle 15.00 al Teatro Comunale G. Verdi l’evento Quale religione per l’Europa? Il saggista Diego Fusaro, il docente di Storia Contemporanea Sante Lesti con il giornalista Sergio Valzania e Stefano Pilotto, Docente di Storia delle Relazioni Internazionali e Geopolitica, ripercorrono le vicende che nei secoli hanno fatto sì che diversi credi popolassero il continente europeo in una moltitudine rara da individuare altrove e si interrogano su quale sia l’avvenire dell’Europa religiosa.
Il pomeriggio sarà dedicato anche alla consegna dei premi di questa XXII edizione di èStoria: alle 16.00 (Teatro Comunale G. Verdi, evento su prenotazione, con Andrea Zanini) il Premio èStoria 2026 andrà a Laura Pepe. Questa la motivazione:” Formatasi nel solco di una tradizione accademica legata al diritto nel mondo greco e in quello romano, ha saputo diversificare i propri studi spaziando tra argomenti inerenti la cultura materiale nel mondo classico, così come la retorica o il mito. Il suo approccio a tali tematiche, pur nel rigore dell’impostazione, si muove nel segno della massima chiarezza e della accessibilità per un pubblico molto vasto, senza tralasciare una spiccata finezza letteraria. Per la sua capacità di comunicare con maestria e chiarezza ad un tempo, il premio èStoria 2026.”
Alle 16.30 (Trgovski dom) Joan Taylor (con Roberto Roveda) ripercorre la storia di Gesù bambino e,basandosi sulle più recenti scoperte archeologiche e sulle fonti storiche dell’epoca, consegna un ritratto inedito e sorprendente, non solo del bambino che fu, ma anche spiegando gli eventi che hanno plasmato l’uomo, il Maestro, il Messia.
Alle 18.00 a Palazzo de Grazia sarà conferito il Premio Speciale èStoria 2026 a Giulio Busi. La consegna del premio, che vede la partecipazione di Stefano Salis, responsabile dell’inserto culturale Domenica del Sole 24 ore, ha questa motivazione:” Tra i massimi esperti di scienze giudaiche, Busi è noto a livello europeo per i suoi studi ed approfondimenti in quest’ambito. Le sue aree di interesse spaziano dalla filologia al misticismo ebraico, alle peculiari simbologie della cultura giudaica, motivo per cui è anche stato chiamato a dirigere l’Istituto di giudaistica della Freie Uniersität di Berlino. Ha all’attivo una sterminata serie di pubblicazioni sull’argomento ed in ciascuna di esse è palpabile l’impegno profuso per cercare di rendere noti ed accessibili con chiarezza e semplicità i temi che negli anni di grande dedizione accademica ha saputo grandemente fare suoi propri. I concreti risultati, sintomo di un lavoro mosso da profonda dedizione e spirito di ricerca, sono i frutti più concreti di una vita spesa per la conoscenza e per lo studio, motivo per cui viene insignito del Premio Speciale èStoria.
Infine, alle 19.30 in Tenda Erodoto si consegna (con Roberto Roveda) il Premio Speciale èStoria 2026 a Enzo Bianchi: “Scrittore, monaco, fedele. La figura di Enzo Bianchi conosce la fama negli anni seguenti il Concilio Vaticano II quando, seguito da pochi altri devoti, decide di dare vita ad una comunità monastica a Bose, presso Magnano. Attento osservatore dei tempi, è ad oggi una delle personalità più notorie del suo ambiente, con alle spalle svariate pubblicazioni in ambito teologico. La sua dedizione alla ricerca di una religiosità autentica, sincera e diretta è il tratto distintivo che permea con fresca autenticità tutte le sue produzioni e si fa specchio esemplare del suo pensiero più intimo e concreto. Per questa infaticabile volontà di conoscere e far conoscere a quanti più uomini possibile le inestricabili dinamiche trascendenti in cui tutti ci troviamo inseriti, gli viene quest’anno consegnato il Premio Speciale èStoria.”
Chiude il programma densissimo della giornata, alle 19.30 (Aula Magna Polo Universitario Santa Chiara), l’incontro dedicato alle nuove spiritualità, che spiega come stia evolvendo il rapporto tra l’uomo e il divino: da fenomeno marginale, la spiritualità sta acquisendo oggi una nuova funzione e una nuova visibilità. Inoltre, le sue forme appaiono differenziate e non sempre in contraddizione fra di loro. Un incontro con i massimi studiosi della materia in Italia. Conversano Giovanni Filoramo, Gianpiero Gamaleri, Michele Olzi e Stefania Palmisano.
Èstoria Film Festival prosegue alle 18.00 a BorGo Cinema con Gorizia asburgica, sulla lunga età d’oro della città, diretto da Giampaolo Penco. Nel 1500 Massimiliano d’Asburgo assume il controllo di Gorizia, avviando una stagione conclusasi solo nel 1918 e il territorio diviene cerniera tra lingue e culture, punto di passaggio tra l’Europa danubiana e la Penisola italiana. Piccola nelle dimensioni, ma vasta nelle sue connessioni, la Contea esprime nell’età moderna un numero sorprendente di mediatori (istituzionali, diplomatici ed ecclesiastici) che da Gorizia raggiungono Vienna e Venezia, e da lì le più prestigiose corti d’Europa. È un’epoca di autogoverno, in cui gli Stati Provinciali dialogano direttamente con il Sovrano, ma anche di grandi sfide: nemmeno guerre e pandemie (come la peste del 1682) piegano la vocazione di Gorizia quale polo culturale e d’istruzione, grazie all’insediamento dei Gesuiti. Fino alla stagione delle riforme teresiane, quando questo mondo muta nuovamente per far spazio all’Europa nascente: quella dei Lumi e delle nazionalità.
Il documentario è realizzato dall’Associazione culturale èStoria, nell’ambito del progetto èStoria Film & Food. Introduce Federico Vilic. Storico e diplomatico goriziano.
Aquileia e i cristianesimi perduti sarà proiettato, sempre a BorGo Cinema, alle 19.30: il regista Massimo Garlatti-Costa introduce e commenta il suo racconto deltempo in cui il Cristianesimo era molte voci, molte visioni prima di diventare una sola dottrina; non conformità, ma un coro di differenze. Alle 20 al Kinemax un classico del cinema italiano: La messa é finita, di Nanni Moretti, qui regista e interprete principale. Don Giulio fa ritorno a Roma, dove è nato e cresciuto, per sostituire un prete che ha abbandonato l’abito talare e messo su famiglia. Giulio si rende ben presto conto però che nonostante i suoi sforzi per rendersi utile e per dare suggerimenti, non riesce a risolvere i problemi che affliggono chi gli sta intorno, quasi che le sue risposte non potessero più essere di alcun aiuto. L’infelicità che lo circonda, incrina le sue certezze. Introduce e commenta Paolo Lughi, ufficio stampa della Mostra del Cine di Venezia, collaboratore del “Il Piccolo” di Trieste come critico e giornalista cinematografico.
Accesso all’evento
Ingresso libero e gratuito fino a esaurimento posti.
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