Questa serain Largo Panfili si è tenuta alla presenza delle autorità civili, militari e religiose la cerimonia di scoprimento del monumento commemorativo realizzato da Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria per il Giorno del Ricordo.

I saluti istituzionali del Comune di Trieste sono stati portati dal presidente del Consiglio Comunale, Francesco Di Paola Panteca: “A nome del Comune di Trieste e del sindaco Roberto Dipiazza ringrazio gli organizzatori, i presenti e tutti coloro che hanno contribuito a rendere possibile quest’opera, che parla della storia delle tragedie che hanno attraversato le nostre terre nel corso del Novecento, che hanno visto due Guerre mondiali, l’occupazione tedesca, quella jugoslava e il periodo del governo militare alleato, prima di essere redente definitivamente alla madrepatria italiana. Questa rappresentazione plastica e simbolica a un tempo è un monito che tiene vivo il ricordo e meritoriamente lo divulga anche alle nuove generazioni e ai visitatori che arrivano da fuori”. 

Gli interventi, moderati dalla professoressa della suddetta Accademia Rosita Commisso, sono proseguiti con un messaggio telefonico della dirigente del Ministero dell’Università e Ricerca Lavinia Monti; il direttore dell’Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria Pietro Sacchetti; la studentessa Jasmine Iannì, rappresentante dei progettisti; il prof. Giampaolo Dolso, direttore del Dipartimento di Scienze Giuridiche dell’Universita degli Studi di Trieste, delegato del Rettore per gli affari giuridici; il dott. Fabio Tognoni, vicepresidente della Federazione delle Associazioni degli Esuli Istriani Fiumani e Dalmati e vicepresidente della Associazione delle Comunità Istriane. Poi il prefetto di Trieste, dott. Giuseppe Petronzi, ha portato i suoi saluti. La cerimonia è proseguita con la benedizione dell’opera, il taglio del nastro tricolore, l’accensione dell’illuminazione e l’esecuzione dell’Inno Nazionale.

Nell’ambito delle celebrazioni del Giorno del Ricordo, il monumento commemorativo è stato realizzato dall’Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria, selezionato nell’ambito di un concorso pubblico nazionale promosso dal Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR). L’evento, anticipato il 7 febbraio 2026 in occasione della giornata commemorativa delle vittime delle Foibe e dell’Esodo giuliano-dalmata da una performance artistica realizzata da studenti dell’Accademia sotto la guida del prof. Marcello Francolini,porta a termine un lungo percorso artistico che ha visto coinvolti tanti attori e che giunge oggi al risultato atteso e anelato. L’opera è stata progettata dagli studenti Jasmine Iannì e Giuseppe Sabatino, sotto la supervisione dei proff. Luigi CitarrellaFrancesco ScialòPietro Colloca e Saverio Manuardi, con il coordinamento del Direttore dell’Accademia, Prof. Piero Sacchetti.

Il monumento si presenta come un segno contemporaneo essenziale e potente: un cilindro in plexiglass trasparente, alto sei metri e con un diametro di tre metri, al cui interno si sviluppano figure bianche sospese nell’atto della caduta. I materiali – plexiglass, acciaio e resina – costruiscono un linguaggio rigoroso, in cui luce e trasparenza diventano parte integrante della narrazione. La scelta della trasparenza è il cuore dell’opera. Il cilindro, simbolicamente assimilabile alla foiba, non nasconde ma espone. Le figure, colte in una sospensione irreversibile, sono visibili, presenti, quasi trattenute in un tempo che non si compie mai. Non vi è oscurità a proteggerle, né distanza a renderle astratte: il dramma si offre allo sguardo.

In questa visione risiede una riflessione precisa e contemporanea: la tragedia non è solo ciò che accade, ma anche ciò che viene visto senza essere fermato. La trasparenza diventa così metafora di una memoria che non può più essere rimossa né relegata ai margini, ma che impone una presa di coscienza collettiva. L’opera non rappresenta soltanto la caduta, ma il momento prima e quello dopo: un tempo sospeso in cui lo spettatore è chiamato a confrontarsi con la storia, senza mediazioni. Le figure sembrano emergere e dissolversi con la luce, rendendo il monumento un organismo vivo, capace di mutare e di rinnovare continuamente il proprio significato. Il progetto testimonia il ruolo attivo del sistema dell’Alta Formazione Artistica nella costruzione di una memoria pubblica consapevole, affidando alle nuove generazioni il compito di interpretare, con linguaggi attuali, le pagine più complesse della nostra storia.

Un contributo determinante alla realizzazione dell’intervento è stato garantito dal Dott. Carmelo Grandinetti, che ha sapientemente curato e coordinato tutti gli aspetti organizzativi e amministrativi del progetto. Alla cerimonia sono intervenute le autorità civili, religiose e accademiche nonché i rappresentanti del Ministero dell’Università e della Ricerca, promotore dell’iniziativa. Con questo monumento, l’Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria non si limita a realizzare un’opera, ma consegna allo spazio pubblico un dispositivo di memoria attiva: un luogo che non consente di distogliere lo sguardo. 

Perché ciò che è visibile non può più essere dimenticato”.