Trieste si prepara ad accogliere un nuovo e intenso percorso artistico dedicato all’identità e alla trasformazione. Dall’11 al 25 giugno 2026, gli spazi del DoubleTree by Hilton Trieste ospiteranno “CIRCE”, mostra personale di Fiorella Valeria Paolini, a cura de Le Vie delle Foto.
L’inaugurazione si terrà giovedì 11 giugno alle ore 18.30, offrendo al pubblico l’occasione di incontrare l’artista e immergersi nell’atmosfera della mostra fin dal primo momento .
Un progetto pittorico potente e profondamente contemporaneo che prende ispirazione dalla figura mitologica di Circe, reinterpretata non come la strega della tradizione, ma come simbolo di evoluzione interiore, consapevolezza e scelta.
Al centro della mostra si sviluppa un racconto visivo che attraversa le molteplici sfumature dell’esperienza femminile: dall’invisibilità alla scoperta di sé, dal dolore alla rinascita, fino alla capacità di scegliere chi si vuole diventare.
“CIRCE non è una mostra sulla mitologia, ma sul cambiamento reale”: un cambiamento che non semplifica né abbellisce, ma che attraversa fragilità, rabbia, guarigione e forza. Le opere di Paolini trasformano il corpo in linguaggio, in uno spazio simbolico dove si manifestano conflitti interiori, trasformazioni e rinascite.
«Questa mostra è un viaggio profondo dentro la trasformazione femminile, un percorso che parla di fragilità ma anche di forza, di cadute e rinascite. Con Le Vie delle Foto cerchiamo sempre artisti capaci di raccontare qualcosa di vero, e in CIRCE c’è tutta l’onestà di un cambiamento che non ha paura di mostrarsi», dichiara Linda Simeone, curatrice della mostra.
Fiorella Valeria Paolini, pittrice e designer con base a Trieste, sviluppa una ricerca artistica profondamente legata all’esperienza emotiva. Il suo lavoro, caratterizzato da un uso diretto e intenso del colore, privilegia l’onestà espressiva alla perfezione formale.
La mostra si inserisce nel calendario delle iniziative culturali curate da Le Vie delle Foto, confermando ancora una volta la volontà di portare l’arte contemporanea in contesti accessibili e vivi, creando connessioni tra artisti, luoghi e pubblico.
Info e prenotazioni: [email protected]
CIRCE prende il nome dalla figura mitologica al centro del romanzo di Madeline Miller: non la strega crudele della tradizione classica, ma una donna di straordinaria complessità, che attraversa secoli di trasformazioni — dall’invisibilità alla scoperta di sé, dal dolore alla scelta consapevole della propria umanità. Una donna che impara a usare la magia come linguaggio di sopravvivenza, che passa dall’isolamento alla fiducia, dall’incapacità di stare vicino alle altre donne alla capacità di affidarsi pienamente a una di loro. E che alla fine rinuncia all’immortalità non come resa, ma come atto di coraggio. Nei quadri di Fiorella Valeria Paolini, questa metamorfosi diventa colore. I suoi acrilici non illustrano il mito, ma ne abitano la struttura emotiva più profonda: raccontano la rabbia come atto di sopravvivenza, la guarigione che non cancella le ferite, la forza che si costruisce attraverso la vulnerabilità. Circe non è una mostra sulla mitologia. È una mostra sul cambiamento autentico: quello che non semplifica, non abbellisce, ma trasforma davvero.
Fiorella Valeria Paolini è pittrice e designer con base a Trieste. La sua ricerca artistica nasce da un impulso emotivo prima che tecnico: attraverso acrilici su tela esplora il vissuto interiore della donna — il dolore, la guarigione, la trasformazione — con un linguaggio cromatico diretto e personale che privilegia l’onestà alla perfezione. I suoi quadri usano il corpo come parola: non come rappresentazione anatomica, ma come spazio dove abitano sentimenti, conflitti, rinascite. Ha esposto in mostre personali e collettive a Trieste, Duino, Ronchi dei Legionari, Roma e Firenze, portando la propria ricerca anche all’interno del circuito Dantebus. Con Artemide — Origine di una postura ha esplorato il corpo che occupa spazio senza chiedere permesso. Con Circe prosegue quel percorso addentrandosi in un territorio più complesso: il cambiamento, la contraddizione, la capacità di trasformarsi — e di scegliere, infine, chi si vuole diventare.