L’indagine 2026 di Aqua Italia: consumi in aumento (83,4%), motivazioni più solideMilano, 23 giugno 2026 — È stata presentata questa mattina l’indagine 2026 di Aqua Italia (Associazione costruttori trattamenti acque primarie, federata Anima Confindustria) dedicata alla propensione degli italiani al consumo di acqua del rubinetto. I risultati confermano un trend di crescita ormai consolidato: bere acqua del rubinetto è oggi un’abitudine che riguarda la grande maggioranza degli italiani. Oltre otto italiani su dieci (83,4%) dichiarano di averla bevuta, trattata o non trattata, nel corso degli ultimi dodici mesi; tra questi, il 60% afferma di berla in modo abituale, “sempre” o “quasi sempre”.

A confermare la solidità del fenomeno è soprattutto la lettura storica. La ricerca, condotta da Personalive su un campione eterogeneo di 2.008 rispondenti, si inserisce in un percorso di rilevazione biennale che accompagna l’attività di Aqua Italia da diversi anni: nel 2016 la quota di chi aveva bevuto acqua del rubinetto si fermava al 71,8% – contro l’attuale 83,4% – mentre il consumo abituale calcolato sull’intero campione è passato dal 43,9% al 49,8%. Un’abitudine, dunque, che non solo si diffonde ma si consolida nel tempo.

Le motivazioni

Dietro questa scelta ci sono motivazioni sempre più articolate e vicine tra loro. La comodità resta il primo fattore chiave (31,0%), seguita a brevissima distanza dal risparmio economico (28,6%) e, sempre più spesso, dall’attenzione all’ambiente (28,4%): quest’ultima motivazione, che nel 2016 raccoglieva appena l’11,3% delle preferenze, ha più che raddoppiato il proprio peso in un decennio. Seguono i maggiori controlli percepiti sulla qualità (23,3%) e il gusto (20,4%).

Emergono differenze generazionali nelle motivazioni di consumo: la comodità è particolarmente rilevante tra i più giovani, mentre il minor costo assume un ruolo trasversale. L’attenzione all’ambiente si distingue invece nella fascia 25–34, dove raggiunge livelli superiori alla media, segnalando una sensibilità più marcata in questa generazione.

Il consumo di acqua del rubinetto da Nord a Sud

Un capitolo a parte merita la lettura territoriale del fenomeno, che fotografa un’Italia a velocità diverse. Il Nord Est e l’Emilia Romagna si confermano l’area più aperta all’acqua del rubinetto: il consumo abituale tra chi la beve sale al 70,4%, la percezione di sicurezza raggiunge il 45,4%. All’estremo opposto, Sud e Sicilia mostrano un quadro più cauto: consumo abituale al 54,5%, percezione di sicurezza al 25,9% (-10 punti). Nel Nord Ovest consumi e fiducia in crescita, con una riduzione del campione (-2,7%) rispetto al 2024 di chi non beve mai l’acqua del rubinetto; nella zona Centro + Sardegna consumi stabili rispetto all’ultima indagine.

Trattamento domestico

In linea con l’aumento del consumo di acqua del rubinetto, cresce tra le famiglie italiane anche la diffusione dei sistemi di affinaggio dell’acqua potabile: nel 2016 solamente il 18,1% del campione utilizzava prodotti per il trattamento domestico dell’acqua, percentuale salita al 39,6% nel 2026. Tra i non utilizzatori, uno su tre si dichiara interessato a installare un prodotto di affinaggio in futuro.

Cambiano le abitudini degli italiani

«I dati di quest’anno raccontano un cambiamento profondo nel rapporto degli italiani con l’acqua del rubinetto», dichiara il presidente di Aqua Italia Lorenzo Tadini. «Non parliamo più soltanto di un’abitudine legata alla comodità o al risparmio, ma di una scelta sempre più consapevole, sostenuta da una fiducia che cresce di anno in anno e da una sensibilità ambientale che attraversa tutte le generazioni. Resta però un lavoro da fare sul piano della comunicazione e dell’omogeneità territoriale: le differenze tra le diverse aree del Paese ci dicono che la fiducia si costruisce con informazione, manutenzione e qualità del servizio. È in questa direzione che Aqua Italia continuerà a concentrare i suoi sforzi, insieme alle istituzioni e ai gestori del servizio idrico, per promuovere sempre di più una tendenza che appare ormai strutturale».

Il quadro complessivo che emerge dall’indagine 2026 conferma dunque un percorso in progressivo consolidamento: il consumo di acqua del rubinetto cresce, le motivazioni si rafforzano a vicenda, la fiducia aumenta e la preoccupazione per i contaminanti si riduce. Una traiettoria che apre scenari promettenti per le politiche di promozione dell’acqua pubblica, mettendo al centro la sostenibilità e una più efficiente gestione della risorsa idrica.

L’associazione Aqua Italia rappresenta, da più di 40 anni, i costruttori di impianti, accessori, componenti e prodotti chimici per il trattamento delle acque primarie (non reflue) per uso civile, industriale e per piscine.ANIMA Confindustria è l’organizzazione industriale di categoria che, all’interno di Confindustria, rappresenta le aziende della meccanica varia e affine, un settore che occupa 224.000 addetti per un fatturato di 59,1 miliardi di euro e una quota export/fatturato di circa il 60% nel 2025 (dati Ufficio Studi Anima 2025). I macrosettori rappresentati da ANIMA sono: edilizia e infrastrutture; movimentazione e logistica; produzione alimentare; produzione di energia; produzione industriale; sicurezza e ambiente.