IL CENTRO DI RESIDENZA DELLE ARTI PERFORMATIVE APRE AL PUBBLICO IL PROCESSO CREATIVO DI MELANCHOLIA I-II PROPOSTO DA LA CONTRADA DI TRIESTE IN COLLABORAZIONE CON CSS E ARTISTIASSOCIATI

Il Centro di Residenza delle arti performative del Friuli Venezia Giulia si prepara ad aprire le porte al pubblico per svelare i processi della ricerca artistica contemporanea. Sabato 27 giugno, alle ore 19.15, lo Spazio Residenze di Villa Manin a Passariano di Codroipo, ospiterà la presentazione degli esiti di ricerca che si sono tenuti alla Contrada di Trieste di Melancholia I-II, il nuovo progetto firmato dal coreografo e regista Alessandro Sciarroni, già Leone d’Oro alla carriera per la Danza alla Biennale di Venezia 2019. L’incontro con il pubblico rappresenta un’opportunità speciale per entrare in contatto diretto con la genesi dell’opera; l’ingresso è completamente gratuito.

L’innovativo percorso di ricerca teatrale è stato accolto in residenza da La Contrada – Teatro Stabile di Trieste. Questo sodalizio rinnova una felice collaborazione nata nel 2021 nel Parco del Castello di Miramare con lo spettacolo Dream, poi applaudito nei più prestigiosi palcoscenici internazionali. Oggi Sciarroni torna su invito della Contrada all’interno del Centro di Residenza per dare vita a un dittico tratto dall’opera omonima dello scrittore norvegese Jon Fosse. Il progetto è stato approfondito a Trieste dal 12 al 21 giugno, giorni in cui il regista ha lavorato intensamente sulla parola, sulla drammaturgia e sulla recitazione, radicando il testo nella fisicità e nel gesto per svelare la fragilità della natura umana attraverso l’insistenza, la ripetizione e l’ossessione, trasformate in un viaggio sensoriale ed emotivo.

La performance porta in scena i due volumi del romanzo di Fosse. Nella struttura del dittico, le due parti sono interpretate rispettivamente da un attore e da un’attrice che assumono le voci dei protagonisti e dei comprimari, trasformando il flusso verbale, dinamico e musicale del testo in una vera e propria ritmica drammaturgica. Se in Melancholia I lo spettatore viene travolto dal vortice interiore e dal turbamento del pittore Lars Hertervig, in Melancholia II si viene trasportati nel mondo intimo della sorella Oline che, anni dopo la morte del fratello, ne ripercorre la figura con uno sguardo compassionevole e disteso, mediato dal ricordo. La messa in scena sposa una dimensione performativa e site-specific progettata per platee intime e spazi non convenzionali come gallerie o musei, una scelta drammaturgica deliberata per annullare le distanze e favorire una vicinanza energetica e diretta tra interpreti e pubblico.

La figura al centro dell’opera, Lars Hertervig, vissuto tra il 1830 e il 1902, è stato uno dei massimi esponenti della pittura paesaggistica norvegese, celebre per la sua resa estatica della natura. Colpito a soli ventiquattro anni da una grave malattia mentale e dimesso dal manicomio di Gaustad come incurabile, perse il sostegno dei committenti e visse gli ultimi anni in totale povertà nell’ospizio dei poveri di Stavanger. Non potendo più permettersi tele e colori a olio, Hertervig espresse il suo straordinario talento visionario su supporti di fortuna e vecchie scatole di tabacco, creando acquerelli onirici popolati da foreste deserte, figure spettrali e mari in tempesta.

Per dare corpo e voce a questa complessa partitura emotiva, Sciarroni ha scelto un cast di grande spessore artistico. In scena si muovono Alessandro Bandini, formatosi alla Scuola del Piccolo Teatro di Milano sotto la guida di Luca Ronconi e già vincitore del Premio Scenario, Matteo Baronchelli, diplomatosi alla Scuola Galante Garrone e figura chiave del collettivo Gruppo della Creta al TeatroBasilica di Roma, e Maria Grazia Sughi, storica e carismatica attrice scoperta originariamente da Giorgio Strehler per il Piccolo di Milano e già Presidente del Teatro di Sardegna.

La cura e la realizzazione di questa prima fase di ricerca si avvalgono di un team d’eccellenza, a partire da Elena Giannotti che ha curato il casting, la consulenza drammaturgica e il training fisico. La direzione musicale e le musiche originali sono firmate da Aurora Bauzà e Pere Jou, mentre lo styling è a cura di Ettore Lombardi. Il casting per la seconda parte vede la firma di Chiara Bersani, la cura tecnica è affidata a Valeria Foti, mentre Lisa Gilardino si occupa della cura e dello sviluppo del progetto. La produzione esecutiva e l’amministrazione sono gestite da Chiara Fava, con Pierpaolo Ferlaino impegnato sul fronte della comunicazione e del casting.

La produzione dello spettacolo è interamente capitanata da Corpoceleste_C.C.00# e Marche Teatro, in coproduzione con Snaporazverein e il festival FOG Triennale Milano performing arts. La creazione si avvale inoltre della preziosa collaborazione dell’Associazione Culturale Dello Scompiglio e dello stesso Centro di Residenza delle Arti Performative del Friuli Venezia Giulia, in accordo con Arcadia & Ricono Ltd e per gentile concessione di Colombine Teaterförlag.

Questo speciale appuntamento si inserisce nell’ampio progetto del Centro di Residenza guidato in sinergia da CSS Teatro stabile di innovazione del Friuli Venezia Giulia, ArtistiAssociati – Centro di Produzione Teatrale e La Contrada – Teatro Stabile di Trieste. L’iniziativa gode del fondamentale sostegno del Ministero della Cultura, della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, del marchio Io Sono FVG e si realizza in stretta collaborazione con l’Ente Regionale Patrimonio Culturale del Friuli Venezia Giulia.

Informazioni: www.centroresidenfvg.it | [email protected]