«La tradizione non è il culto delle ceneri, ma la custodia del fuoco» Gustav Mahler
C’è una musica che nasce dal silenzio, una che restituisce voce a ciò che sembrava perduto e una che trova nuove forme per raccontare il presente. È da questa idea di rinascita che prende avvio l’edizione 2026 del Festival Cristofori: un percorso che intreccia grandi interpreti internazionali, nuove commissioni originali affidate a compositori contemporanei, pianoforti antichi e strumenti storici restituiti all’ascolto grazie al lavoro di restauratori e ricercatori, ricerca scientifica, inclusione sociale e valorizzazione del patrimonio culturale.
Una straordinaria edizione che consolida la propria dimensione internazionale in vista del traguardo della decima edizione.
Il Festival Pianistico Internazionale Bartolomeo Cristofori torna a Padova dal 5 al 28 settembre 2026 con un programma diffuso che coinvolgerà città, istituzioni, università e luoghi simbolo del territorio, trasformando il Veneto in una grande mappa sonora dedicata al pianoforte.
La nona edizione sarà presentata ufficialmente l’8 settembre a Padova, a Palazzo Moroni, il 9 settembre a Venezia, a Palazzo Ferro Fini, sede della Regione del Veneto, e il 15 settembre a Roma, alla Camera dei Deputati: un percorso istituzionale che testimonia la crescita costante del progetto culturale ideato dall’Associazione Bartolomeo Cristofori e ne conferma la rilevanza nel panorama musicale nazionale.
Il tema scelto per l’edizione 2026 è la Rinascita: dalle pagine musicali nate dalla capacità di trasformare la sofferenza in creazione alle riletture contemporanee del repertorio, dagli strumenti storici restituiti all’ascolto ai progetti che indagano il rapporto tra musica, scienza e inclusione.
È il ritorno alla luce di compositori che hanno saputo trasformare momenti di crisi in opere destinate a entrare nella storia della musica. Ma è anche il ritorno alla luce di storie personali, relazioni e possibilità che la musica continua a generare.
«La costante crescita del Festival ci ha portato quest’anno a presentare il programma non solo a Padova e presso la Regione Veneto, ma anche alla Camera dei Deputati – dichiara il Presidente dell’Associazione Bartolomeo Cristofori, Maestro Nicola Guerini – Un riconoscimento che premia il lavoro sviluppato nel corso degli anni e la partecipazione di quanti contribuiscono a far crescere questa iniziativa culturale. Questa tappa segna un passaggio significativo nel percorso che ci conduce alla decima edizione e conferma il ruolo che il Festival ha conquistato nel panorama nazionale, grazie alla valorizzazione della qualità artistica, all’attenzione per i progetti sociali, al coinvolgimento di un pubblico sempre più ampio e al dialogo costruttivo con le istituzioni e l’imprenditoria culturale».
«Questa edizione è costruita come un vero e proprio percorso narrativo – spiega il Direttore artistico del Festival Alessandro Tommasi – ogni appuntamento racconta una diversa forma di rinascita: quella dei compositori tornati alla luce grazie alla musica, come Sergej Rachmaninov, quella della grande tradizione che torna a parlarci con voce nuova, come il Neoclassicismo di Stravinskij, quella della creatività contemporanea attraverso le commissioni e alle prime esecuzioni assolute e italiane, quella degli strumenti recuperati al suono e quella delle persone che trovano nella musica un’occasione di reale trasformazione».
Il cammino verso il cuore del Festival prenderà avvio già dal 5 settembre con un articolato programma di anteprime diffuse che conferma la vocazione territoriale e multidisciplinare della manifestazione. Padova, Rovigo, Este, Praglia e Conegliano ospiteranno concerti, incontri e progetti speciali in cui il pianoforte entrerà in dialogo con musei, abbazie, chiostri e spazi urbani, intrecciando musica, architettura e paesaggio culturale.
Si rinnova inoltre il Premio Cristofori d’Oro che dal 2025 viene conferito all’eccellenze del pianismo internazionale e consegnato durante la serata d’inaugurazione del festival come anche la collaborazione con il Consorzio per la tutela dei vini del Colli Euganei per la realizzazione dell’etichetta e bottiglia dedicata alle edizioni del festival.
Tra le partnership quelle con l’associazione Unesco e Padova Urbs Picta che accoglierà negli spazi dei loro siti alcuni eventi del festival 2026, e PA.FI.RO, ponte culturale tra Padova-Firenze-Roma: Padova sede del Festival e città natale di Bartolomeo Cristofori; Firenze, città adottiva che ha accolto Cristofori per realizzare il suo progetto e oggi sede di una realtà virtuosa, l’Accademia Bartolomeo Cristofori di Firenze, amici del fortepiano e Roma con il Museo nazionale degli strumenti musicali dove è presente un pianoforte di Bartolomeo Cristofori.
In questo contesto di comunità nell’accezione più nobile, nasce il Circolo Cristofori, espressione dell’impegno dell’Associazione Bartolomeo Cristofori nella valorizzazione dell’eccellenza in ambito artistico, culturale e imprenditoriale.
Si tratta di un riconoscimento esclusivo, conferito a personalità che, attraverso il proprio operato, contribuiscono in modo significativo alla crescita e alla diffusione del sapere, della creatività e dell’innovazione. Un progetto che promuove l’incontro tra competenze e visioni diverse e complementari, sostenendo il sapere e la creatività come strumenti fondamentali per uno sviluppo consapevole e responsabile del patrimonio condiviso.
A rappresentare simbolicamente questi principi è stata ideata la Spilla del Circolo Cristofori: un segno distintivo che rappresenta l’impegno culturale come valore imprescindibile per la crescita delle comunità. Un simbolo di appartenenza e responsabilità, che unisce coloro che riconoscono in essa una forza generatrice di idee capace di lasciare la propria impronta.
Le anteprime del Festival prenderanno il via sabato 5 settembre alle ore 17 nella Sala del Romanino dei Musei Civici agli Eremitani di Padova con “Dinamiche pianistiche”, incontro dedicato al mondo del pianoforte a cura del musicologo Simone Di Crescenzo che vedrà la presentazione del volume Galassia pianoforte del saggista e critico musicale Enzo Beacco, in collaborazione con Il Saggiatore.
Nella stessa giornata il Festival farà tappa a Rovigo: alle ore 21 l’Auditorium Venezze ospiterà “Nubes – Attraverso le frontiere”, concerto che vedrà protagonisti il violoncellista Francesco Dillon e il pianista Alessandro Lanzoni in un programma che intreccia repertorio classico, improvvisazione e tradizioni popolari brasiliane. Dillon, tra i più apprezzati interpreti italiani del repertorio contemporaneo, collabora regolarmente con festival ed ensemble internazionali ed è docente al Conservatorio della Svizzera italiana. Lanzoni, pianista e compositore tra le voci più originali del jazz europeo e già noto al pubblico del Festival Cristofori, affianca all’attività concertistica una costante ricerca tra scrittura e improvvisazione, muovendosi con naturalezza tra linguaggi e tradizioni musicali diverse.
L’11 settembre, alle ore 21, il Chiostro di San Francesco di Este ospiterà “New Moon”, progetto che intreccia musica e arti visive attraverso il dialogo tra la pianista Sabina Hasanova e la sand artist Anna Vydyakina. Il programma attraverserà Ravel, Boulanger, Debargue, Glass, Čajkovskij, Piazzolla e la stessa Hasanova, accostando repertorio pianistico, suggestioni contemporanee e disegno dal vivo sulla sabbia.
Il 13 settembre, alle ore 18, l’Abbazia di Praglia accoglierà Michelle Candotti con un recital interamente dedicato a Franz Liszt, in collaborazione con il Verona Piano Competition e il Consorzio Tutela Vini Colli Euganei. In programma pagine di grande virtuosismo e intensità poetica, dalle Harmonies du soir alle parafrasi da concerto su Ernani e Rigoletto di Verdi, fino alla Ballata n. 2 e ad Après une lecture du Dante, una delle più visionarie pagine pianistiche lisztiane.
Tra gli appuntamenti più significativi delle anteprime figura il progetto sociale “Musica senza barriere” che giunge alla sua II edizione, in programma il 14 settembre nella Casa Circondariale di Verona. Protagonista sarà il pianista jazz Giuseppe Dato, interprete attento e da tempo impegnato in progetti che indagano il valore civile della musica. Il concerto nasce da un laboratorio di ascolto e confronto con i detenuti, in collaborazione con il progetto I Suoni della Bellezza, già protocollo con l’Amministrazione penitenziaria del Triveneto: parole, riflessioni e testimonianze raccolte all’interno dell’istituto diventeranno materia narrativa e musicale, in un’esperienza che mette al centro la musica come strumento di relazione e inclusione.
Il giorno successivo, 15 settembre, il Festival raggiungerà Conegliano con “Notturni e Canzoni”, appuntamento in programma alle ore 19.30 nel Chiostro di San Francesco. Il progetto intreccia il pianoforte di Claudia Minieri, i live electronics di Massimo Sacchetto, e la narrazione fotografica di Antonio Chiarello, costruendo un percorso tra memoria e contemporaneità in cui linguaggi diversi si incontrano e dialogano.
Completerà il percorso di anteprima del Festival il concerto in programma il 16 settembre alle ore 18:00 al NET Center di Padova sostenuto dalla Fondazione Ferrari Salimbeni come primo di una serie di appuntamenti annuali dedicati ai migliori talenti padovani del pianoforte. Protagonista sarà Davide Scarabottolo, giovane pianista formatosi tra Conservatorio Pollini di Padova, Accademia di Imola e Università di Vienna, vincitore di numerosi concorsi nazionali e internazionali e già ospite di importanti sale da concerto in Italia e all’estero. Il programma attraverserà Chopin, Rachmaninov e Liszt, anticipando idealmente alcuni dei temi centrali dell’edizione 2026: il rapporto tra virtuosismo, introspezione e rinascita creativa.
Protagonista assoluto dell’edizione 2026 sarà il Pianista in Residenza Lucas Debargue, tra le personalità più originali e affascinanti del panorama musicale internazionale. Rivelazione del Concorso Čajkovskij del 2015, dove conquistò il pubblico e la critica pur senza salire sul gradino più alto del podio, il pianista francese ha costruito un percorso artistico unico nel panorama contemporaneo. Tutt’altro che un enfant prodige, dopo aver interrotto gli studi musicali durante l’adolescenza per dedicarsi alla letteratura e alla filosofia è tornato al pianoforte a vent’anni, sviluppando uno sguardo libero dalle convenzioni accademiche. Oggi si esibisce nelle più prestigiose sale da concerto del mondo, dalla Philharmonie di Berlino al Concertgebouw di Amsterdam, dal Konzerthaus di Vienna alla Wigmore Hall di Londra, e incide in esclusiva per Sony Classical. Musicista dalla curiosità inesauribile, Debargue affianca al grande repertorio una costante attività di compositore e improvvisatore. Il Festival Cristofori ne accompagnerà il debutto italiano come autore, confermando la propria vocazione a sostenere la creatività contemporanea. Il pianista francese sarà protagonista del concerto inaugurale del 17 settembre alle ore 20:30 al Teatro Verdi di Padova insieme all’Orchestra di Padova e del Veneto diretta da Giuseppe Mengoli, primo italiano a vincere il Concorso Mahler di Bamberg. In programma il Secondo Concerto per pianoforte e orchestra di Sergej Rachmaninov e la Quinta Sinfonia di Pëtr Il’ič Čajkovskij, due capolavori che raccontano il rapporto tra crisi e rinascita, dolore e speranza, in un vero ritorno alla luce. Composto dopo un lungo periodo di silenzio creativo e dedicato al medico Nikolaj Dahl, che aiutò il compositore a superare una profonda depressione, il Concerto n. 2 di Rachmaninov rappresenta una delle più straordinarie testimonianze di rinascita artistica della storia della musica. Un’opera in cui la fragilità si trasforma in slancio creativo e che incarna perfettamente il tema scelto per l’edizione 2026 del Festival.
Debargue tornerà sul palco il 19 settembre alle ore 20:30 nella Sala dei Giganti con un recital che attraversa alcuni dei territori più cari alla sua sensibilità artistica: la Sonata n. 2 di Rachmaninov, i Quadri da un’esposizione di Musorgskij e la prima esecuzione italiana delle sue Variazioni su temi di Gershwin, in un dialogo continuo tra tradizione, improvvisazione e scrittura contemporanea.
Il 20 settembre alle 18:00 Debargue sarà invece al centro del Progetto Petrarca, alla sua quinta edizione. Il suo Sonetto dal Petrarca, nuova commissione del Festival ispirata al poeta aretino, verrà presentato in prima esecuzione assoluta dal giovane pianista e compositore georgiano Sandro Nebieridze, medaglia d’argento al Concorso Busoni di Bolzano tra i talenti più promettenti della nuova scena internazionale. Un incontro ideale tra musica e letteratura che riafferma la vocazione del Festival a mettere in dialogo patrimoni culturali, linguaggi e generazioni diverse.
Tra gli ospiti più attesi del Festival figura Thomas Adès, tra i compositori viventi più eseguiti e influenti del panorama internazionale. Direttore d’orchestra, pianista e autore di opere entrate stabilmente nel repertorio contemporaneo, il musicista britannico ha collaborato con istituzioni come i Berliner Philharmoniker, il Metropolitan di New York, la Royal Opera House di Londra, i Boston Symphony e il Teatro alla Scala di Milano. Le sue composizioni sono eseguite regolarmente dalle più importanti orchestre del mondo e la sua attività artistica si distingue per la capacità di intrecciare tradizione e sperimentazione, rigore formale e libertà creativa. La sua presenza al Festival Cristofori rappresenta un evento eccezionale: per la prima volta Adès si esibirà in Italia in veste di pianista. L’appuntamento è in programma il 18 settembre alle ore 20.30 nella Scuola della Carità di Padova con un recital che attraversa Haydn, Janáček, Stravinskij, Bartók e Beethoven, accostando ai grandi classici alcune sue composizioni, tra cui le Blanca Variations, e la prima esecuzione italiana di Vesper. Un programma che riflette sul dialogo continuo tra passato e presente, mostrando come la tradizione possa rinnovarsi senza perdere la propria forza originaria.
Il rapporto tra memoria e creazione contemporanea attraversa anche il concerto del 25 settembre alle ore 20.30 nella Scuola della Carità, che vedrà protagonisti il violoncellista Ettore Pagano e il pianista Massimo Spada. Classe 2003, Pagano è una delle figure più luminose della nuova scena musicale europea: dopo il Premio Abbiati 2025 e il Classeek Award agli International Classical Music Awards, il violoncellista romano si è imposto nelle scorse settimane al Queen Elisabeth Competition di Bruxelles, conquistando il Primo Premio della più prestigiosa competizione internazionale dedicata al violoncello. Un riconoscimento che lo proietta definitivamente nel panorama mondiale e che gli consentirà di suonare per i prossimi quattro anni lo storico Matteo Goffriller, violoncello appartenuto a Pau Casals.
Al suo fianco ci sarà il pianista Massimo Spada, interprete apprezzato per la versatilità e la costante attenzione al repertorio del Novecento e contemporaneo. Dalla Suite italienne di Stravinskij alla Sonata per violoncello e pianoforte di Rachmaninov, passando per una nuova commissione del Festival firmata da Tiziano de Felice, il programma mette in dialogo epoche e linguaggi diversi, interrogandosi sul rapporto tra eredità musicale e nuove possibilità espressive.
Grande attenzione sarà dedicata anche al rapporto tra musica e scienza. Il 26 settembre alle ore 20.30, la Sala dei Giganti ospiterà il Neurorecital del pianista e neuroscienziato Nicolas Namoradze, realizzato in collaborazione con Science for All e l’Università di Padova. Vincitore del Concorso Internazionale Honens e ricercatore di neuroscienze cognitive presso il King College di Londra, Namoradze è tra i protagonisti più innovativi della scena musicale contemporanea grazie a una ricerca che unisce pratica esecutiva e studio dei meccanismi cerebrali legati all’ascolto e alla memoria. Attraverso un programma che accosta Bach, Debussy, Skrjabin, Ravel e una sua composizione in prima esecuzione italiana, il musicista guiderà il pubblico in un’esperienza immersiva che supera i confini tradizionali del concerto, aprendo nuove prospettive sul legame tra arte, percezione e ricerca scientifica.
Accanto ai grandi interpreti internazionali, il Festival conferma il proprio impegno nei confronti delle nuove generazioni e della dimensione sociale della musica. Ne sono esempio i BartoloTalk, i BartoloTour nell’Urbs Picta, gli appuntamenti dedicati alle famiglie e il percorso pluriennale che Leonora Armellini dedica all’integrale delle opere di Chopin. Sarà proprio la pianista padovana, prima donna italiana a salire sul podio del Concorso Chopin di Varsavia, a chiudere il Festival il 28 settembre alla Sala dei Giganti con il nono appuntamento del Progetto Chopin.
Il Festival Pianistico Internazionale Bartolomeo Cristofori è promosso dall’Associazione Bartolomeo Cristofori con il sostegno di istituzioni pubbliche e partner privati.