Continua, tra documentari sportivi e classici del cinema di genere, la stagione estiva del Cinema Ariston di Trieste, a cura de La Cappella Underground.
Giovedì 9 luglio si chiude “Il terzo tempo”, la rassegna proposta insieme a Trieste Campus che racconta lo sport quale importante strumento di inclusione e coesione sociale. Alle 19.00 è in programma il film di Cristiano Regina A tu lado (versione originale sottotitolata in italiano). A L’Avana, in un barrio difficile, c’è una palestra di boxe fondata da un bolognese, Samuel Fabbri, il cui principale obiettivo è strappare i ragazzi alla strada e, attraverso la boxe e l’allenamento, spronarli a sognare in grande. È un microcosmo che riflette la Cuba contemporanea, vibrante e vicina al collasso al contempo, dove adolescenti come Haiffer e Adrialis crescono dentro e fuori dal ring, confrontandosi con le famiglie, gli amici e gli allenatori. Questo team, composto da generazioni diverse, si prepara ad affrontare la palestra più moderna dell’Avana Vecchia: un match decisivo, che potrebbe risollevare le sorti della realtà creata da Samuel oppure decretarne la fine, dopo molti anni di resistenza.

Ad anticipare la proiezione del film, una breve presentazione: il regista Cristiano Regina, in collegamento, dialogherà con Marco Catenacci, dello staff de La Cappella Underground. La serata è organizzata in collaborazione con l’A.S.D. Pugilistica Triestina Pino Culot, storica palestra cittadina, fondata nel 1953, dove si sono allenati molti pugili di successo.
Al cinema di genere italiano, invece, sono dedicati i Freaky Friday di “The Italian Job”, la rassegna che per quattro venerdì prevede, in seconda serata alle 22.30, alcuni titoli che hanno scritto la storia del cinema di genere. Si parte venerdì 10 luglio con Django, cult assoluto di Sergio Corbucci, con Franco Nero a interpretare un personaggio entrato nell’immaginario collettivo e citato per decenni, icona di ribellione, straordinaria sintesi del conflitto tra vendetta personale e giustizia collettiva.
Opera radicale del 1966, Django conserva tutta la sua perturbante potenza. Corbucci utilizza il western per raccontare l’abuso di potere, la violenza sistemica, il fanatismo ideologico e costruisce una parabola politica assolutamente contemporanea, come ha chiaramente intuito uno dei suoi più grandi estimatori, Quentin Tarantino.

La rassegna prosegue, venerdì 17 luglio, con La casa dalle finestre che ridono (1976), tra i film di maggior successo di Pupi Avati: una storia al confine tra giallo e noir, tra gotico e horror, che si snoda nelle campagne del delta del Po, tra le pieghe più profonde e inquietanti della provincia.
Venerdì 24 luglio è la volta di Milano Calibro 9 di Fernando Di Leo (1972), cult del noir-poliziottesco tratto dai racconti di Giorgio Scerbanenco, e venerdì 31 luglio chiude la rassegna Profondo rosso (1975), il capolavoro di Dario Argento ambientato in una Torino spettrale e minacciosa.
Tutti i film della rassegna “The Italian Job” sono presentati dallo staff de La Cappella Underground.
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