A Udine il primo laboratorio nazionale della Rete PAC. I materiali raccolti confluiranno nell’evento finale di novembre a Roma

Rendere comprensibile ai cittadini il valore delle politiche agricole europee, raccontando non solo bandi e risorse, ma territori, comunità, imprese e buone pratiche. È questo il cuore del primo Cantiere di Racconto dell’Italia Rurale, iniziativa nazionale promossa dalla Rete PAC (Politica agricola europea) che ha preso avvio oggi a Udine, allo Spazio Villalta, con il Friuli Venezia Giulia regione capofila del percorso.

Il progetto, realizzato con il contributo del FEASR nell’ambito del Programma della PAC 2025-2027, è promosso dal Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste – Rete PAC, in collaborazione con la Regione autonoma Friuli Venezia Giulia, Assessorato alle Risorse agroalimentari, forestali e ittiche, attraverso Sviluppo Rurale FVG. L’iniziativa si inserisce in un percorso più ampio: i materiali, le storie e le esperienze raccolte in questi giorni, anche grazie alla partecipazione delle altre Regioni italiane presenti al laboratorio, saranno valorizzati nell’evento annuale della PAC in programma a novembre a Roma.

Ad aprire i lavori, con i saluti istituzionali, è stato Gabriele Iacolettig, Autorità di Gestione regionale del PS PAC 2023-2027 e direttore del Servizio sviluppo rurale della Regione FVG. Per Iacolettig, comunicare la PAC significa rendere accessibile l’uso dei fondi europei, che “nell’immaginario collettivo sono complessi e articolati”. Agli operatori, ha spiegato, va illustrato “il bando, cosa ci aspettiamo, perché finanziamo questo e non quello”; ai cittadini, invece, “qual è il vantaggio” di usare risorse pubbliche per l’agricoltura, le foreste, l’agroalimentare e lo sviluppo rurale. “Noi utilizziamo i soldi di tutti”, ha sottolineato, richiamando la necessità di trasparenza e legittimazione.

I lavori, condotti dal moderatore e facilitatore Federico Pace, hanno riunito referenti regionali, esperti e protagonisti del mondo agricolo con l’obiettivo di rafforzare il coordinamento tra quanti comunicano la Politica agricola comune e costruire una narrazione più riconoscibile dell’Italia rurale, a partire dalle parole chiave del Piano strategico della PAC: equità, sostenibilità, innovazione e sviluppo rurale.

Paolo Ammassari, dirigente del Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste – Coordinamento Generale Rete Pac, ha ricordato che il Piano strategico della Pac mobilita “37 miliardi di euro di spesa pubblica” per l’agricoltura e le aree rurali. L’obiettivo del Ministero, ha evidenziato, è “lavorare alla comunicazione” degli effetti positivi di questi finanziamenti, “risorse estremamente importanti per lo sviluppo del territorio, per la nostra economia, per l’agricoltura e per le aziende agricole”. In un quadro nazionale “molto diversificato”, le politiche devono “coltivare la forza dei nostri punti di forza” e sostenere “le aree più deboli”, offrendo ai giovani reddito e prospettive occupazionali adeguate.

Dal livello europeo, Tommaso Codazzi, del team comunicazione della EU CAP Network, la rete ufficiale dell’Unione Europea che collega agricoltori, ricercatori, imprese rurali e amministrazioni per sostenere l’attuazione e l’innovazione della Pac, ha spiegato che la strategia aggiornata “insieme alla Commissione Europea” punta a dare più spazio “allo storytelling” e “alle storie dei territori”, valorizzando buone pratiche capaci di parlare anche ad agricoltori e attori di altri Paesi. Oggi, ha osservato, “non basta più semplicemente dare dati”: occorre raccontare “la storia di queste persone e cosa c’è dietro”.

È intervenuto anche Davide Rampello, curatore, direttore artistico e consulente creativo, già presidente della Triennale di Milano, al quale è affidata la visione narrativa del percorso con lo Studio Rampello & Partners, insieme a William Gray, autore e copywriter italo-americano, e Alessandro Spinelli, professionista del digital marketing e delle strategie di crescita aziendale. Rampello ha richiamato il valore del paesaggio agrario italiano, osservando che “in molti casi si è degradato” anche per effetto dell’abbandono. “Se io abbandono un’area, poi c’è tutto il degrado”, ha detto, sottolineando il legame tra coltivazione, manutenzione del territorio, gestione del bosco, assetto idrogeologico e tutela della biodiversità.

La giornata udinese si è conclusa con il Tavolo delle Storie Rurali, dedicato ai progetti candidati al premio “Protagonisti dell’Italia rurale” e al primo progetto del Friuli Venezia Giulia realizzato da ERSA – Agenzia regionale per lo sviluppo rurale, seguito da una cena dedicata ai Magredi, la steppa friulana.

Domani, 8 luglio, il Cantiere proseguirà con le visite alla cooperativa agricola Frutta Friuli a Spilimbergo e all’azienda agricola Borgo delle Mele di Pinzano al Tagliamento, momenti di lavoro sul campo, laboratori di storytelling e coaching narrativo. Il programma prevede anche un pranzo in quota a Malga Polpazza, sopra Clauzetto, una cena con produttori locali offerta da Sviluppo Rurale FVG in collaborazione con il GAL Montagna Leader e una visita notturna alla Scuola Mosaicisti del Friuli di Spilimbergo. Il percorso si concluderà il 9 luglio sul lago di Barcis con la restituzione finale dei lavori.