La direttrice del Dipartimento di Studi umanistici e del patrimonio culturale dell’Università di Udine, Linda Borean, è stata eletta socia dell’Istituto veneto di scienze, lettere e arti di Venezia. Con decreto del ministro della cultura, Alessandro Giuli, Borean è entrata a far parte della classe di Scienze morali, lettere ed arti dell’istituto come “socio corrispondente residente”.

L’Istituto è una accademia i cui fini sono l’incremento, la diffusione e la tutela delle scienze, delle lettere e delle arti. È composta da due classi: una per le Scienze matematiche, fisiche e naturali, l’altra per le Scienze morali, le lettere e le arti. Ciascuna classe è formata da soci effettivi, soci corrispondenti e soci stranieri. Le origini dell’Istituto risalgono a un progetto di legge di Napoleone Bonaparte durante la Repubblica Cisalpina, nel 1797. La prima convocazione ebbe luogo il 24 maggio 1803. Vanta 188 anni accademici, 361 soci, oltre 600 pubblicazioni e ha più di 500 metri lineari di archivio.

Linda Borean, pordenonese, si è laureata in Conservazione dei beni culturali all’Università di Udine dove ha conseguito il dottorato di ricerca in storia dell’arte. È stata quindi ispettore direttivo alla Direzione cultura della Regione Veneto. Dal 2001 all’Ateneo friulano è prima ricercatrice in storia dell’arte moderna e, dal 2007, professoressa associata e quindi ordinaria nella medesima disciplina. Dal 2002 al 2009 ha co-coordinato il progetto “Il Collezionismo d’arte a Venezia dalle origini all’Ottocento” della Fondazione di Venezia. Ha trascorso diversi periodi di studio presso istituzioni estere, tra cui il Getty Research Institute e il Getty Museum di Los Angeles e il Metropolitan Museum of Art di New York. Collabora con i musei del territorio friulano e, in rappresentanza del Consiglio superiore dei Beni culturali, è membro del Comitato scientifico delle Gallerie dell’Accademia di Venezia. È componente del Consiglio di amministrazione della Fondazione Ado Furlan. Dal 2021 dirige il Dipartimento di Studi umanistici e del patrimonio culturale dell’Ateneo friulano.