Giovedì 3 settembre 2026, alle ore 20.30, il Cinema Ariston (viale Romolo Gessi 14 – Trieste) ospiterà la proiezione di altri 3 episodi della docuserie «Dolomitismo. Racconti Verticali», ideata e diretta da Emanuele Confortin e prodotta dalla Fondazione Dolomiti UNESCO. Le vicende degli uomini e delle donne che hanno esplorato le Dolomiti incontrano la storia della Terra.

La serata è organizzata da Cinema Ariston de La Cappella Underground con Fondazione Dolomiti UNESCO e in collaborazione con il G.A.R.S. Gruppo Alpinisti Rocciatori Sciatori della Società Alpina delle Giulie – Sezione di Trieste del Club Alpino Italiano.

L’incontro con il regista Emanuele Confortin, moderato da Mauro Dall’Argine e Mauro Bologna, alpinisti e soci GARS, vedrà anche la partecipazione di Luca Vallata, guida alpina e capocordata di ciascun episodio della docuserie.

La serie ripercorre alcune ascensioni che hanno segnato la storia del dolomitismo. In ciascuno dei 9 episodi si intrecciano il presente delle emozioni vissute dagli alpinisti contemporanei al passato prossimo delle testimonianze storiche, arrivando al passato remoto del tempo profondo, che ha plasmato questi sublimi paesaggi capaci di raccontare 300 milioni di anni di storia della Terra.

«Dolomitismo. Racconti Verticali» è stato presentato il 29 aprile scorso in anteprima assoluta nell’ambito della 74^ edizione del Trento Film Festival, prima docuserie in selezione ufficiale:

DOLOMITI E ALPINISMO: DUE PATRIMONI MONDIALI
Le Dolomiti sono state riconosciute Patrimonio Mondiale nel 2009 grazie al criterio della bellezza naturale ed estetica del paesaggio e a quello dell’importanza geologica e geomorfologica. Proprio nella pratica alpinistica, a sua volta riconosciuta Patrimonio Culturale Immateriale nel 2019, si trova la testimonianza del grande fascino che, in virtù di questi valori, le Dolomiti hanno saputo e sanno esercitare.
Gli alpinisti sono stati i primi a desiderare di toccarle, sentirle, poggiarvi i piedi, distendervi dita, mani, gambe, insomma, viverle nell’intimo. Ripercorrere alcune delle loro storie offre l’opportunità di uno sguardo nuovo sulla meraviglia paesaggistica del Patrimonio Mondiale e sulla stessa pratica alpinistica in Dolomiti (il dolomitismo, appunto).

GLI EPISODI E I PROTAGONISTI
In ogni episodio, della durata di circa 27 minuti, grazie alle esperienze dell’alpinista Luca Vallata e degli alpinisti “ospiti” che si legano in cordata con lui, le vicende del passato rivivono nel presente e rimbalzano nell’abisso dell’origine geologica delle rocce, con gli interventi del geologo Emiliano Oddone e le suggestioni artistiche espresse dalla matita di Gigi Dal Re.

In questa occasione verranno proiettati 3 episodi. «Cason di Formìn, sul versante più selvaggio» nel quale Michael Tramontin,nel gruppo della Croda da Lago, racconta la sua passione per le pareti selvagge e per la stagione fredda; si proseguirà con «Sass Maor, il sogno nel cassetto» che ci porta nelle Pale di San Martino svelando il desiderio della giovane alpinista Sofia Mott che ripete la centenaria via Solleder-Kummer aperta nel 1926 sull’enorme parete Est. L’ultima storia della serata raggiunge uno dei luoghi più selvaggi delle Dolomiti: «Spiz di Lagunaz, il diedro perfetto» dove Marco Bergamo e Samuele Zeni seguono Vallata sulle tracce di Renato Casarotto e Piero Radin, autori 50 anni fa di una difficile prima ascensione nel profondo delle Pale di San Lucano.

Nei nove episodi complessivi si alternano anche le voci di Modesto Alverà, Anna Angelini, Alessandro Baù, Ettore De Biasio, Dante Del Bon, Marika Freschi, Mirco Gasparetto, Andrea Menardi, Franco Nicolini, Bruno Pederiva, Piero Radin, Elena Turro, Maurizio “Manolo” Zanolla e Samuel Zeni.

Un lungo viaggio, realizzato dalla Fondazione Dolomiti UNESCO grazie al contributo del Fondo Comuni Confinanti e con il patrocinio del Club Alpino Accademico Italiano,dell’Alpenverein Südtirol, del C.A.I. Veneto, del C.A.I. Alto Adige, del C.A.I. Friuli Venezia Giulia e della Società Alpinisti Tridentini.

Le riprese in parete e le interviste sono realizzate da Emanuele Confortin; tra i dronisti figurano, oltre al regista, Filippo Guerra e Leonardo Mizar Vianello; alla seconda camera, durante le interviste, Elena BarbanNiccolò Mattia Colombo e Lara Piovesan; la sceneggiatura è di Emanuele Confortin, il montaggio è curato da Elena Barban e Lara Piovesan e le musiche originali sono di Sebastian Soso; la post-produzione e la video e color correction sono curate da The Studio, il coordinamento della post-produzione da Niccolò Mattia Colombo.

Emanuele Confortin è giornalista e documentarista indipendente. Si è occupato a lungo di aree di crisi in Asia Meridionale e in Medio Oriente, affrontando sul campo temi cruciali del nostro tempo quali migrazioni, minoranze marginalizzate e impatti del cambiamento climatico, spesso in contesto montano. Da anni si dedica all’ideazione, scrittura e direzione di documentari di taglio alpinistico e sociale, presentati e premiati nel corso di diversi festival internazionali. Tra i lavori più rilevanti “Dolomitismo. Racconti Verticali” (2026), “100, Solleder Lettenbauer” (2025), “Renato Gobbato, Bagnin” (2025), “L’ultima Via di Riccardo Bee” (2023. Premio del Pubblico al miglior film di alpinismo al Trento Film Festival 2023; Premio della Giuria a Orobie Film Festival 2023), “Diga, cronache transumanti” (2021. Premio Dolomiti UNESCO al Trento Film Festival 2021 e Premio del MUCGT al Trento Film Festival 2020), “Kinnaur Himalaya” (2020. Premio Mountain Wilderness International al Torellò Mountain Film Festival 2020).
Pratica l’alpinismo da 25 anni, è Accademico del CAI e membro del GISM.

Biglietto ridotto per i Soci del Club Alpino Italiano.