Ogni estate oltre cento fra i migliori giovani musicisti d’Europa arrivano a Pordenone e per alcune settimane il Teatro Verdi diventa la loro casa. Qui studiano, provano, lavorano con tutor provenienti dalle maggiori orchestre internazionali e preparano i programmi destinati ai grandi palcoscenici europei. Da oltre dieci anni la GmjoGustav Mahler Jugendorchester, fondata da Claudio Abbado e considerata la più prestigiosa orchestra giovanile del continente, rinnova un sodalizio che ha trasformato Pordenone in uno dei luoghi di riferimento della sua attività e la Gmjo nell’Orchestra internazionale residente del Verdi, grazie al sostegno della Regione FVG e la collaborazione del Comune di Pordenone. Sono 112, provenienti da 22 Paesii musicisti selezionati quest’anno tra oltre 2500 aspiranti: una straordinaria geografia di talenti che ad agosto si ricompone al Verdi per un’esperienza di alta formazione musicale, unica nel panorama nazionale.

Dopo aver toccato le più prestigiose capitali della musica sinfonica europea, la Gmjo torna a Pordenone sotto la direzione di Philippe Jordan, direttore d’orchestra e pianista svizzero fra i più stimati e richiesti della scena musicale internazionale, per i due grandi concerti conclusivi del Summer Tour, lunedì 31 agosto e martedì 1° settembre alle 20.30. Due attese serate, con programmi di ampio respiro sinfonico, che suggellano la tournée estiva e restituiscono al pubblico l’esito del percorso artistico avviato proprio a Pordenone durante le settimane di residenza. Lunedì 31 il concerto si aprirà con la Musica per archi, percussione e celesta di Béla Bartók, uno dei capolavori più originali e visionari del Novecento, pagina in cui gli strumenti costruiscono una straordinaria architettura di timbri e tensioni, tra ritmi ossessivi e un’inquietudine che non lascia scampo. A seguire, la Sinfonia n. 4 in mi bemolle maggiore “Romantica” di Anton Bruckner, fra le opere più amate del compositore austriaco, apre un paesaggio completamente diverso, vasto, luminoso, sospeso tra natura e trascendenza, offrendo due visioni del mondo a confronto, in una sola serata. Martedì 1° settembre, sempre alle 20.30, il concerto sarà interamente dedicato a Gustav Mahler, il compositore che dà il nome all’Orchestra: in programma la Sinfonia n. 7 in mi minore, una delle sue partiture più complesse, enigmatiche e affascinanti: cinque movimenti che attraversano il notturno, il grottesco e l’ironia prima di esplodere nel finale trionfante. Una prova orchestrale imponente e, insieme, un omaggio ideale all’identità stessa dell’Orchestra.
 
I due concerti chiudono, dunque, l’estate ma non il rapporto tra la Gmjo e Pordenone. L’Orchestra sarà infatti protagonista anche della programmazione 2026/2027 a partire dal concerto del prossimo 8 novembre, con oltre cento orchestrali diretti da Cristian Măcelaru, seguito da uno dei momenti più attesi dell’intero cartellone: il 13 giugno 2027 farà ritorno sul podio del Verdi Kirill Petrenko, oggi fra i direttori più celebrati al mondo, che afrronterà con l’orchestra uno dei vertici assoluti del repertorio, la Sinfonia n. 5 di Gustav Mahler.

 Dalla formazione dei talenti di domani all’incontro con i più grandi direttori del nostro tempo, la presenza della Gmjo disegna così a Pordenone un percorso che attraversa l’intero anno e guarda ben oltre i confini regionali. Una grande orchestra europea che ogni estate parte da Pordenone per i palcoscenici internazionali e a Pordenone continua a tornare, facendo del Teatro Verdi non semplicemente una tappa delle proprie tournée, ma una delle proprie case artistiche. Info e biglietti: www.teatroverdipordenone.it