In qualità di esperto del mondo vintage, Stefano D’Onghia (il Dongi), antiquario e volto noto della TV, ha condiviso il suo punto di vista sull’evoluzione del settore vintage e modernariato dichiarando: “Oggi il vintage e il modernariato stanno attirando sempre più persone di ogni età in Italia”.

Viviamo in un tempo che corre. Le immagini scorrono veloci, gli acquisti si fanno in un click e gli oggetti vengono sostituiti prima ancora di averli conosciuti e vissuti davvero. Nell’attuale rivoluzione digitale, dove intelligenza artificiale e iper-connessione sembrano guidare le nostre vite, la frenesia della quotidianità fa dimenticare il piacere di fermarsi, di osservare e di comprendere qual è il vero passato di ciò che abbiamo tra le mani. Non è detto, infatti, che il destino di ciò che all’apparenza risulta datato e usurato sia automaticamente l’ecocentro cittadino. Anzi, negli ultimi anni è in atto una vera e propria rivoluzione del Second Hand, una possibilità in cui il mobilio prende nuova vita per raccontare storie inedite e affascinanti. Un concetto destinato a crescere nel futuro: stando a quanto riportato dai dati ufficiali del report condotto da Straits Research, infatti, il mercato globale dei mobili di seconda mano raggiungerà a fine 2026 un valore di 50,06 miliardi di dollari e continuerà a crescere a un tasso annuo del 4,83% fino al 2034.

È proprio dal dialogo tra passato e presente come esperienza da vivere che nasce l’ampio interesse nei confronti di questo mercato: il mondo del vintage non rappresenta più un linguaggio riservato soltanto ai collezionisti e agli addetti ai lavori, ma è in grado di affascinare coloro che cercano nei mobili e negli oggetti del passato un modo per rendere gli spazi più personali, riconoscibili e lontani dall’omologazione e a farla da padrone è la GenZ.

“Il successo crescente del vintage e del modernariato”, osserva Stefano D’Onghia (il Dongi), interpellato in qualità di esperto del settore, antiquario, volto noto della TV con oltre 105 mila follower su Instagram,“nasce da un cambiamento profondo nel modo in cui le persone guardano agli oggetti e agli spazi che abitano. Anche tra i giovani, infatti, vi è il desiderio di allontanarsi dall’omologazione e costruire ambienti più personali e autentici, dove ogni elemento abbia un’identità e una storia da raccontare. Un mobile vintage non è solo un complemento d’arredo, ma un oggetto con una memoria, spesso realizzato con materiali e lavorazioni oggi di difficile reperimento. A ciò va aggiunta anche una nuova sensibilità nei confronti del consumo consapevole: dedicarsi al thrift flipping (o restauro creativo), infatti, sta diventando un gesto culturale più ancora che una scelta sostenibile. Allungare la vita degli oggetti è ciò che permetterà, alla lunga, di salvare il mondo”. Ed è proprio in questa ottica nuova e responsabile che nascono in continuazione, anche in Italia, iniziative, eventi e mostre dedicate ad arredamento vintage, modernariato e oggetti da collezione,

Ecco i 5 consigli per fare affari nel mondo vintage:

  • Osservare e lasciarsi guidare dall’istinto: il fascino di un oggetto spesso nasce dalla sua unicità, quindi è importante regalarsi del tempo totalmente dedicato alla ricerca;
  • Riconoscere qualità e materiali: è importante privilegiare lavorazioni, firme e dettagli che raccontino il valore del pezzo;
  • Allenare la propria creatività e la fantasia: vedere oltre l’aspetto originale dell’oggetto, immaginando come un mobile o un complemento d’arredo possa dialogare in sinergia con spazi contemporanei;
  • Informarsi sulla provenienza e sulla storia dell’oggetto: l’origine è un elemento fondamentale che arricchisce il fascino e il valore di qualsiasi cosa, tanto di una persona quanto di un prodotto;
  • Scegliere ciò che emoziona davvero e regalare una nuova vita: scegliere design vintage non è solo una questione di investimento, è anche il piacere di portare nella propria casa un oggetto capace di trasformarsi in qualcosa di inedito attraverso il cosiddetto thrift flipping o restauro creativo, una vera e propria arte sempre più in voga, soprattutto tra i più giovani.

Sono, ormai, 28,2 i milioni di italiani che acquistano oggetti di seconda mano: secondo il report condotto dall’osservatorio Second hand economy di Ipsos Doxa per Subito.it il 65% della popolazione ha dichiarato di aver acquistato o venduto oggetti di seconda mano e oltre 6 italiani su 10 nel 2025 hanno venduto o comprato oggetti usati. A oggi, quindi, la Second Hand Economy si conferma sempre più una scelta di consumo consapevole.