Sabato 5 settembre al Circolo Nuovi Orizzonti una serata tra filosofia, poesia, memoria e musica per riflettere sulla “fragile stabilità” dell’esistenza
Cosa accade quando la terra trema e ciò che consideravamo stabile improvvisamente non lo è più? A cinquant’anni dal terremoto che nel 1976 sconvolse il Friuli, una serata a Udine propone una riflessione originale sul rapporto tra catastrofe, pensiero, memoria e capacità dell’uomo di reagire all’instabilità.
L’appuntamento è per sabato 5 settembre alle ore 21.00 al Circolo Nuovi Orizzonti di via Brescia 3, con “Una fragile stabilità. Voltaire, Leonardo Zanier, il Terremoto”, incontro spettacolo fatto di riflessioni, letture e improvvisazioni freestyle.
Sul palco Daniele Bertacco, Beatrice Bonato, Stefano Rizzardi e DJ Tubet, in un dialogo tra filosofia, poesia, teatro e musica che parte da due terremoti lontani nel tempo ma accomunati dalla stessa domanda: come può l’uomo confrontarsi razionalmente con un evento capace di mettere in discussione le proprie certezze?

Da Voltaire a Zanier, attraverso la memoria del Friuli
Il punto di partenza è il terremoto di Lisbona del 1755, evento che ebbe un forte impatto sulla cultura europea e sul pensiero illuminista. Attraverso la lettura di alcune parti del Poema sul disastro di Lisbona, la serata ripercorrerà la critica di Voltaire all’ottimismo filosofico e all’idea che il mondo sia necessariamente organizzato secondo un ordine razionale e provvidenziale. A quasi due secoli di distanza, quella riflessione entrerà in risonanza con i versi di Leonardo Zanier, poeta friulano che dopo il terremoto del 1976 seppe trasformare l’esperienza del sisma in poesia, memoria e interrogazione sul rapporto tra uomo, natura e territorio. Nei versi di Zanier, l’“orcolàt” della tradizione popolare può così lasciare progressivamente spazio alla consapevolezza del terremoto come fenomeno naturale, da comprendere e con il quale imparare a convivere, mettendo in campo conoscenza, prevenzione e capacità collettiva di affrontare la fragilità.

La parola incontra il rap: il freestyle di DJ Tubet
In questo percorso tra filosofia e poesia si inserisce il linguaggio contemporaneo del freestyle di DJ Tubet, rapper, produttore e freestyler friulano attivo dal 1998.Artista profondamente legato alla lingua e alla cultura friulana, DJ Tubet porterà nella serata la forza dell’improvvisazione rap, trasformando la parola poetica e la riflessione filosofica in un’esperienza performativa contemporanea. La sua presenza assume un significato particolarmente interessante proprio nel confronto con i testi di Zanier: la lingua friulana, utilizzata come strumento poetico e musicale, diventa un ponte tra memoria e contemporaneità, tra tradizione e nuove forme espressive. DJ Tubet è noto per il suo particolare lavoro sul freestyle in lingua friulana e per la capacità di intrecciare rap, reggae, dub e world music. Nel 2021 è stato indicato come il rapper più veloce d’Italia, arrivando a 15 sillabe al secondo nel freestyle in friulano. Nel corso della sua attività ha ottenuto riconoscimenti in ambito nazionale e internazionale per la valorizzazione delle lingue minoritarie, tra cui il premio internazionale Liet International nel 2010 e, più recentemente, il riconoscimento nazionale Salva La Tua Lingua Locale 2025. La sua ricerca artistica, culminata anche nell’album Fin Cumò, composto da 14 brani in 14 lingue,si sviluppa inoltre attraverso un particolare rapporto tra musica, linguaggio, educazione e partecipazione.
Un incontro tra filosofia, teatro e musica
A guidare il pubblico nella riflessione sarà Beatrice Bonato, filosofa e presidente della Sezione Friuli Venezia Giulia della Società Filosofica Italiana, da anni impegnata nella divulgazione filosofica e nella riflessione sui temi della società contemporanea.Con lei Daniele Bertacco, docente di Filosofia e Storia al Liceo “M. Grigoletti” di Pordenone e componente del Direttivo della Società Filosofica Italiana – Sezione FVG APS, dottore di ricerca in Filosofia all’Università Ca’ Foscari di Venezia e autore di studi dedicati, tra l’altro, al pensiero moderno, alla tecnica e al rapporto tra filosofia e ottimismo. La dimensione teatrale e performativa sarà affidata a Stefano Rizzardi, attore, autore e ideatore di spettacoli e reading, da decenni attivo nel panorama culturale regionale e nazionale. La sua ricerca sul rapporto tra parola detta e musica lo ha portato a collaborare con importanti musicisti ed ensemble e, nel 2010, anche con DJ Tubet, con il quale ha realizzato uno spettacolo dedicato al mondo del ciclismo africano. Ne nasce una serata che non intende limitarsi alla commemorazione, ma utilizzare la memoria del terremoto come occasione per tornare a interrogarsi sulla fragilità delle nostre certezze e sulla necessità di costruire strumenti razionali, culturali e collettivi per affrontare l’imprevisto.
La “pelle della Terra” e la fragilità delle nostre certezze
“Quando la terra trema vacilla il fondamento della nostra esistenza” è la domanda da cui prende avvio l’incontro. La terra, dunque, non soltanto come territorio fisico, ma come metafora di ciò che consideriamo stabile: le nostre convinzioni, le strutture sociali, le certezze individuali e collettive.Tra il terremoto di Lisbona raccontato da Voltaire e quello del Friuli raccontato da Zanier si apre così uno spazio di riflessione nel quale filosofia, poesia e musica possono dialogare, fino a trasformare la memoria di una tragedia in uno strumento per comprendere meglio il presente. L’iniziativa, ideata e diretta da Beatrice Bonato e Stefano Rizzardi, fa parte della rassegna “Poesia e filosofia in Friuli nel secondo Novecento”, curata da Enrico Petris per la Società Filosofica Italiana – Sezione FVG APS. La serata è realizzata in collaborazione con vicino/lontano, il Circolo culturale e ricreativo Nuovi Orizzonti e la casa editrice La nuova Base, con il sostegno del Comune di Udine, della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e della Fondazione Friuli.
L’ingresso è libero.
Al termine dell’incontro è previsto un momento conviviale aperto a tutti i presenti.
Per consentire una migliore organizzazione della serata è consigliata la prenotazione, inviando una mail a [email protected].
INFORMAZIONI
Una fragile stabilità. Voltaire, Leonardo Zanier, il Terremoto
Riflessioni, letture, improvvisazioni freestyle
Sabato 5 settembre 2026 – ore 21.00
Circolo Nuovi Orizzonti
Via Brescia 3 – Udine
Con: Daniele Bertacco Beatrice Bonato Stefano Rizzardi DJ Tubet
Ingresso libero
Momento conviviale al termine dell’incontro
Prenotazioni: [email protected]
A cura di: Società Filosofica Italiana – Sezione FVG APS
Rassegna: “Poesia e filosofia in Friuli nel secondo Novecento”Ideazione e direzione: Beatrice Bonato e Stefano Rizzardi
Curatela della rassegna: Enrico Petris
In collaborazione con: vicino/lontano, Circolo culturale e ricreativo Nuovi Orizzonti, La nuova Base
Con il sostegno di: Comune di Udine, Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Fondazione Friuli