“What Will We Do Without Exile?” porterà il pubblico in una tenda trasformata in giardino, dentro il palazzo del Monte di Pietà
Entrare in una tenda, sedersi tra alberi di arancio e ulivo e provare a immaginare il futuro di una terra segnata da decenni di conflitto. Sabato 5 settembre In\Visible Cities affronterà uno dei temi più attuali: la situazione palestinese. Lo farà con “What Will We Do Without Exile?” (“Cosa faremo senza l’esilio?”), un’installazione immersiva e intima che dalle 16 alle 20 (con ingressi ogni 20 minuti) trasformerà uno spazio del palazzo del Monte di Pietà in un luogo nel quale provare a guardare oltre il presente. Basel Zaraa, artista palestinese residente nel Regno Unito, pone al centro del suo lavoro non i grandi scenari geopolitici, ma la vita e lo sguardo delle persone comuni, la loro capacità di continuare a immaginare un domani anche dentro una terra martoriata. L’opera, ispirata al rifiuto del popolo palestinese di smettere di immaginare il futuro persino di fronte al genocidio, creerà un giardino all’interno di una tenda da rifugiati e celebrerà la ricchezza naturale e culturale della Palestina passata, presente e futura. Il pubblico si siederà tra aranci e ulivi, ascolterà un paesaggio sonoro e potrà leggere un giornale proveniente simbolicamente dal futuro. Per venti minuti verrà trasportato nella stagione del raccolto di una terra liberata, in un tempo immaginato nel quale i semi della libertà, piantati durante lunghi decenni di lotta, avranno finalmente dato i loro frutti. L’esperienza sarà accessibile a ciclo continuo, permettendo ai visitatori di entrare progressivamente in questo spazio raccolto. L’installazione tornerà anche domenica 6 settembre, offrendo una seconda occasione per attraversare l’universo costruito dall’artista.

MACELLERIA COSMICA – Dalla storia degli esseri umani alla materia di cui gli stessi sono composti: alle 18, nella sala Bergamas, il festival cambierà prospettiva con “Macelleria Cosmica” di Kilonova Art, spettacolo teatrale nel quale performance, immagini, tecnologia e scienza si incontreranno per interrogare il corpo e il suo rapporto con l’universo. In scena una performer darà voce a un monologo di memoria beckettiana all’interno di uno spazio sospeso, mentre una camera riprenderà dal vivo ciò che accade. Le immagini saranno contemporaneamente manipolate, distorte, processate e proiettate, trasformando anche visivamente il corpo in una materia instabile e in continuo movimento. Testi e proiezioni inviteranno il pubblico a interrogarsi sul proprio posto all’interno di un ecosistema nel quale ogni cosa è costituita dalla stessa materia vibrante. L’appuntamento fa parte di ARS. Arti Re(l)azioni Scienze, progetto promosso dal Comune di Gradisca d’Isonzo con il contributo della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e in collaborazione con Kaleidoscienza.
BALLETTI – Alle 19 piazza Unità cambierà nuovamente volto e In\Visible Cities andrà decisamente “fuori dal seminato” con “Balletti” di Daria Greco. Per un’ora il pubblico sarà invitato a mettere da parte ogni timidezza e a trasformare la piazza in una grande classe di danza moderna, facendo un salto indietro tra gli anni Novanta e Duemila. A tornare saranno le coreografie dei videoclip di Britney Spears, Backstreet Boys, Spice Girls, Ricky Martin e Janet Jackson, quando pochi passi di danza potevano diventare immediatamente riconoscibili e finire replicati davanti alla televisione da un’intera generazione. Un po’ performance, un po’ lezione e un po’ operazione nostalgia, “Balletti” trasformerà per un’ora la danza pop in un gioco collettivo nello spazio pubblico.
INOLTRE – La giornata comincerà già a Casa Maccari, dove alle 10.30, 11.30, 16, 17 e 18 tornerà “Not to Scale” di Tim Etchells e Ant Hampton, performance partecipativa che affiderà a coppie di spettatori, guidate da una traccia audio, il compito di costruire la propria esperienza attraverso matita e fogli di carta. Dalle 17 alle 20 a CasaFestival sarà inoltre visitabile “Segni di Resistenza” di Etnorama, mentre alle 21.30 la corte Marco d’Aviano ospiterà “Dad or Alive” dei BumBumFritz, uno spettacolo che trasforma la domanda sull’avere un figlio oggi in un’indagine intima e politica sul futuro, la responsabilità e la speranza.
CASAFESTIVAL – Durante le giornate di Gradisca d’Isonzo (dalle 17 alle 20), In\Visible Cities apre CasaFestival, nella storica sede dell’ex enoteca “La Serenissima”: uno spazio ibrido che diventa il cuore del festival. Lo spazio in cui salutarsi, a fine giornata, scaricando le energie durante un dj set, per darsi appuntamento al giorno dopo.
INFORMAZIONI UTILI – Tutti gli eventi sono a ingresso gratuito fino a esaurimento posti. È fortemente consigliata la prenotazione tramite WhatsApp o sms al 328 8535125, indicando nome, cognome, spettacolo, numero di biglietti. Eventuali spostamenti d’orario o di location saranno comunicati sui canali social e via messaggio agli iscritti.
ACCESSIBILITÀ AL PUBBLICO CON DISABILITÀ – Spazi e appuntamenti sono stati mappati attraverso delle icone per rendere immediatamente chiaro il livello di accessibilità degli eventi. Per ulteriori informazioni sull’accessibilità degli spettacoli e degli spazi si rimanda al sito invisiblecities.eu/accessibilita oppure vi invitiamo a scrivere a [email protected] .
LE PARTNERSHIP – In\visible Cities è organizzato dall’associazione Quarantasettazeroquattro e co-finanziato dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, dal Comune di Gradisca d’Isonzo, dalla Fondazione Carigo, quest’ultima, sostiene anche rassegna Zero gradi di separazione. Sempre sul fronte accessibilità, il festival quest’anno collabora con il progetto ARIA promosso dal Comune di Sagrado. “Ars. Arti Re(l)azioni Scienze”, invece, è un progetto del Comune di Gradisca d’Isonzo finanziato dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, curato da Quarantasettazeroquattro e Kaleidoscienza in partenariato con Puntozero, Compagnia Arearea e Kilonova Art.
Info: https://invisiblecities.eu | Facebook | Instagram | [email protected] |