Come saranno le comunità dei nostri quartieri nel futuro e come possiamo contribuire oggi a costruirle? È attorno a queste domande che si sviluppa la terza edizione del Festival delle Comunità di Habitat Microaree, in programma martedì 8 settembre dalle 8.30 alle 13.30 nell’Auditorium Itis di via Pascoli 31, con un pomeriggio di attività aperte alle comunità negli spazi del Salone e del Giardino del medesimo Istituto.
L’iniziativa è stata presentata questa mattina dall’assessore alle Politiche Sociali, Massimo Tognolli, durante una conferenza stampa nel Salotto Azzurro del Palazzo Comunale: “L’occasione sarà costituita da un insieme di incontri, eventi, relazioni sul tema delle comunità e sarà anche il riassunto delle attività svolte dalle Microaree nel corso del 2026 con al centro le persone e la comunità. Ciò che dà calore alle nostre vite non sono le cose che possediamo bensì le relazioni che costruiamo con le altre persone. L’Amministrazione Comunale è quotidianamente impegnata nella promozione della socialità nel centro così come nei rioni della nostra città, rispondendo alle esigenze di relazionalità, di ambienti dove poter stare assieme, di condivisione intergenerazionale tra giovani e anziani”.

Sono intervenuti inoltre il direttore di Ater Trieste Raffaella Delai; il direttore sociosanitario di Asugi Giulio Antonini; il presidente di Itis Trieste Aldo Pahor; i presidenti delle cooperative coinvolte Barbara Medeot(Duemilauno Agenzia Sociale) ed Emanuela Pascucci (La Quercia); il coordinatore generale di Habitat Microaree Massimiliano Capitanio.
Questo 8 settembre sarà una giornata per immaginare insieme il futuro dei quartieri a partire dai legami, dalle esperienze e dalle persone che li abitano: Comunità future. Far fiorire comunità a Trieste è il titolo scelto per questa edizione, che prosegue il percorso avviato negli anni precedenti. Dopo aver esplorato nel 2024 il senso di appartenenza alle comunità territoriali e nel 2025 i processi attraverso i quali le comunità si costruiscono e si sviluppano, quest’anno lo sguardo si sposta in avanti: nel 2026 immaginare il futuro diventa uno strumento per comprendere il presente e orientare le scelte di domani. Il Festival vuole infatti interrogarsi su quali comunità vogliamo contribuire a costruire; quali relazioni intendiamo coltivare e quali nuove forme di partecipazione, collaborazione e cura possono sostenere la vita dei quartieri.
La mattinata proporrà un percorso che metterà in relazione futuro, politiche sociali, professioni e territori. I lavori inizieranno con i saluti istituzionali portati dall’Itis, dagli Enti promotori di Habitat Microaree e dall’assessore alle Politiche Sociali Massimo Tognolli. Seguirà l’intervento di Rocco Scolozzi, facilitatore e futurista professionista di Skopìa Anticipation Services e docente presso il Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale dell’Università di Trento, dedicato agli approcci e ai metodi per crescere futuri di comunità. Il tema sarà quindi affrontato dal punto di vista delle politiche sociali, con l’intervento del Direttore del Servizio Sociale del Comune di Trieste Stefano Chicco, e da quello degli operatori di Habitat Microaree, attraverso il contributo dello psicologo di comunità Stefano Carbone, che ha condotto il percorso di formazione rivolto agli operatori HM. Una parte del programma sarà dedicata proprio alla possibilità di immaginare i futuri professionali: saranno le voci di chi lavora quotidianamente nei servizi e nelle Microaree a raccontare cosa significa provare ad anticipare il futuro del proprio lavoro e delle comunità con cui si opera. Dalle riflessioni si passerà poi alle immagini e alle voci dei territori, con il video “Far fiorire il bello della Comunità”, che accompagnerà il pubblico alla scoperta di alcune delle persone e delle esperienze che animano le comunità locali.
La seconda parte della mattinata sarà dedicata alle comunità che vivono le comunità, con testimonianze dai territori sul presente e sul futuro, e a quelle esperienze che già oggi stanno sperimentando nuove forme di integrazione, partecipazione e collaborazione. Tra queste, il racconto delle Case di Comunità come possibile spazio di integrazione sociosanitaria a favore dei cittadini, l’esperienza di Ater e delle comunità degli inquilini, il Patto Territoriale di Cologna e le esperienze di Hangar Teatri – Vita Lenta. Uno spazio sarà inoltre dedicato alle comunità di genitori e alle esperienze del Centro per le Famiglie del Comune di Trieste. Il filo conduttore sarà uno: le comunità future non sono qualcosa che accadrà semplicemente domani, ma qualcosa che si costruisce già oggi attraverso le relazioni, le esperienze e le scelte collettive.
Il Festival non si concluderà con la mattinata di lavori. Nel pomeriggio gli spazi dell’Itis torneranno a essere luoghi di incontro e partecipazione con “Le Comunità insieme”, dalle 16 alle 18: giochi tradizionali, scambi intergenerazionali sul digitale e momenti dedicati al saper fare, anche attraverso attività di uncinetto. Dalle 18 alle 20 sarà invece lo sport a diventare occasione di incontro con “Sport popolare, sport di comunità”, un minitorneo di calcio che coinvolgerà giovani provenienti dai diversi territori, realizzato in collaborazione con Fani Olimpia presso il campo di calcio della società. Una giornata, dunque, che attraversa diversi linguaggi – dalla riflessione alla testimonianza, dal video alle attività manuali, fino allo sport – per raccontare una stessa idea: una comunità cresce quando le persone hanno la possibilità di incontrarsi, riconoscersi, immaginare e fare insieme.