Dal 14 al 28 settembre la personale del fotografo russo al DoubleTree by Hilton. Una ricerca tra realtà e percezione, dove gli oggetti diventano tracce e la fotografia assume la forma di un insolito giornale di viaggio.

Cosa rimane di un luogo quando tutto ciò che lo rendeva familiare sembra essere scomparso? Parte da questa suggestione Aftersound, la mostra personale di Andrey Vukolov che sarà ospitata dal 14 al 28 settembre al DoubleTree by Hilton Trieste, in Piazza della Repubblica 1. L’inaugurazione è in programma lunedì 14 settembre alle 18. La mostra è curata da Le Vie delle Foto.

Il titolo introduce direttamente alla ricerca dell’autore: l’“aftersound” è ciò che continua a risuonare quando il suono che lo ha generato si è già spento. Allo stesso modo, nelle fotografie di Vukolov rimangono elementi riconoscibili di un mondo familiare, ma isolati dal contesto e collocati in uno spazio che sembra sottratto alle normali coordinate del tempo.

Un faro, una boa, una struttura, una forma appena percepibile diventano così punti di riferimento all’interno di paesaggi essenziali. Gli oggetti perdono progressivamente la loro funzione per trasformarsi in tracce, quasi reperti di qualcosa che è esistito e di cui rimane soltanto una presenza.

A contribuire a questa particolare percezione sono anche le tecniche utilizzate dal fotografo. Specchiature ed esposizioni sfalsate intervengono sulla costruzione dell’immagine alterando lo spazio senza cancellarne completamente la riconoscibilità. Il risultato si colloca sul confine tra fotografia del reale ed elaborazione visiva.

Un altro elemento centrale del progetto è quello del giornale di viaggio. Non il racconto tradizionale di una destinazione, ma la documentazione immaginaria di una spedizione in un luogo che sembra essere stato abbandonato dalla realtà. Le fotografie diventano così appunti di viaggio, testimonianze di ciò che il fotografo incontra lungo il percorso e di ciò che, nonostante tutto, continua a resistere.

«Quello che trovo particolarmente interessante nel lavoro di Andrey è la capacità di partire da elementi estremamente concreti per portarli altrove – spiega Linda Simeone, curatrice della mostra –. Nelle sue fotografie riconosciamo ciò che stiamo guardando, eppure abbiamo continuamente la sensazione che qualcosa non coincida perfettamente con la realtà. Aftersound lavora proprio su questo confine: su ciò che rimane, sulla traccia, sull’eco. E lascia allo spettatore lo spazio necessario per costruire il proprio viaggio».

Nato a Mosca nel 1984, Vukolov arriva alla fotografia anche attraverso una formazione fortemente tecnica. Ha iniziato la propria esperienza professionale come fotografo tecnico all’Università Bauman, lavorando alla produzione di immagini destinate a materiale didattico e approfondendo parallelamente compositing e post-produzione.

Professore di ingegneria dal 2012, ha continuato negli anni a sviluppare la propria ricerca fotografica, mettendo in relazione competenze artistiche, programmazione e automazione. Un approccio che gli ha consentito di sperimentare differenti tecniche di elaborazione e costruzione dell’immagine.

Nel 2020 si è trasferito a Trieste, dove ha ripreso con maggiore continuità la fotografia artistica digitale, parallelamente alla professione di ingegnere informatico. La sua produzione attraversa paesaggio, macrofotografia, minimalismo e HDR, fino alle esposizioni decentrate e all’utilizzo di superfici specchiate. Le sue opere sono già state presentate in diverse esposizioni, tra cui Sfumature di Dolce Vita de Le Vie delle Foto.

Con Aftersound questi differenti elementi confluiscono in un progetto unitario nel quale la tecnica diventa uno strumento per interrogare la percezione. Più che raccontare un luogo preciso, Vukolov costruisce infatti uno spazio nel quale osservare il rapporto tra presenza e assenza, tra ciò che vediamo e ciò che immaginiamo sia accaduto.

La mostra sarà visitabile al DoubleTree by Hilton Trieste dal 14 al 28 settembre 2026. L’inaugurazione, aperta al pubblico, si terrà lunedì 14 settembre alle ore 18.