Foto di Giovanni Montenero

“Celebrare i 18 anni della Fondazione Italiana Fegato ETS rappresenta un momento importante, che offre l’opportunità non solo di guardare a quanto è stato fatto, ma soprattutto di riflettere sul presente e sul futuro”. Lo ha sottolineato all’inizio del suo intervento il prof. Claudio Tiribelli, fondatore e attualmente Presidente della FIF, di cui cura la direzione scientifica. “In questi anni” – ha affermato Tiribelli – siamo riusciti a costruire una realtà capace di riunire ricercatori senior e giovani di tutto il mondo, creando collaborazioni con numerose istituzioni. Quanto ottenuto fino ad oggi deve però rappresentare soprattutto uno stimolo per continuare a crescere, rafforzando ulteriormente la valenza nazionale e internazionale della Fondazione. La FIF – come è stato rilevato durante l’importante cerimonia ospitata nel Palazzo della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia – rappresenta un esempio ancora piuttosto unico di integrazione tra ricerca di base e ricerca clinica nel campo delle malattie del fegato. È proprio su questa caratteristica che dobbiamo costruire il nostro futuro, ampliando le interazioni con le diverse realtà, contribuendo alla creazione di una vera rete epatologica nazionale, anche sulla base dell’esperienza che la Fondazione ha maturato attraverso le collaborazioni sviluppate in altri Paesi, come le Filippine e l’Indonesia. La sfida che abbiamo davanti” – ha concluso il Presidente Claudio Tiribelli, ricordando il motto dell’Amerigo Vespucci con cui la Fondazione è gemellata: «Non chi comincia, ma quel che persevera» – “è certamente ambiziosa, ma sono convinto che la squadra della Fondazione abbia le competenze, l’entusiasmo e la determinazione necessari per affrontarla e vincerla”.

Diciotto anni di ricerca, innovazione e collaborazione scientifica, con lo sguardo sempre più rivolto a una dimensione internazionale. La Fondazione Italiana Fegato ETS ha celebrato il proprio 18° anniversario con un evento che non è stato soltanto un momento celebrativo, ma soprattutto un’occasione per raccontare un percorso e fare il punto sulle nuove frontiere della ricerca sulle malattie del fegato. Un percorso nel quale la FIF ha progressivamente consolidato il proprio ruolo nel sistema scientifico, costruendo collaborazioni in Italia e nel mondo e sviluppando un approccio capace di collegare ricerca, innovazione, prevenzione e cura.

Ad aprire la cerimonia è stata Cristina Bellarosa, Senior Scientist della Fondazione Italiana Fegato ETS, cui sono seguiti i saluti delle istituzioni: Massimo Tognolli, Assessore con delega alle Politiche Sociali del Comune di Trieste, delegato del Sindaco; Erik Vesselli, Delegato rettorale per il trasferimento tecnologico e i Rapporti con gli Enti di ricerca dell’Università degli Studi di Trieste; Massimo Robiony, Delegato del Rettore per l’Umanizzazione delle Cure dell’Università degli Studi di Udine; Alessia Rosolen, Assessore Ricerca e Università della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia.

“Oggi festeggiamo un percorso di crescita che ha cambiato la Fondazione Italiana Fegato, riconosciuta a livello nazionale e internazionale per la sua eccellenza in ambito scientifico, sanitario e formativo”. Lo ha sottolineato l’Assessore regionale Alessia Rosolen nel suo intervento, spiegando che “i progetti in questi anni sono cambiati, trasformando la FIF in un punto di riferimento del sistema della ricerca regionale, grazie alla sua grande disponibilità non solo nei confronti di studenti, ricercatori e sanitari, bensì di tutti coloro che hanno bisogno di relazionarsi con la Fondazione, con un attenzione particolare anche ai giovani e ai bambini. Un passaggio epocale ” – ha ricordato Rosolen, citando il progetto di educazione alimentare nelle scuole di tutta la regione – “nell’ambito della trasmissione delle conoscenze verso il territorio”.

A testimoniare quanto la rete della Fondazione abbia ormai assunto una dimensione internazionale sono stati proiettati i saluti video di alcuni ricercatori e rappresentanti di istituzioni scientifiche di diversi Paesi: dalle Filippine all’Argentina, dal Messico al Brasile fino all’Indonesia. Tra loro Loraine Kay Cabral, Segretaria dell’ASEAN Liver Initiative ed ex fellow FIF; Graciela Mazzone dell’Universidad Austral di Buenos Aires; Norberto Chavez Tapia, Direttore del Dipartimento di Gastroenterologia di Medica Sur in Messico ed ex fellow FIF; Fatima Theresinha Costa Rodrigues Guma dell’UFRGS – Universidade Federal do Rio Grande do Sul; Eddy Giri-Rachman Putra di BRIN, l’Agenzia Indonesiana per l’Innovazione e la Ricerca; e Renato Solidum, Segretario del DOST – Dipartimento Filippino per la Scienza e la Tecnologia.

“La Fondazione Italiana Fegato nel sistema scientifico globale: dal laboratorio alla cura, tra innovazione, prevenzione e futuro” è stato quindi il tema del panel istituzionale, un confronto dedicato alle trasformazioni che stanno interessando la ricerca biomedica e alle opportunità offerte dall’incontro tra discipline, tecnologie e competenze internazionali.

A discuterne sono stati Claudio Tiribelli, Presidente della Fondazione Italiana Fegato ETS; Guido Sanguinetti, Full Professor e Group Leader del Machine Learning and Systems Biology Group della SISSA; Gianluca Tell, Direttore del Dipartimento di Medicina dell’Università degli Studi di Udine; e Umberto Baccarani, Professore di Chirurgia dell’Università degli Studi di Udine e chirurgo dell’équipe dei trapianti di fegato e rene dell’Azienda Sanitaria Universitaria Friuli Centrale (ASUFC).

Il prof. Tiribelli ha delineato il ruolo della FIF nella ricerca e cura delle malattie del fegato a livello globale e nella costruzione di una rete scientifica internazionale; il prof. Sanguinetti si è soffermato sul contributo dell’intelligenza artificiale e del machine learning nella ricerca biomedica e le opportunità offerte dall’integrazione tra dati, modelli computazionali e medicina nella diagnosi e cura delle malattie del fegato; il prof. Tell ha affrontato il passaggio dalla conoscenza dei meccanismi molecolari fondamentali alla comprensione e al trattamento delle patologie, in particolare in ambito oncologico, con un approfondimento sui vantaggi della ricerca traslazionale in epatologia; il prof. Baccarini ha analizzato la prospettiva clinica e chirurgica, e soprattutto il passaggio dalla ricerca e dall’innovazione alla loro concreta applicazione nella cura del paziente.

Il confronto ha offerto l’opportunità di evidenziare una delle sfide più importanti della ricerca contemporanea: trasformare le conoscenze prodotte nei laboratori in strumenti concreti per migliorare prevenzione, diagnosi e trattamento delle patologie epatiche. Un passaggio nel quale la contaminazione tra ricerca scientifica, medicina, tecnologia e trasferimento delle conoscenze assume un ruolo sempre più decisivo. Diciotto anni dopo la sua nascita, la Fondazione Italiana Fegato ETS conferma così la propria vocazione: fare della ricerca un ponte tra conoscenza e salute, tra Trieste e il mondo, tra il laboratorio e la cura. Un patrimonio di competenze e relazioni sul quale costruire le prossime sfide della ricerca sul fegato.