C’è un cuore profondamente siciliano che batte al centro della Mitteleuropa. La splendida cornice del Salone di Rappresentanza del Palazzo della Regione Friuli Venezia Giulia (Palazzo del Lloyd Triestino), in Piazza Unità d’Italia a Trieste, ha fatto da palcoscenico a un traguardo straordinario per il diciannovenne agrigentino Valentino Taormina.

Nel corso della cerimonia di premiazione del Festival Internazionale delle Giovani Eccellenze, svoltasi venerdì 28 agosto, il giovane talento isolano si è esibito e ha ricevuto una targa di menzione in occasione del Premio Telamone.

Il riconoscimento, consegnato formalmente al giovane dal Maestro Sandro Torlontano, Direttore del Conservatorio “Giuseppe Tartini” di Trieste, è stato assegnato da una commissione internazionale con una motivazione che fotografa perfettamente il suo percorso: «Per la straordinaria perizia tecnica, per la maturità espressiva all’organo e al pianoforte e per il prezioso contributo alla divulgazione della storia della musica occidentale».

Una consacrazione importantissima per Taormina che, a dispetto della giovane età, vanta la biografia di un vero e proprio enfant prodige. Avvicinatosi agli strumenti a tastiera a soli 4 anni, a 9 ha imparato e memorizzato da autodidatta la complessa Toccata e Fuga in re minore di Johann Sebastian Bach, il suo massimo riferimento spirituale e musicale.

Oggi Valentino, allievo di pianoforte del Maestro Antonio Sottile e di organo del Maestro Matteo Helfer presso il Conservatorio “Alessandro Scarlatti” di Palermo, è una solida realtà del panorama musicale. Il suo curriculum vanta innumerevoli primi premi assoluti in concorsi nazionali, il prestigioso Premio Telamone ad Agrigento e una menzione speciale all’Ibla Grand Prize di Ragusa.

La sua attività concertistica intreccia le due città della sua vita: dalle esibizioni al Circolo Empedocleo e al Museo Diocesano di Agrigento, fino ai grandi appuntamenti palermitani come Piano City, i concerti all’organo della Cattedrale di Palermo e la toccante esibizione allo Spasimo per il memoriale del Giudice Paolo Borsellino. Una sensibilità che esplode anche nella composizione originale, con opere molto apprezzate come Elegia di Girgenti e Giardini del Lago.

A Trieste, Valentino Taormina ha condiviso la scena in un vero e proprio parterre globale, affiancato da giovani eccellenze in arrivo da Israele, Uzbekistan, Bielorussia, oltre a talenti provenienti da Piemonte, Veneto, Emilia-Romagna e dal territorio friulano e giuliano.

L’iniziativa è stata promossa dall’associazione no profit Atelier di Creatività (D’Este Production), guidata dal ventunenne goriziano Andreas Martin Fedrigo Vignoli d’Este Babich, in stretta collaborazione con il Club per l’UNESCO di Udine presieduto dalla Presidente Renata Capria D’Aronco.

L’evento internazionale è realizzato in stretta partnership istituzionale con la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, l’Eurovie Festival (Germania), l’Associazione Arzberg (Trentino), l’Ordine di San Stanislao (Austria) e Austria Imperialis. Il Festival vanta inoltre il prestigioso patrocinio dell’Università di Trieste – Dipartimento di Studi Umanistici, del Consolato Onorario d’Austria e del Comune di Duino Aurisina, a conferma dello spessore europeo della manifestazione.

Oltre a celebrare l’arte, il Festival ha lanciato un forte messaggio sociale. «Vogliamo dimostrare che i giovani non sono solo sinonimo di rassegnazione, degrado o baby gang – ha ribadito il presidente dell’organizzazione Andreas Vignoli d’Este Babich –. Ci siamo anche noi ragazzi coscienziosi, che creiamo arte, che suoniamo come Valentino e che diamo una mano al prossimo. Crediamo nell’etica e pretendiamo che l’impegno civico ritorni a essere un valore centrale per tutta la società».

Il titolo conferito a Valentino Taormina rappresenta dunque una tripla vittoria per Agrigento, per Palermo e per l’intera Sicilia: la conferma di una tradizione musicale vivissima e la dimostrazione che lo studio e l’impegno giovanile restano l’antidoto più efficace contro l’indifferenza.