Consegnato a Palazzo della Regione il prestigioso riconoscimento e borsa di studio “Premiando incitat”. L’onorificenza corona le incredibili storie di Matteo Roncoloni, Esther Malka Israeli e Aran Cosentino.

In un’epoca in cui la cronaca giovanile è spesso dominata da narrazioni negative, da Trieste arriva un segnale dirompente. Si è conclusa con un momento di altissima densità emotiva e istituzionale l’edizione 2026 del Festival Internazionale delle Giovani Eccellenze, ideato dall’Atelier di Creatività di D’Este Production, ospitata venerdì 28 agosto scorso nel Salone di Rappresentanza del Palazzo della Regione FVG di Piazza Unità d’Italia.

I riflettori si sono accesi sulla consegna del prestigioso riconoscimento “Premiando incitat”, corredato da una borsa di studio e istituito dall’Ordine Cavalleresco e Caritatevole di San Stanislao. A consegnare personalmente l’onorificenza è stato il Gran Cancelliere dell’Ordine austriaco, il Conte Dr. Alexander Graff de Pancsova, che ha incoronato tre talenti le cui storie sembrano uscite dalla sceneggiatura di un film.

Le note che uniscono: Matteo Roncoloni

La musica come veicolo universale è il regno di Matteo Roncoloni, classe 2013, talento prodigio originario di Manziana (Roma). Premiato dalla giuria per aver composto la splendida canzone divenuta l’Inno ufficiale del Festival 2026, Matteo vanta un curriculum che ha del clamoroso: a soli 11 anni, armato della sua inseparabile tromba, si è esibito come solista allo Stadio Olimpico di Roma davanti a Papa Francesco e a cinquantamila persone suonando “La vita è bella”. Una vocazione che lo ha portato di recente a esibirsi in contesti internazionali di prestigio, come il Thai Street Food Festival di Vienna alla presenza della famiglia d’Asburgo.

L’arte contro le bombe: Esther Malka Israeli

Il respiro diplomatico del premio si incarna in Esther, classe 2010, giovane pittrice nata a Gerusalemme. Fuggita in Italia nel 2023 allo scoppio del conflitto mediorientale, ha trasformato l’angoscia della guerra in un potente messaggio visivo di speranza. Un impegno per la convivenza ereditato dalla madre Dea, da oltre vent’anni attiva nel tessere relazioni di pace e solidarietà tra le donne israeliane e quelle della Striscia di Gaza. Per Esther, premiata per l’impegno per la pace e la pittura, l’arte è oggi uno strumento di pura resistenza contro la barbarie, a dimostrazione che la pace è il diritto primario per poter sognare.

La difesa della terra: Aran Cosentino

Aran Cosentino, classe 2002 e laureato con lode in Arti Multimediali all’Accademia di Belle Arti di Venezia, è stato premiato per l’eccezionale impegno ambientale, l’alto senso civico e l’eccellente e fondamentale lavoro svolto all’interno dell’ufficio stampa del Festival. Cresciuto nelle Valli del Natisone, il suo nome è noto alle cronache nazionali per la leggendaria battaglia a difesa dell’ecosistema del torrente Alberone: avviata ad appena 14 anni e vinta a soli 16, bloccando definitivamente un progetto idroelettrico speculativo. Parallelamente all’attivismo, sta realizzando una brillante carriera fotografica, premiata da Letizia Battaglia e arricchita dalla collaborazione con icone mondiali tra le quali Steve McCurry e Reza Deghati.

«Il supporto di un’istituzione storica come l’Ordine di San Stanislao – ha concluso il Presidente dell’organizzazione, il ventunenne Andreas D’Este – dimostra che le generazioni under 30 hanno gli strumenti e la volontà per progettare una realtà più etica. Questi tre ragazzi non sono solo talenti assoluti, ma portatori sani di quei valori morali di cui il mondo ha oggi un bisogno disperato».