Lunedì 14 settembre, alle ore 18.00, l’incontro promosso dalla Famiglia Alpina di Duino Aurisina. Al centro la seconda ondata di scosse e lo straordinario impegno degli Alpini
Cinquant’anni dopo il terremoto del Friuli, proseguono le iniziative dedicate alla memoria di una tragedia che ha segnato profondamente la storia della regione. Lunedì 14 settembre, alle ore 18.00, lo Spazio Cultura di Borgo San Mauro ospiterà l’incontro “Testimonianze del Terremoto del 1976”, curato dalla Famiglia Alpina di Duino Aurisina – ANA Sezione di Trieste.
L’appuntamento, inserito nel programma della Settimana Europea della Mobilità Sostenibile, sarà un’occasione per ascoltare ricordi e testimonianze dirette, con una particolare attenzione alla seconda drammatica ondata di scosse che colpì il Friuli nel settembre del 1976.
Quando sembrava che l’emergenza più grave fosse stata superata e si stavano avviando i primi interventi di ripresa, le nuove forti scosse dell’11 e del 15 settembre provocarono ulteriori crolli, distrussero edifici già lesionati e costrinsero migliaia di persone ad abbandonare nuovamente le proprie abitazioni. Strade e collegamenti furono interrotti, numerosi paesi tornarono a essere isolati e la popolazione fu costretta ad affrontare una nuova fase di paura e precarietà.


«Ricordare il terremoto significa innanzitutto dare voce alle persone che lo hanno vissuto e tramandare alle nuove generazioni ciò che accadde in quei mesi», sottolinea Giuliano Bagatin della Famiglia Alpina di Duino Aurisina. «La seconda ondata di scosse di settembre fu particolarmente dolorosa perché arrivò quando molti friulani stavano già cercando di rialzarsi. In quella situazione gli Alpini offrirono ancora una volta una presenza concreta e instancabile, lavorando tra le macerie, aiutando le famiglie, garantendo assistenza e contribuendo alla realizzazione dei primi ricoveri e alla successiva ricostruzione».
L’incontro consentirà di ricordare il grande lavoro svolto dagli Alpini, dai volontari, dai militari, dai Vigili del Fuoco e da tutte le persone accorse da diverse parti d’Italia. Un impegno che non si limitò ai giorni immediatamente successivi al sisma, ma proseguì a lungo, accompagnando le comunità nel difficile ritorno alla normalità.
«Abbiamo voluto inserire questo appuntamento nella Settimana Europea della Mobilità perché il terremoto ci ricorda quanto siano fondamentali strade, collegamenti e comunicazioni, soprattutto durante un’emergenza», evidenzia Massimo Romita, presidente del Gruppo Ermada Flavio Vidonis e coordinatore della rassegna. «Ma questa serata vuole parlare soprattutto di memoria, solidarietà e capacità di reagire. Gli Alpini furono tra i grandi protagonisti di quella straordinaria mobilitazione collettiva: non portarono soltanto mezzi e aiuti materiali, ma vicinanza, fiducia e speranza alle popolazioni colpite».
A cinquant’anni di distanza, il ricordo del terremoto del Friuli continua così a rappresentare una lezione di responsabilità, organizzazione e solidarietà. L’appuntamento di Borgo San Mauro vuole rendere omaggio alle vittime e, nello stesso tempo, a quanti contribuirono alla rinascita dei paesi devastati, facendo del Friuli un esempio di ricostruzione e di coesione comunitaria.