Una ricerca commissionata da Amazon Alexa ad AstraRicerche rivela che nel Nord-Est un intervistato su quattro dedica oltre un’ora al giorno a organizzare i propri impegni – più di 22 giorni all’anno. L’AI emerge come alleata per recuperare tempo ed energie mentali: otto nordestini su dieci sono disponibili a delegare alcune attività a un assistente AI.

Per i quasi 20 milioni di italiani[1] che hanno scelto il mese di agosto per partire, le vacanze sono ormai un lontano ricordo: le sveglie hanno ricominciato a suonare e le agende a riempirsi. A metà settembre, il ritorno alla quotidianità è realtà per molti: insieme a lavoro e scuola sono tornati anche appuntamenti, scadenze, spesa, pasti e tutte quelle piccole cose da ricordare, organizzare e incastrare ogni giorno. È proprio la somma di queste incombenze a rendere il rientro più faticoso, un carico che va oltre la semplice agenda, in quanto sottrae tempo ed energie a ciò che si vorrebbe fare per sé.

A raccontarlo è una nuova indagine realizzata da AstraRicerche per Amazon Alexa, secondo cui due italiani su tre (66%) valutano abbastanza o molto faticoso tornare alla routine. Vale anche nel Nord-Est, cioè in Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Trentino-Alto Adige e Veneto, e spicca il dato veneto secondo cui per sette veneti su dieci (70%) il ritorno alla routine risulta abbastanza o molto faticoso. Più che gennaio, è settembre ad assumere i contorni di un vero Capodanno della quotidianità: quasi il 44% dei nordestini dichiara di rientrare nella routine da metà settembre in poi, fino ad arrivare a ottobre. In particolare, questa percezione riguarda oltre quattro intervistati su dieci (43%) in Emilia-Romagna.

Tra i supporti per alleviare la fatica mentale di questa fase, la ricerca rivela un’apertura nei confronti dell’adozione dei nuovi assistenti vocali potenziati dall’AI generativa, con il 60% dei nordestini già disposto a usare un assistente personale capace di agire davvero e portare a termine alcuni compiti. I più aperti sono i friulani, con il 72% che sicuramente o probabilmente lo userebbe.

Quando riparte tutto insieme, la fatica si fa sentire

Tornare ai soliti ritmi appesantisce la metà dei nordestini, con un picco dell’81% in Trentino-Alto Adige. In Emilia-Romagna pesa sul 42% la gestione della casa; le pratiche rimaste in sospeso sono particolarmente sentite dai trentini (76%, contro il 37,7% nazionale) mentre i veneti più degli altri faticano invece a riorganizzare impegni e appuntamenti (45%).

In generale, per tutti resta la fatica di riprendere la programmazione di spesa e pasti. In merito a questi ultimi, le principali criticità riguardano trovare idee per pasti sani e vari (36%), avere energie dopo il lavoro (28%) e riuscire a conciliare i tempi (31%), confermando come il peso maggiore risieda nella pianificazione.

Anche una volta superato il rientro, questo lavoro organizzativo non scompare, e la somma delle piccole incombenze quotidiane che prevedono di predisporre, prendere decisioni, ricordare e confermare le cose da fare genera almeno un certo livello di fatica per quasi tre nordestini su quattro (72%).

Dieci minuti per una pratica, altri cinque per organizzare un appuntamento, un messaggio che cambia i programmi, il supermercato da incastrare prima di cena: se uno alla volta sembrano compiti minimi, messi insieme diventano un fardello temporale e mentale non trascurabile. Infatti, nel Nord-Est, oltre la metà degli intervistati (52%) dedica fino a un’ora al giorno alla programmazione quotidiana, mentre uno su quattro supera l’ora, l’equivalente di oltre 22 giorni all’anno.

E se questo carico si potesse alleggerire?

È in questo spazio fatto di micro-decisioni, pianificazione e attività ripetitive che gli assistenti vocali potenziati dall’AI generativa possono trovare un ruolo tangibile aiutando a cercare informazioni, ricordare scadenze, organizzare impegni e portare a termine alcune attività. Secondo gli abitanti del Nord-Est, i benefici attesi contemplano un minor carico mentale e maggiore serenità (per il 32% dei veneti), recupero di tempo (soprattutto i trentini) e una migliore organizzazione ed efficienza (in particolare per i friulani). In altre parole, il valore dell’AI sembra stare soprattutto nella possibilità di restituire spazio alla giornata e a sé stessi.

Il passo in più riguarda la possibilità di passare dalla risposta all’azione: oltre la metà dei nordestini (52%) guarda con interesse a un assistente AI capace di svolgere concretamente alcune attivitàUn’evoluzione considerata rilevante da tre emiliani su quattro (75%), che riconoscono una differenza importante o sostanziale tra un assistente che risponde e uno capace anche di agire. E non si tratta soltanto di curiosità: nel Nord-Est quasi sei intervistati su dieci (60%) si dichiarano intenzionati a provarlo.
Proprio il rientro è uno dei momenti in cui questo aiuto appare più tangibile: nel Nord-Est il 40% degli intervistati ritiene utile il supporto di un assistente vocale AI capace di conoscere le proprie preferenze e semplificare alcune decisioni. In Veneto la quota sale al 49%.

Delegare attività concrete, senza perdere il controllo

Il modello desiderato è quello di un assistente che affianca nelle decisioni: il 42% dei nordestini preferirebbe che proponesse una soluzione, lasciando poi all’utente la conferma finale. Meno scelte da gestire, dunque, ma con l’ultima parola ancora alla persona. Tra le attività concrete che gli intervistati affiderebbero più volentieri a un assistente AI, i friulani prediligono la prenotazione di un ristorante e la chiamata di un taxi (per entrambi, il 66%), i veneti sceglierebbero il fissare un appuntamento (59%), mentre i trentini affiderebbero volentieri l’acquisto di un biglietto del treno (57%).

Infine, nel Nord-Est, il valore aggiunto dell’assistente AI risiede anche nella capacità di conoscere chi lo utilizza e accompagnarlo nei diversi momenti della giornata. Il 44% dei nordestini ritiene infatti che diventi più efficace quanto più conosce gusti, preferenze e abitudini dell’utente, mentre il 55% apprezza la possibilità di iniziare un’attività su un dispositivo e proseguirla su un altro, ottimizzando i tempi e garantendo un’esperienza fluida e continuativa.

Alexa+ porta queste capacità nella quotidianità attraverso un’esperienza sempre più personalizzata. La nuova versione di Alexa basata sull’AI generativa può infatti mantenere il contesto delle conversazioni e conoscere progressivamente preferenze, abitudini e informazioni condivise dall’utente, così da offrire un supporto più naturale e rilevante. E può passare dalla conversazione all’azione: ad esempio, trovare e prenotare un ristorante con la voce, grazie all’integrazione con TheFork.

La svolta agentica non è ancora parte della vita degli italiani e dei nordestini, ma è prossima a venire”,dichiara Cosimo Finzi, direttore di AstraRicerche. “Quello che questa ricerca mostra chiaramente è che gli italiani sono perfettamente consapevoli dell’utilità dell’AI, con cui non solo si dialoga ma a cui si possono delegare – mantenendo il controllo – alcune attività ‘rubatempo’ della propria vita. E questo diventa particolarmente importante a fronte del grande carico di tempo e fatica psico-fisica dovuta alla somma di tante piccole azioni, decisioni, scelte da fare ogni giorno che portano via energie e tempo e che invece un agente, in grado non solo di rispondere ma anche di ‘fare’ potrebbe in parte risolvere, liberando minuti e ore destinabili ad esperienze di maggior valore. Gli italiani sono pronti a questo salto e dimostrano una grande curiosità per questo nuovo tipo di utilizzo del digitale.”

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Nota metodologica: la ricerca è stata realizzata da AstraRicerche per Amazon Italia attraverso 1.015 interviste online, con metodologia CAWI, a un campione di individui tra i 18 e i 70 anni rappresentativo della popolazione italiana per genere, età e area geografica. La rilevazione si è svolta a fine luglio 2026.

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Amazon
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Per ulteriori informazioni:

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[1] Indagine Coldiretti/Ixè, luglio 2026.