Secondo una ricerca condotta da Altroconsumo per Sector Alarm, le cadute (33%) e i malori improvvisi (29%) rappresentano i principali imprevisti domestici per gli over 65 che vivono soli o in coppia. Si tratta di eventi non privi di conseguenze: in oltre quattro casi su dieci si registra un impatto fisico di entità da moderata a molto grave sull’anziano, mentre in più di tre casi su dieci le ripercussioni interessano anche la sfera psicologica. Complessivamente, circa una famiglia su cinque dispone già di dispositivi di sicurezza domestica (11%) o prevede di installarli nei prossimi tre anni (10%).
L’Italia, considerata la nazione più anziana d’Europa, conta più di 14,8 milioni di over 65, pari al 25,1% della popolazione complessiva[1] (praticamente un abitante su quattro), ragione per cui la Festa dei Nonni rappresenta una ricorrenza molto sentita nel Paese. Questa fetta di popolazione è decisa a mantenere il più a lungo possibile la sua autonomia, ma secondo quanto emerso dall’indagine di Altroconsumo per l’Osservatorio sulla Serenità Domestica di Sector Alarm, è proprio questo bisogno d’indipendenza a generare un effetto per certi versi paradossale: figli e parenti più giovani tendono a percepire i familiari anziani come meno esposti ai pericoli, finendo così per sottostimare le loro reali necessità di protezione e sicurezza.
L’indagine, condotta su un campione rappresentativo di italiani con almeno un genitore o suocero/a over 65 che vive a casa da solo o in coppia, racconta infatti una realtà diversa: negli ultimi cinque anni, quasi due famiglie su tre (64%) hanno affrontato almeno un’emergenza domestica che ha coinvolto l’anziano. Dall’analisi emergono inoltre una gestione della sicurezza e della cura prevalentemente basata sul contatto diretto e un approccio reattivo all’adozione di strumenti tecnologici di monitoraggio e protezione. L’utilizzo di tali strumenti è ancora limitato, in quanto le famiglie tendono a rimandare l’adozione di soluzioni tecnologiche volte a preservare l’indipendenza e il benessere dei propri cari.
Gli imprevisti e le risposte più frequenti
Le situazioni di emergenza più frequenti sono le cadute (33%) ei malori (29%), seguiti dai tentativi di raggiro o truffa (17%) e dai furti o tentativi di furto (8%). Si tratta di episodi con conseguenze da non sottovalutare: per oltre quattro anziani su 10 l’impatto fisico dichiarato è stato da moderato a molto grave, mentre per oltre tre su 10 anche la sfera psicologica ne ha risentito. Inoltre, nel 34% dei casi è stato necessario richiedere l’intervento dell’ambulanza o del personale sanitario.

Nonostante la frequenza di questi episodi, la gestione della sicurezza e del benessere dell’anziano è ancora fortemente basata sul contatto diretto,tramite visite di figli e familiari (46%) o chiamate e messaggi frequenti (68%).D’altra parte, non sempre è possibile garantire relazioni e visite continue: circa una famiglia su cinque impiega oltre un’ora per raggiungere la casa dell’anziano,mentre circa uno su dieci vive a oltre cinque ore di distanza. Dall’analisi emerge che solo l’11% ricorre invece a dispositivi elettronici che consentono di monitorare il proprio familiare anche a distanza e con discrezione, riducendo l’esposizione ai rischi. L’ostacolo principale sembra essere più culturale che economico: pur non trascurando chi indica un vincolo economico (21%), quasi la metà di chi non utilizza dispositivi elettronici (43%) ritiene semplicemente di non averne bisogno o dichiara di sentirsi già al sicuro.


Dietro questi numeri ci sono anche storie reali. Come quella di Pietro, residente a Torino, che per permettere al padre anziano di continuare a vivere in autonomia ha installato un sistema di protezione nella sua abitazione. Una decisione che si è rivelata fondamentale: il pulsante SOS ha permesso al padre di chiedere aiuto dopo una caduta con frattura del femore e, in altre due emergenze, il fratello di Pietro ha potuto attivare immediatamente la richiesta di assistenza. In tutti e tre i casi, la Centrale Operativa ha coordinato l’intervento dei soccorsi in tempi rapidi.
La storia di Pietro dimostra come questi strumenti possano fare la differenza quando si verifica un’emergenza. Eppure, i dati della ricerca evidenziano un gap di consapevolezza e una gestione della sicurezza ancora prevalentemente reattiva: le famiglie faticano ancora a considerare dispositivi e sistemi di protezione come strumenti utili a preservare l’autonomia dell’anziano. Eppure, chi ha vissuto un’emergenza negli ultimi cinque anni si dichiara molto o totalmente preoccupato in misura significativamente superiore rispetto a chi non ne ha vissuta alcuna (17% contro 11%) e mostra una propensione quasi doppia ad adottare un sistema di allarme connesso a una Centrale Operativa (15% contro 8%), ricorrendo anche più frequentemente a dispositivi elettronici di monitoraggio (12% contro 8%). Ne emerge una dinamica chiara: la percezione del rischio aumenta soprattutto dopo averne fatto esperienza diretta.

La vera sfida sembra quindi essere soprattutto culturale: aiutare le persone a comprendere che autonomia e protezione non sono concetti in contrapposizione, ma possono rafforzarsi reciprocamente, consentendo agli anziani di vivere più a lungo in modo indipendente e ai loro cari di affrontare con maggiore serenità il proprio ruolo di cura.
Dati e previsioni: un mercato in solida crescita
Proprio questa componente reattiva lascia intravedere un ampio margine di crescita per il mercato dei dispositivi di sicurezza domestica. Attualmente l’11% delle famiglie utilizza già dispositivi elettronici per monitorare i propri familiari, mentre un ulteriore 10% non ne ha ancora uno ma dichiara l’intenzione di installare, nei prossimi tre anni, un sistema di allarme connesso a una Centrale Operativa attiva 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Nel giro di pochi anni, quindi, circa un anziano su cinque potrebbe essere protetto da dispositivi elettronici: un segnale di un mercato in espansione, sostenuto da un bisogno di sicurezza sempre più riconosciuto. Circa sei famiglie su dieci ritengono infatti che un sistema di allarme connesso a una Centrale Operativa attiva 24/7 offrirebbe un buon livello di protezione per il proprio caro.
A confermare questo scenario sono i dati relativi al mercato globale della sicurezza domestica: il comparto, che nel 2025 si attesta su un valore superiore a 51,55 miliardi di euro, evidenzia stime di crescita importanti, con la previsione di oltrepassare i 103,31 miliardi di euro entro il 2035, registrando un CAGR di oltre il 7,2% (tra il 2026 e il 2035)[2].
“Lavorare per la sicurezza delle famiglie non significa soltanto trovare le soluzioni tecnologiche più idonee a proteggere la casa e le persone che vi abitano, ma riguarda una sfera più profonda, quella del benessere psicofisico e della possibilità di sentirsi al sicuro, anche con l’età che avanza, grazie alla certezza che qualcuno può intervenire in caso di necessità”,dichiara Fabio Ansaloni, Managing Director di Sector Alarm Italy.
“Indagini come questa nascono per mettere a disposizione delle aziende una fotografia fedele dei bisogni reali delle famiglie: è a partire da qui che diventa possibile costruire, tra imprese e cittadini, soluzioni più aderenti alla realtà, dove l’innovazione tecnologica risponde davvero ai bisogni delle persone”, dichiara Benedetta De Michelis, Manager Business Development di B2You Altroconsumo.
Nota metodologica
L’indagine è stata condotta da Altroconsumo per conto di Sector Alarm a giugno 2026, tramite questionario online su un campione rappresentativo di 1.543 italiani tra i 35 e i 64 anni, ponderato per genere, età, livello di istruzione e area geografica. L’analisi si è successivamente focalizzata sul sottocampione di 1.039 rispondenti con almeno un genitore o suocero over 65 che vive da solo o in coppia, senza altri conviventi.
Sector Alarm Italy
Sector Alarm è un’azienda leader in Europa nella protezione delle persone e delle loro case, con oltre 30 anni di esperienza e più di 730.000 clienti in 8 Paesi. Fondata nel 1995 in Norvegia e attiva in Italia dal 2021, Sector Alarm offre un sistema di protezione completa collegato 24/7 a centrale operativa, pronta a intervenire in pochi secondi in caso di emergenze: tentativi di effrazione e intrusioni, principi d’incendio, perdite d’acqua e allagamenti, emergenze domestiche e sanitarie.
L’azienda si distingue per un approccio umano, trasparente e su misura, supportato da tecnologie intuitive e da una rete capillare di esperti locali. I sistemi garantiscono tempi medi di risposta inferiori a 24 secondi*, offrendo protezione costante e tranquillità immediata.
Con oltre 4.000 recensioni e una valutazione media di 4,9/5** su Trustpilot, Sector Alarm si conferma tra le realtà più apprezzate del settore.
Per maggiori informazioni: https://www.sectoralarm.it
**Tempo medio che intercorre tra l’arrivo del segnale di allarme alla centrale operativa e la chiamata al cliente, calcolato dal 01/03/2026 al 31/05/2026
**Trustscore aggiornato ad agosto 2026
Altroconsumo
Altroconsumo è la più grande organizzazione indipendente di consumatori in Italia. Fa parte di Euroconsumers, la principale rete internazionale di organizzazioni di consumatori, che rappresenta circa 1,5 milioni di persone solo in Italia ed è attiva anche in Belgio, Spagna, Polonia, Portogallo e Brasile. Da oltre 50 anni, Altroconsumo è un riferimento autorevole per i cittadini: tutela e promuove i diritti dei consumatori, li informa con spirito critico, indipendente e rigore scientifico. Soci, “fan” e simpatizzanti, formano la comunità di oltre un milione di persone, con cui l’organizzazione dialoga e interagisce. Con i suoi 240 professionisti lavora per costruire un mercato più equo e trasparente, promuovendo il confronto e la collaborazione con imprese, Istituzioni e Terzo settore. Altroconsumo.it
[1] ISTAT: https://www.istat.it/comunicato-stampa/indicatoiri-demografici-anno-2025/
[2] https://www.researchnester.com/it/reports/home-security-systems-market/4862