La cerimonia di premiazione martedì 22 settembre al Cafè Rossetti del Politeama

Una lettera mai spedita a un amico scomparso, una casa di campagna da riaprire chiave dopo chiave, una fotografia Polaroid scattata l’11 settembre 2001: sono le storie che la giuria del Concorso internazionale “Giani Stuparich” ha scelto di premiare nella sua quinta edizione. Il premio, bandito dal Circolo della Cultura e delle Arti di Trieste (CCA), chiama ogni anno gli under 30 di Friuli Venezia Giulia, Slovenia, Croazia e Austria a misurarsi con la memoria e le urgenze del presente. La giuria, presieduta dalla professoressa Cristina Benussi, ha esaminato gli elaborati pervenuti entro lo scorso 30 giugno: racconti inediti sul tema della memoria o riflessioni sui nodi più sentiti della contemporaneità.

Uno sguardo autocritico sulla propria fragilità

“Quest’anno si sono privilegiati i racconti che hanno evidenziato una disposizione a guardare alla propria realtà giovanile da un punto di vista in certa misura autocritico, capace di osservare la propria fragilità senza attribuirla alla scarsa sensibilità del mondo adulto, ma cercando di capire cosa non funzioni nei loro rapporti, amicali o familiari che siano”, osserva Benussi. “Sono pervenuti racconti che affrontano temi tragici, come il suicidio adolescenziale, altri che indagano sui rapporti parentali alla ricerca anche delle zone buie che si sono venute a creare, altri ancora che invece celebrano momenti memorabili di affettività famigliare”.

La presidente della giuria nota inoltre una certa differenza tra gli elaborati dei concorrenti minorenni e quelli dei più adulti: “Le tematiche in quest’ultimo caso si aprono a disamine meno urgenti sul piano esistenziale, come la ricerca di una identità culturale, o l’esercizio di resistenza sentimentale a situazioni inappaganti. È molto interessante leggere storie che difficilmente passano attraverso i canali editoriali tradizionali e che invece raccontano spaccati di realtà altrimenti sconosciuti”.

I premiati dell’edizione 2026

Il primo premio va a Elda Romoli con «Lettera a un mio caro amico», una missiva indirizzata a un coetaneo scomparso, in cui l’autrice ripercorre il senso di colpa e lo smarrimento di un gruppo di amici rimasti orfani di un legame che credevano incrollabile. Il testo si sofferma sulla fatica di restare uniti dopo un lutto e sulla scoperta, dolorosa, che il tempo trascolora anche i ricordi più saldi.

Il secondo premio è assegnato ad Andrea Pontoni per «La casa e le memorie», il racconto di un’eredità inaspettata: un rudere di campagna avvolto dalla vegetazione diventa la soglia di un percorso interiore, tra chiavi da ritrovare e stanze da riaprire, fino all’incontro con il ricordo sopito di una nonna scomparsa. Una prova che intreccia tinte gotiche e momenti di suspense al tema, più intimo, dell’elaborazione della perdita.

Chiude il podio, al terzo posto, Ambra Bitetto con «Quello che basta per essere ricordati», una riflessione costruita attorno all’istantanea con cui si apre il racconto stesso, scattata il giorno della nascita dell’autrice. Il testo mette a confronto la memoria privata di una famiglia e quella collettiva degli attentati dell’11 settembre, interrogandosi su che cosa resti, alla fine, a testimoniare un’esistenza.

Le segnalazioni della giuria

Accanto ai tre vincitori, la giuria ha segnalato altre tre opere: «Pignarûl. Une epifanie furlane» di Edoardo Rizzo, testo che si misura anche con la lingua friulana, come previsto dal bando tra le lingue minoritarie ammesse; «Amplexus Animae» di Luca Predonzani; «Ultimi pensieri» di Carlo Borghesi.

L’appuntamento

La cerimonia di premiazione si terrà martedì 22 settembre alle 17.30 al Cafè Rossetti del Politeama, con ingresso libero. Come previsto dal bando, i vincitori dovranno presenziare personalmente, pena la decadenza del premio. Ai primi tre classificati andranno rispettivamente 500, 300 e 200 euro; le opere premiate saranno pubblicate sul sito del Circolo (www.circoloculturaeartits.org) e sulla pagina Facebook del CCA, dove comparirà anche il servizio fotografico della serata.

Il concorso, intitolato allo scrittore e insegnante triestino Giani Stuparich, rientra nel progetto di Divulgazione umanistica 2025-2026 del Circolo, “Le frontiere dell’innovazione in una regione di confine: storia, scienze, lettere, economia di un territorio dai rapporti internazionali“, finanziato dalla Regione Friuli Venezia Giulia e da un contributo delle Fondazioni Casali ETS. Anche in questa edizione, il concorso conferma la propria vocazione di osservatorio sulla sensibilità delle nuove generazioni, chiamate ogni anno a misurarsi con la memoria e con le domande più urgenti del proprio tempo.