Questa mattina, nel corso di una cerimonia nel Salotto Azzurro Municipale, il sindaco Roberto Dipiazza ha conferito la Medaglia bronzea della Città di Trieste allo speleologo Giuseppe “Pino” Guidi.
Al conferimento erano presenti il vicesindaco Serena Tonel e il presidente della Società Alpina delle Giulie – Sezione CAI di Trieste Massimiliano Reiter, oltre a un nutrito gruppo di parenti e amici dello speleologo.
Dipiazza accogliendo Guidi si è complimentato per il suo straordinario percorso. Il vicesindaco Tonel, dopo aver ringraziato lo speleologo per aver portato in alto il nome del capoluogo giuliano fuori dal perimetro della città, ha poi sottolineato come il conferimento celebri “la vera essenza della triestinità e l’amore profondo per il Carso”.
Giuseppe “Pino” Guidi (Venezia, 1938), trasferitosi a Trieste nel primissimo dopoguerra, è una delle figure più importanti della speleologia italiana, disciplina a cui ha dedicato oltre sessant’anni di vita coniugando l’esplorazione geografica al rigore scientifico e all’impegno civile. Lo scorso giugno ha ricevuto la Medaglia d’Oro del Club Alpino Italiano.
La sua giovinezza è segnata dalle drammatiche tensioni sul confine orientale: nel novembre del 1953 partecipa ai moti per l’italianità di Trieste sotto il Governo Militare Alleato, rimanendo ferito e subendo la reclusione. In quel contesto stringe una fraterna amicizia con Mario Bussani, insieme al quale inizia l’attività speleologica prima nei sotterranei urbani e poi nel GEST (Gruppo Escursionisti Speleologi Triestini). In quel clima post-bellico, l’attività in grotta sul Carso si trasforma da subito in una missione civile dolorosa e necessaria: la ricerca e il recupero dei resti degli infoibati all’interno delle grandi voragini verticali, un impegno volto a restituire dignità e memoria alle vittime dei conflitti di frontiera.
Iscritto dal 1962 alla prestigiosa Commissione Grotte “Eugenio Boegan”, di cui custodisce l’Archivio Storico dal 1965, Guidi ha firmato personalmente i rilievi topografici di oltre 400 cavità (principalmente in Friuli Venezia Giulia) e ha guidato importanti campagne sul massiccio del Canin e in tutta Italia. Nel 1977 è stato protagonista della storica spedizione della “Boegan” in Iran, dove ha rilevato 17 grotte e gettato le basi per il primo catasto speleologico nazionale iraniano.
Figura cardine del soccorso sotterraneo, ha ricoperto il ruolo di Direttore del Soccorso Speleologico del Friuli Venezia Giulia per il CNSAS, firmando come coautore il volume statistico ufficiale “Cinquant’anni di infortunistica speleologica in Italia”. Autore di una monumentale opera documentaria di quasi 1400 scritti tra studi scientifici, storici e bibliografici, ha contribuito in modo determinante alla rinascita del Catasto Speleologico regionale.
Ricevendo l’onorificenza dalle mani del Primo Cittadino, Guidi ha dichiarato: “Accetto con cuore questo riconoscimento a nome di tutti i grottisti triestini. Quello che ho fatto è merito di tutto l’ambiente “grottistico” triestino e regionale”.