Oltre trecento disegni, in gran parte inediti, del celebre architetto goriziano Antonio Lasciac, sono stati recentemente acquisiti dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia, in un’operazione di salvaguardia culturale che sottrae all’oblio un patrimonio culturale inestimabile.



A presentare l’acquisizione in anteprima, nel corso dell’incontro “Antonio Lasciac: tratti di storia ritrovata. Salvaguardia, cura e valorizzazione dell’opera del celebre architetto goriziano” tenutosi lunedì 21 settembre, a 170 anni dalla nascita di Lasciac, la Presidente della Fondazione Roberta Demartin e il Direttore Generale Rossella Digiusto, la prof.ssa Mercedes Volait, Direttrice di ricerca al Centre National de la Recherche Scientifique di Parigi, l’architetto e storico dell’Architettura Diego Kuzmin, il restauratore Adriano Macchitella, moderati da Fabrizio Brancoli, Vicedirettore di Nord Est Multimedia.


Il corpus, costituito da elaborati in gran parte realizzati tra il 1896 e il 1922 su svariati supporti e con tecniche diverse, include progetti realizzati per lo più in Egitto su commissione della famiglia regnante e della sua cerchia e offre un’ampia panoramica sulla produzione di Lasciac, caratterizzata da una felice commistione di stili, dove l’elemento arabo si fonde con l’architettura occidentale. Nato a Gorizia nel 1856, nel borgo di San Rocco, Lasciac ha infatti lavorato a lungo in Egitto, dove giunse a conseguire la nomina ad architetto capo dei palazzi khediviali

“Con quest’acquisizione la Fondazione restituisce oggi al territorio un patrimonio storico e artistico di immenso valore, che certamente costituirà un fondamentale tassello per la conoscenza e la comprensione del lavoro di questo eccezionale architetto goriziano. L’intento della Fondazione è salvaguardare e tutelare questo patrimonio, con l’obiettivo din una sua futura valorizzazione a beneficio del territorio e di tutta la comunità”, dichiara la Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia, Roberta Demartin.

“Conservati per decenni in contenitori e rotoli da disegno, gli elaborati saranno in primo luogo sottoposti a una valutazione conservativa, con l’intento principale di garantirne la tutela e conservazione”, precisa il Direttore Generale Rossella Digiusto, “Vista la numerosità, sarà necessaria in primo luogo una specifica opera di catalogazione, per poi procedere a seconda delle esigenze con l’intervento conservativo”.

Ospite speciale dell’evento la studiosa francese Mercedes Volait, massima esperta delle connessioni e interazioni tra Egitto ed Europa nel campo dell’architettura tra Otto e Novecento, che ha rinvenuto i disegni al Cairo, nel garage di un artista egiziano a Zamalek, tra “migliaia di disegni arrotolati” tra i quali, racconta la studiosa, “ve n’era un gruppo che identificai come riconducibile all’opera di Lasciac. Sarebbero stati salvati dal bidone della spazzatura, in seguito allo sgombero dei locali in cui erano conservati”.

L’incontro è stato l’occasione, anche grazie alla presenza delle istituzioni slovene, per ripercorrere la preziosa identità multiculturale di Lasciac.
A tracciare il profilo di Lasciac e della storia di questi disegni anche l’architetto goriziano Diego Kuzmin, storico dell’architettura e grande esperto di Lasciac, nonché primo collegamento con la studiosa parigina.


Il corpus si compone anche di alcuni disegni relativi a due edifici religiosi di Gorizia: una pianta del 1891 per l’erigenda chiesa del Sacro Cuore, più tardi ampiamente ridimensionata da Max Fabiani e la proposta del 1893 per il restauro della facciata della chiesa parrocchiale di San Rocco, anch’essa non realizzata.


Da ora e per le prossime settimane, con l’intento di condividere questo storico momento con il territorio e gli esperti del settore, alcuni disegni del corpus saranno esposti al pubblico nella sala espositiva della Fondazione, a ingresso gratuito, prima del definitivo intervento di restauro.
