Nel cuore di un gennaio particolarmente ricco e variegato per la programmazione del Teatro Verdi di Pordenone, il cartellone di prosa presenta uno degli eventi più attesi: “Amadeus” di Peter Shaffer nella versione firmata da Ferdinando Bruni e Francesco Frongia per il Teatro dell’Elfo in scena in prima regionale venerdì 16 e sabato 17 gennaio alle 20.30 e domenica 18 gennaio alle 16.30. Un titolo che è ormai un classico del teatro contemporaneo, ma che continua a interrogare e a sorprendere grazie alla forza del suo impianto drammaturgico e alla capacità di parlare, con lucidità e ironia, dei grandi temi che attraversano l’arte e la condizione umana. Una messinscena raffinata e visionaria che restituisce tutta la potenza del testo di Shaffer, trasformandolo in un capriccio teatrale allucinato e sontuoso.

Scritto nel 1978 e ispirato al microdramma “Mozart e Salieri” di Aleksandr Puškin, “Amadeus” è una storia sospesa tra leggenda e invenzione, resa celebre anche dal film di Miloš Forman che ne ha amplificato la fortuna internazionale. Al centro del racconto c’è Antonio Salieri (in scena Ferdinando Bruni) compositore affermato e rispettato, uomo pio e devoto, convinto di aver stretto con Dio un patto di fedeltà in cambio del successo. Un patto che, nella sua mente, viene infranto con l’apparizione di Wolfgang Amadeus Mozart: giovane genio irriverente, sfrontato, modernissimo, attraverso il quale il Creatore sembra aver scelto di far risuonare la propria voce nel mondo: a lui dà corpo Daniele Fedeli, l’attore-rivelazione di Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte.
È proprio dal punto di vista di Salieri che la vicenda prende forma. A Vienna, nel 1823, ormai vecchio, dimenticato e prossimo alla morte, il musicista ripercorre il suo rapporto ossessivo e distruttivo con Mozart, trasformando il ricordo in un racconto febbrile e deformato. Shaffer non costruisce un testo storico, ma un potente apologo sull’invidia, sull’ammirazione che si trasforma in odio e sul senso di vertigine che il genio suscita in chi ne riconosce l’irraggiungibile grandezza.
La regia di Bruni e Frongia asseconda e amplifica questa dimensione visionaria. La scena è un grande salone che il delirio di Salieri trasforma in un labirinto mentale dove i sontuosi costumi firmati da Antonio Marras – Premio Ubu 2025 – disegnano un Settecento immaginario, attraversato da suggestioni contemporanee, mentre le proiezioni evocano una lanterna magica capace di restituire un mondo insieme affascinante e perturbante. Ferdinando Bruni interpreta un Salieri complesso e stratificato, attraversando le età della vita con la precisione di un narratore che è al tempo stesso protagonista e giudice di sé stesso. Accanto a lui, oltre al Fedeli-Mozart, una compagine formata da Valeria Andreanò, Riccardo Buffonini, Matteo de Mojana, Alessandro Lussiana, Ginestra Paladino, Umberto Petranca e Luca Toracca. In occasione dello spettacolo il Caffè Licinio sarà aperto dalle 19.00 per un aperitivo o per un buffet pre-spettacolo, prenotabile in biglietteria.
Ad arricchire ulteriormente il fine settimana dedicato ad Amadeus, sabato 17 gennaio alle ore 11.30 nel foyer del Teatro si inaugura la mostra “Piccole resurrezioni di scena” dove l’universo immaginifico di Ferdinando Bruni — co-fondatore del Teatro dell’Elfo, attore, regista e artista visivo — incontra lo sguardo fresco e sperimentale degli studenti del Liceo Artistico “E. Galvani” di Cordenons in un progetto espositivo che intreccia arte e teatro, un percorso fatto di memoria, immagini ritrovate e microdrammi visivi. La mostra sarà visitabile fino al 17 febbraio in occasione degli spettacoli in calendario. Info su www.teatroverdipordenone.it