Dopo l’apertura ad Arezzo e dopo gli appuntamenti a Cervasca, Verona e Roma, la XXII edizione del Premio Alberto Cesa 2026 conclude il suo tour facendo tappa a Udine giovedì 5 febbraio, presso lAssociazione Culturale OTTAGONO di Codroipo, in Via Marinelli, con inizio alle ore 21:00.
Sul palco si esibiranno tre gruppi friuliani: gli Accordòs, i Barrio Alto e I Cani Sciolti del Mondo Roverso.
Un progetto unico nel suo genere, dedicato a Alberto Cesa, tra le figure più significative del folk revival italiano, e pensato per mettere al centro quelle realtà che si muovono sul confine tra ricerca musicale e identità territoriale.

Il Premio Alberto Cesa si distingue per una formula originale che unisce selezioni territoriali, esibizioni dal vivo e un percorso che coinvolge giurie, operatori del settore e musicisti. Dopo una prima fase di valutazione, sono sei le tappe di semifinale disseminate lungo lo Stivale, da cui emergeranno i gruppi che accederanno alla fase finale. I cinque progetti selezionati approderanno a luglio 2026 sul palco di Folkest a San Daniele, per contendersi il prestigioso riconoscimento.
Come già nella scorsa edizione, anche quest’anno ai finalisti verrà proposto un lavoro creativo e identitario: musicare, cantare e arrangiare un testo in lingua friulana del poeta Federico Tavan, una delle voci più intense della letteratura friulana contemporanea. Un omaggio che diventa parte integrante del Premio e che si svolge in collaborazione con Morganti Editori, curatrice dei diritti delle opere del poeta.
Ai primi classificati sarà assegnato il Premio Nuovo Imaie, con la possibilità di esibirsi a Folkest 2027 e a Ethnos 2026, mentre i secondi e terzi classificati parteciperanno a due serate del circuito Folkest 2027.

Il Premio, intitolato a Alberto Cesa (1947-2010) – cantante, chitarrista e ghirondista, fondatore del marchio Cantovivo – porta avanti il suo impegno artistico e civile: dare voce, attraverso il linguaggio della musica popolare, a storie, lotte e comunità, intrecciando repertori e culture, dal nord Italia ai ritmi mediterranei. Un’eredità che continua a ispirare musicisti e ricercatori e che, a distanza di anni, resta un punto di riferimento imprescindibile per il folk italiano.