Alluvioni, siccità, migrazioni, territori che cambiano volto. Non c’è più spazio per la neutralità quando si parla di crisi climatica, ormai inscritta nei paesaggi e nelle vite quotidiane. Parte da qui “Dall’evidenza all’immaginazione”, la mostra che inaugura la nona edizione di Mind The Gap a Casa Cavazzini, trasformando dati, tracce e fenomeni ambientali in un potente racconto visivo sul nostro presente. Un’esposizione, cuore della nuova edizione del progetto dedicato alle arti visive contemporanee ideato e promosso da Altreforme, in collaborazione con i Civici Musei di Udine, che mette in dialogo arte contemporanea ed evidenza scientifica, invitando il pubblico a guardare la realtà e a immaginare alternative possibili.

La nuova mostra, intitolata Dall’evidenza all’immaginazione, inaugurerà nei prestigiosi spazi espositivi di Casa Cavazzini giovedì 26 febbraio alle 18.30 e sarà visitabile dal 27 febbraio al 24 maggio 2026. La serata di inaugurazione, così come gli eventi speciali organizzati all’interno della mostra sono a ingresso gratuito. Per tutte le altre giornate, le visite seguono gli orari e le tariffe d’ingresso di Casa Cavazzini.

La mostra

Curata da Lorenzo Lazzari, l’esposizione propone una riflessione urgente e non neutrale sulla crisi climatica contemporanea, mettendo in dialogo evidenze scientifiche, pratiche artistiche e possibilità immaginative. Un percorso che invita il pubblico a interrogarsi sul ruolo dell’arte come spazio di pensiero critico, capace di contribuire a una diversa percezione delle violenze ambientali e delle disuguaglianze che ne derivano, mettendo in relazione opere che affrontano temi come il “più-che-umano”, il tempo geologico, la logistica globale, la migrazione e le pratiche dell’abitare.

“Non si può essere neutrali sulla crisi climatica – afferma il curatore – perché significherebbe lasciare spazio a forme di rimozione e disinformazione che ritardano l’azione. A Casa Cavazzini ho scelto di dare spazio quindi a opere che partono dall’evidenza della crisi, ma che la includono in una pratica immaginativa e trasformativa, capace di suggerire alternative per un futuro più sostenibile e con meno disuguaglianze”.

Le opere in mostra sono firmate da nomi internazionali come Carloni-Franceschetti, Pol Esteve Castelló e Gerard Ortín Castellví, Noémie Goudal, Sonia Levy e dal collettivo Robida: artiste e artisti che, con linguaggi diversi, traducono dati, archivi, fenomeni e tracce del presente in dispositivi visivi capaci di attivare nuove forme di consapevolezza.

Tempo, migrazioni, abitare

Il tempo è uno dei fili conduttori del percorso espositivo: tempo geologico, tempo umano, tempo accelerato dall’azione industriale e tecnologica. Le opere riflettono su come il riscaldamento globale abbia spezzato i ritmi lenti del pianeta, producendo effetti rapidi e diseguali che colpiscono in modo sproporzionato le popolazioni più vulnerabili.

Accanto alla dimensione ambientale, la mostra mette in relazione crisi climatica e migrazioni, evidenziando come le ingiustizie climatiche siano strettamente legate agli spostamenti forzati e alle tragedie che attraversano oggi il Mediterraneo. Allo stesso tempo, emergono pratiche di cura del territorio e dell’abitare che, partendo anche da contesti locali e marginali, aprono a possibilità concrete di convivenza sostenibile.

Il progetto Mind The Gap

“Mind The Gap è molto più di un’attività espositiva – sottolinea Federico Pirone, assessore alla Cultura del Comune di Udine –. È spazio di confronto e riflessione sulle distanze che attraversano il nostro tempo, ma anche sulle possibilità di colmarle attraverso il dialogo, la creatività e l’arte. Siamo orgogliosi che tutto questo avvenga a Casa Cavazzini, luogo simbolo di ricerca e apertura, e che il progetto continui a rinnovarsi interrogando il presente e guardando al futuro”.

Il focus di questa edizione è legato anche alla scelta degli artisti di confrontarsi con alcuni obiettivi dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile, oggi in larga parte in stallo o in regressione. Mind The Gap sceglie dunque di stare dentro questa complessità, abitandone le contraddizioni e suggerendo direzioni critiche, non scontate e non superficiali.

Oltre la mostra

Come nelle edizioni precedenti, Mind The Gap non si esaurisce nello spazio espositivo. Mind The Gap, oltre alla mostra, non intende infatti rinunciare all’ormai consolidata presenza capillare e diffusa sul territorio regionale e su aree urbane periferiche, affiancando all’evento espositivo un denso programma di laboratori artistici partecipativi per le scuole, percorsi formativi e incontri divulgativi e di approfondimento interdisciplinare, che coinvolgeranno non solo gli artisti in mostra ma anche una serie di relatori provenienti da Università e Istituzioni culturali per affiancare alla prospettiva artistica conoscenze di tipo storico, sociologico, scientifico e filosofico.

Le attività si svolgeranno non solo a Udine, ma in tutte le province del Friuli Venezia Giulia, in collaborazione con realtà culturali, cinematografiche, formative e scolastiche del territorio, rafforzando la dimensione diffusa e partecipativa del progetto.

Aprirà il programma la proiezione di due cortometraggi artistici di Elena Mazzi, Poç e The Upcoming Polar Silk Road, al Cinema Visionario venerdì 13 marzo alle ore 19.30; seguiranno incontri con Enrico Pitozzi, professore ordinario al Dipartimento delle Arti dell’Università di Bologna; con il collettivo Robida (9 aprile 2026); con Fabio Trincardi, Geologo, ex direttore Dipartimento di Scienze del Sistema Terra del CNR (16 aprile); con Luigi Pellizzoni, esperto di giustizia ambientale e docente Scuola Normale Superiore di Firenze (incontro al Museo Friulano di Storia Naturale Udine il 15 maggio) ed ulteriori incontri a Gorizia e Trieste. Si rimanda al sito projectmindthegap.it per un dettaglio e aggiornamento sugli incontri.

Produzione e collaborazioni

La mostra è coprodotta da Altreforme  con il Comune di Udine – Casa Cavazzini e con il sostegno di Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Fondazione Friuli, Fondazione Pietro Pittini, BCC Banca di Udine e Legacoop Fvg. In collaborazione con il Museo Friulano di Storia Naturale,  L’Università degli Studi di Udine e l’Università Iuav di Venezia.

Partner di progetto sono: Adriatico Book Club, Aracon Cooperativa Sociale, Associazione ETRARTE, Centro Espressioni Cinematografiche, ENFAP Friuli Venezia Giulia, Liceo Caterina Percoto, OGS – Istituto Nazionale di Oceanografia e Geofisica Sperimentale, Scuola Secondaria di Primo Grado E. Bellavitis, Scuola Secondaria di Primo Grado  G. Marconi, Young for Fun, oltre ad altre realtà  formative regionali.