Mercoledì 11 marzo alle ore 20.30, nell’auditorium di Palazzo Bomben di Treviso, prende il via il nuovo ciclo della rassegna cinematografica Paesaggi che cambiano, organizzata dalla Fondazione Benetton Studi Ricerche, a cura di Simonetta Zanon, e dedicata ad Andrea Zanzotto (1921-2011).
Quest’edizione propone tre appuntamenti (tutti a ingresso libero), dedicati a Treviso sul grande schermo. Racconti di città e paesaggi.
Si apre con la proiezione del film Come fratelli di Antonio Padovan (Italia, 2025, 90’), accompagnata dal cortometraggio Cosa succede in cittàdi Marco Bosa e Alessandro Baratto (Italia, 2025, 10’).
Intervengono i registi Antonio Padovan e Marco Bosa, e la giornalista Sara D’Ascenzo.
In Come fratelli, due amiche inseparabili, a cui il destino regala la gioia di una gravidanza vissuta insieme, vengono strappate alla vita da un tragico incidente. I loro mariti, incapaci di affrontare da soli il dolore e la sfida di essere padri e vedovi, decidono di allearsi e aiutarsi a vicenda per crescere i figli. Nasce così una nuova famiglia, certo anomala, ma sorprendentemente affiatata e pronta a sfidare ogni pregiudizio. Un equilibrio inaspettato, destinato però a essere messo in discussione quando un’altra donna entra nell’equazione. Ambientato e girato a Treviso.
Cosa succede in città è un omaggio poetico al legame invisibile tra cinema e territorio. Nel cuore di Treviso, tra vicoli silenziosi e piazze familiari, la routine si intreccia con la magia del set. Una città si risveglia e, con essa, prende vita un film: Come fratelli di Antonio Padovan. Attraverso lo sguardo partecipe di chi la abita e di chi la racconta, Treviso si fa protagonista discreta e universale, trasformandosi in palcoscenico, in memoria condivisa, in emozione pura. Un viaggio tra immagini e parole che celebra il cinema come atto d’amore verso i luoghi e le persone che li abitano. Perché a volte basta una luce, uno sguardo, e una città qualunque diventa il centro del mondo.
Spiega la curatrice, Simonetta Zanon: «Treviso: una città che molto spesso viene percepita come un salotto pulito e ordinato, bello e confortevole, con i palazzi, le facciate dipinte, le mura storiche, le acque limpide e tutto quel che serve a costruire un’immagine rassicurante, una cartolina che può fare il giro del mondo senza sfigurare. E invece Antonio Padovan sceglie di deviare dai comodi tracciati turistici e, con lo sguardo affettuoso che può avere solo chi se ne è andato lontano per poi ritornare e decidere di fare il suo cinema vivendoci, la ritrae – anche negli angoli più noti e suggestivi – come un insieme di luoghi che sono belli perché sono vissuti, dall’intimità della casa allo spazio pubblico dei Buranelli o della Restera, fino al riconoscibilissimo cinema Edera (per molti la seconda casa!), con relativo (e meraviglioso) cameo di Lilli e Sandro, i proprietari. Un mosaico di luoghi che reinventa la geometria urbana reale per diventare non solo lo scenario perfetto di una bellissima storia contemporanea ma un suo elemento portante e indispensabile che accompagna le vicende dei personaggi e contribuisce a tratteggiarne i caratteri (Come fratelli).
Proprio dalla vocazione di Treviso ad accogliere le produzioni cinematografiche, mettendo al servizio della storia scorci magnifici ma anche angoli meno noti, hanno tratto ispirazione gli autori del cortometraggio (Cosa succede in città) che accompagna il film. Non un semplice backstage, ma un piccolo gioiello di cinefilia, omaggio alla città capace di trasformarsi in set a cielo aperto e di nutrire lo sguardo del miglior cinema italiano dell’ultimo mezzo secolo, dalla coppia Vincenzoni-Germi a Padovan, passando per Paolo Sorrentino, che a Treviso vent’anni fa ha girato uno dei suoi film più belli (Le conseguenze dell’amore), anch’esso in programma nella rassegna.
Sulla sintonia tra luoghi e stati d’animo si fonda l’opera del regista bellunese Francesco Sossai che, con il suo secondo lungometraggio, – il primo, però, a godere di una produzione e distribuzione adeguate -, mette in scena in modo originale, realistico e al tempo stesso privo di giudizio, la pianura veneta che ben conosciamo, la terra dello spaesamento da omologazione del paesaggio con conseguente perdita di ogni riferimento, dove i protagonisti vivono le loro nottate e la loro amicizia spostandosi continuamente per quel bicchiere che non è mai davvero l’ultimo. L’irresistibile e improbabile terzetto, costituito dalla coppia di spiantati Doriano e Carlobianchi, cui si aggiunge il timido e non troppo convinto Giulio, vaga senza meta tra i paesaggi consumati e le rovine del mitico nordest, in un territorio che non ha mantenuto le promesse e ha relegato i personaggi non allineati ai margini. Succedono poche cose ma lo sguardo di Sossai su luoghi e persone, sguardo definito da «Le Figaro» «tenero ed esilarante», è magistrale nell’evocare, attraverso una storia minima, che a tratti è addirittura surreale, un intero immaginario di facce, paesaggi, parole, musiche, case, bar… che chi frequenta questa regione prima o poi ha sicuramente incontrato (Le città di pianura)».
Auditorium spazi Bomben, Fondazione Benetton Studi Ricerche, via Cornarotta 7, Treviso.
Ingresso libero fino esaurimento dei posti disponibili.
Gli altri appuntamenti in programma
mercoledì 18 marzo 2026 ore 20.30
Le città di pianura
di Francesco Sossai (Italia, Germania, 2025, 100′)
Carlobianchi e Doriano, due spiantati cinquantenni che in passato hanno vissuto momenti migliori, trascorrono le loro serate con l’ossessione dell’ultimo bicchiere in compagnia. Una notte, vagando in macchina da un bar all’altro, arrivano a Venezia dove si imbattono per caso in Giulio, un timido studente di architettura che, grazie all’incontro con questi due improbabili mentori, cambierà profondamente il suo modo di vedere il mondo e l’amore, e di immaginare il futuro. Un road movie in una pianura veneta priva di riferimenti dove i protagonisti vivono le loro nottate spostandosi continuamente per quel bicchiere che non è mai davvero l’ultimo, tra paesaggi consumati e rovine del mitico Nord Est.
Intervengono il regista Francesco Sossai, il geografo Francesco Vallerani e il produttore del film Gregorio Paonessa (Vivo Film).
mercoledì 8 aprile 2026 ore 20.30
Le conseguenze dell’amore
di Paolo Sorrentino (Italia, 2004, 99’)
Ogni uomo ha il suo segreto inconfessabile ma Titta Di Girolamo ne ha più di uno. Vive da otto anni in una anonima camera d’albergo di un’anonima cittadina della Svizzera italiana, apparentemente senza lavorare, anni di silenzio e sigarette, trascorsi tra la hall e il bar dell’hotel, indossando abiti elegantissimi senza concedersi alcuna mondanità. Titta osserva impassibile la vita che gli scorre davanti e nessuna emozione trapela fino a un incontro inaspettato e dalle conseguenze imprevedibili che irrompono e ribaltano tutto fino al punto di non ritorno. Il film è girato in gran parte a Treviso, città-set disponibile a fingere di essere altro per il grande regista Sorrentino, restando comunque sé stessa, inconfondibile e riconoscibilissima nelle stanze e il bar dell’Hotel Continental e la zona di Porta Altinia, con la grande sfera di ferro dello scultore Toni Benetton.
Intervengono Raffaele Lazzaroni, esperto di cinema (con tesi di laurea magistrale sulla musica nei film di Paolo Sorrentino) e Alvise Wollner, giornalista.