Si è svolta questa mattina nella Sala Leonor Fini del Magazzino 26 in Porto Vecchio-Porto Vivo, la conferenza stampa di presentazione della mostra “Sormani. L’ordine del tempo”.
Sono intervenuti l’assessore alle Politiche della Cultura e del Turismo del Comune di Trieste Giorgio Rossi, il segretario generale della Fondazione CRTrieste, Paolo Santangelo e la curatrice della mostra, Federica Luser.
La rassegna, promossa dal Comune di Trieste – Assessorato alle Politiche della Cultura e del Turismo con il contributo della Fondazione CRTrieste, rende omaggio a Marino Sormani (Aurisina 1926 – Trieste 1995), a cent’anni dalla nascita, con l’esposizione di una cinquantina di opere che raccontano l’evoluzione stilistica del maestro triestino, sempre molto attento tanto al segno grafico quanto al colore.
L’assessore Rossi nel suo intervento ha ringraziato i curatori della mostra e la Fondazione CRTrieste per la sua costante vicinanza alle iniziative organizzate dall’assessorato, sottolineando inoltre la crescita del Magazzino 26. “Questa mostra è indubbiamente, tra quelle che abbiamo allestito, una tra le più preziose. Questa esposizione è la testimonianza dei passi da gigante che stiamo facendo qui al Magazzino 26. In questa struttura c’è stato un forte investimento da parte del Comune e del Ministero. I dati che ho ricevuto questa mattina sulle presenze sono molto confortanti. Il Magazzino 26 è gestito molto bene”.
“Con piacere abbiamo accolto la volontà e il desiderio dell’amministrazione comunale di valorizzare un artista importante per il nostro territorio che ormai comincia ad essere storicizzato e studiato. Quando l’assessore Rossi e i suoi collaboratori ci coinvolgono in iniziative di alto valore, compatibilmente con il nostro bilancio, cerchiamo sempre di essere disponibili e ci fa piacere sostenere questa mostra e le altre che verranno programmate in questo edificio” ha dichiarato Paolo Santangelo, segretario generale di Fondazione CRTrieste .
La mostra organizzata da Trart presenta una selezione di opere dai taccuini e album fitti di disegni e schizzi, ai dipinti a olio dei primi anni Cinquanta, opere di grande intensità cromatica – tra le quali alcune del suo periodo parigino – fino a giungere alle tavole della maturità in cui schiarisce la tavolozza, abbandona l’olio per l’antica tecnica della tempera all’uovo e ammanta il soggetto di una luce mattinale che lo ha reso riconoscibile tra tutti. Accanto ai dipinti, alcune prove di grafica in cui il piacere del segno netto, nitido, senza alcun ripensamento ci ricorda quanto fosse importante per Sormani l’ordine, “quello con la O maiuscola”, come lui stesso diceva.
Una pittura lenta, riflessiva, sospesa, in cui ogni segno riconduce a un ordine preciso. Paesaggi e spiagge, treni, barche, un tavolo, una sedia, una fontana, un albero, un mazzo di carte sono immersi in atmosfere silenziose, avvolti in una luce diffusa e tersa, in un’atmosfera quieta che infonde calma e serenità.
Una metafisica del quotidiano, che esclude la figura umana, ma ne esalta i suoi manufatti in uno spazio ben definito e in un tempo sospeso. O meglio un realismo psicologico ricco di evocazioni simboliche nell’architettura della composizione sempre semplice e sobria.
La mostra, che sarà ufficialmente inaugurata questo pomeriggio alle ore 18.00, sarà visitabile dal pubblico dal 14 marzo al 10 maggio nei seguenti giorni e orari: giovedì, domenica e festivi dalle ore 10.00 alle ore 18.00, il venerdì e il sabato dalle ore 10.00 alle 20.00. L’ingresso è gratuito.