
La città si trova a fronteggiare una crescente emergenza sociale legata al fenomeno del ritiro sociale giovanile, che colpisce un numero sempre maggiore di ragazzi e famiglie. Un problema che si manifesta attraverso difficoltà scolastiche, ansia sociale, e dipendenza dal digitale, e che evidenzia una carenza di risorse e competenze adeguate ad affrontarlo. L’esistenza di servizi educativi e psicologici sul territorio, necessitano di maggior integrazione al fine di divenire più accessibili, parallelamente è necessario un maggior coordinamento tra scuola, servizi sociali, sanità e Terzo Settore.
Questa mattina nella Sala Giunta del Comune di Trieste, alla presenza dell’assessore ai Servizi e politiche sociali, Massimo Tognolli, della responsabile di P.O. del Servizio Sociale, Gestione attività amministrative per minori, famiglia, accoglienza, Donatella Rocco, della responsabile di P.O. dell’Ufficio direzione, programmazione controlli del Dipartimento delle Politiche sociali, Annalisa Castellano, del funzionario direttivo coordinatore pedagogico dei servizi educativi, Michela D’Andri e dei rappresentanti della Duemilauno Agenzia Sociale e A.M.I.CO. Società Cooperativa Impresa Sociale,si è svolta la conferenza stampa di presentazione della conferenza “Giovani: 17 è pari – Legami autentici e isolamento sociale,” primo momento del progetto Replay, in programma venerdì 27 marzo con inizio alle ore 17 alla Sala Luttazzi, in Porto Vecchio – Porto Vivo.

“Oggi presentiamo un progetto a cui teniamo molto, promosso dall’Assessorato ai Servizi e alle Politiche Sociali: il progetto Replay, rivolto in particolare alle giovani generazioni. Come Servizio Sociale ci occupiamo quotidianamente di fragilità, ma lo facciamo con uno sguardo positivo e orientato alle possibilità. Il tema che affrontiamo è quello del disagio giovanile, con l’obiettivo di sensibilizzare tutti coloro che, a vario titolo, ne sono coinvolti, attraverso un approccio integrato”, ha detto l’assessore ai Servizi e politiche sociali, Massimo Tognolli.
“Viviamo in una società complessa, e questa complessità va affrontata mettendo in relazione tutte le sue componenti: i giovani, certamente, ma anche le scuole, le famiglie e i servizi del territorio – ha continuato l’Assessore -. Questa iniziativa si inserisce anche nelle attività del Centro Famiglie di via Rossetti 27, inaugurato nell’estate del 2024, che si sta rivelando uno strumento estremamente utile. Nel 2025 ha già preso in carico quasi 2.000 persone: un dato che conferma quanto questo servizio sia necessario”.
“Il tema della solitudine attraversa tutta la società, nelle sue diverse forme, e riguarda da vicino anche i giovani. Il progetto Replay si concentra proprio sull’isolamento sociale, proponendo azioni concrete per intercettarlo e affrontarlo. Il progetto si presenterà ufficialmente alla città il 27 marzo, presso la Sala Luttazzi e sarà un momento di apertura e condivisione, per costruire insieme una risposta a un fenomeno che ci riguarda tutti”, ha concluso Tognolli.
La responsabile di P.O. del Servizio Sociale, Gestione attività amministrative per minori, famiglia, accoglienza, Donatella Rocco ha sottolineato come stiamo vivendo un periodo di particolare criticità e fragilità per i giovani, evidenziando che a livello nazionale si stanno attivando finanziamenti specifici per affrontare questi temi, sintomo di una consapevolezza sempre più diffusa della gravità del fenomeno.

“Il progetto Replay nasce grazie al Fondo Sociale Europeo Plus 2021, attivato attraverso il programma regionale. Il Comune ha aderito avviando, dal 1° ottobre dello scorso anno, un progetto biennale. L’iniziativa coinvolge il Comune di Trieste – Dipartimento Politiche Sociali e due partner del terzo settore: Duemilauno Agenzia Sociale e A.M.I.CO. Società Cooperativa Impresa Sociale”.
“Insieme è stato sviluppato un progetto sperimentale – ha proseguito Donatella Rocco – che affronta il tema dei cosiddetti ‘ritirati sociali’, adolescenti che progressivamente si isolano fino a scomparire dai contesti relazionali e sociali. L’evento del 27 marzo rappresenta una prima occasione pubblica per presentare il progetto e offrire una vetrina del lavoro avviato. Sarà un momento importante per farci conoscere e per coinvolgere tutti coloro che sono interessati a questo fenomeno. Per affrontare queste situazioni è fondamentale costruire una rete: scuola, famiglia e operatori devono lavorare insieme per intercettare il disagio e offrire risposte efficaci”.
La responsabile di P.O. dell’Ufficio direzione, programmazione controlli del Dipartimento delle Politiche sociali, Annalisa Castellano, dopo aver ringraziato le cooperative che hanno supportato la realizzazione dell’evento, un esempio concreto di sinergia sul territorio e per il territorio, con un’attenzione particolare alle famiglie ha sottolineato che “l’’evento vuole essere un’occasione per farci conoscere, per raccontare chi siamo e per offrire un punto di riferimento: affinché, se una famiglia dovesse trovarsi ad affrontare queste difficoltà e il rischio di isolamento dei propri figli, sappia a chi rivolgersi.”
Il funzionario direttivo coordinatore pedagogico dei servizi educativi, Michela D’Andri ha spiegato il significato di “Giovani: 17 è pari – Legami autentici e isolamento sociale”.
“ È una provocazione, un modo nuovo di ‘contare’: non solo in senso numerico, ma nel senso di contare davvero nel mondo. Se è vero che l’adolescenza rappresenta una nuova nascita, allora vogliamo pensare insieme – con tutte le componenti coinvolte – a un modo diverso di dare valore e riconoscimento. Un’occasione per ripartire”.
La conferenza del 27 marzo “Giovani: 17 è pari – Legami autentici e isolamento sociale”, è un primo esempio di promozione di progetti integrati tra pubblico e Terzo Settore: Duemilauno Agenzia Sociale e A.M.I.CO. Società Cooperativa Impresa Sociale si sono adoperate in prima persona per sostenere la realizzazione dell’evento che sarà un’occasione per riflettere insieme su come affrontare il fenomeno del ritiro sociale, con il contributo di esperti e operatori del settore educativo e socio-sanitario del territorio.
L’evento si terrà alla Sala Lelio Luttazzi, Magazzino 26, Porto Vecchio – Porto Vivo
con orario 17:00 – 19:30.
Prenotazione consigliata con EVENTBRITE.IT
Partecipazione libera fino esaurimento posti.

Il progetto R.E.P.L.A.Y(outh) si pone come una risposta concreta e innovativa al disagio giovanile, promuovendo il benessere e l’inclusione sociale.
Il progetto R.E.P.L.A.Y(outh) èfinalizzato a riscoprire emozioni, partecipazione e legami autentici nei giovani ed ha beneficiato del sostegno cofinanziato dalFondo Sociale Europeo Plus della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, coordinato dal Servizio Sociale del Comune di Trieste in collaborazione con due Enti del Terzo Settore (ETS).
Il progetto R.E.P.L.A.Y(outh) mira a prevenire e contrastare il ritiro sociale dei ragazzi e dei giovani attraverso un approccio integrato che coinvolge famiglie, scuole, servizi sociali e altri attori del territorio. A tal fine, il progetto prevede percorsi formativi, consulenze personalizzate e supporto pratico per i genitori, affinché possano affrontare al meglio le dinamiche familiari ed educative legate al disagio giovanile. Parallelamente, sono previste attività di supporto per i ragazzi, come tutoraggi scolastici, laboratori di educazione emotiva, e spazi di aggregazione per promuovere socializzazione, partecipazione e sviluppo di competenze emotive e relazionali.
Obiettivi del progetto:
- Rafforzare le competenze genitoriali attraverso percorsi di formazione, consulenza e strumenti pratici per la gestione delle dinamiche familiari e l’uso equilibrato delle tecnologie digitali.
- Potenziamento della rete territoriale con un coinvolgimento attivo dei servizi educativi, scuole, servizi sanitari e del Terzo Settore, per offrire un supporto coordinato e multidisciplinare.
- Attività di supporto scolastico e creazione di spazi di aggregazione giovanile, con laboratori di educazione emotiva e progetti che incentivano relazioni positive e il reinserimento in contesti sociali produttivi.
- Supporto ai genitori nell’affrontare le difficoltà educative, con particolare attenzione alle famiglie con minori a rischio di isolamento sociale e abbandono scolastico.
Il progetto rappresenta un approccio innovativo di interventi educativi e psicosociali ed è realizzato in collaborazione con scuole, servizi sociali e ETS, attraverso metodologie partecipative e l’attivazione di spazi fisici e virtuali che promuovano un ambiente inclusivo e stimolante. Trieste, con il progetto R.E.P.L.A.Y(outh), si propone di affrontare in modo concreto e sistematico un fenomeno che coinvolge sempre più ragazzi e famiglie, mettendo in campo una rete di supporto integrata per prevenire l’isolamento sociale e favorire il benessere psico-emotivo dei giovani. I risultati che ci si attende di raggiungere sono: il miglioramento delle competenze genitoriali, il miglioramento delle relazioni familiari, maggior benessere psico-emotivo dei ragazzi, il loro reinserimento sociale e scolastico e lo sviluppo di una rete di sostegno.