Il bosco è una parola che evoca immediatamente immagini rassicuranti: natura incontaminata, spontaneità, autenticità. È uno spazio che, nel nostro immaginario contemporaneo, continua a rappresentare un rifugio, una promessa di purezza. Ma quanto di questa narrazione corrisponde ancora alla realtà? E quale rapporto esiste oggi tra i boschi e i prodotti che, almeno simbolicamente, continuano a dichiararsi “di bosco”?

Su queste domande si muove l’incontro “Frutti di bosco, frutti di montagna”, terzo appuntamento della rassegna ideata dal Teatro Verdi di Pordenone “R_Evolution Green”, in programma giovedì 26 marzo alle ore 18.00 in Sala Ridotto, che quest’anno esplora il tema del cibo di montagna.

L’incontro mette al centro uno degli elementi più iconici dell’alimentazione montana: i piccoli frutti del sottobosco – fragole, lamponi, more, mirtilli – insieme ad altri prodotti forestali che per secoli hanno rappresentato una risorsa fondamentale per le comunità alpine. Non semplici alimenti, ma tracce di un rapporto profondo tra uomo e ambiente, in cui il bosco era vissuto come uno spazio domestico, familiare, quotidiano. Oggi, in un contesto segnato da profondi cambiamenti ambientali e sociali, questo legame appare sempre più fragile e spesso mediato da narrazioni semplificate. In un Paese che detiene il primato di uno scarso utilizzo delle risorse forestali, il rischio è quello di una distanza crescente tra realtà e rappresentazione: da un lato boschi sempre più inselvatichiti e meno gestiti, dall’altro un immaginario costruito dal marketing che continua a evocare naturalità e tradizione. A guidare il pubblico in questa riflessione saranno il dottore forestale, giornalista e divulgatore Luigi Torreggiani e l’antropologa Daniela Perco, studiosa delle tradizioni popolari e dell’alimentazione alpina. Due sguardi complementari che intrecciano competenze scientifiche e conoscenza culturale per restituire complessità a un tema spesso banalizzato. A condurre l’incontro sarà il geografo dell’Università di Padova Mauro Varotto, curatore dell’intera rassegna, con l’introduzione dell’artista Diego Dalla Via.

Attraverso il dialogo tra discipline diverse, l’appuntamento offrirà strumenti critici per distinguere tra uso consapevole e sfruttamento simbolico delle risorse naturali, tra pratiche che mantengono vivo il territorio e narrazioni che rischiano di svuotarlo di significato. Il bosco, da spazio produttivo e abitato, diventa così anche uno specchio delle trasformazioni contemporanee: ambientali, economiche e culturali. Come in tutti gli incontri di R_Evolution Green, anche questo appuntamento invita a superare visioni semplicistiche, proponendo uno sguardo capace di tenere insieme ecologia, cultura e società. Perché il cibo, ancora una volta, non è mai solo cibo: è il racconto di un territorio, delle sue trasformazioni e delle responsabilità che ogni scelta quotidiana porta con sé.
Ingresso gratuito, prenotazioni online o in biglietteria (aperta dal lunedì al venerdì dalle 16 alle 19 e il sabato dalle 10 alle 12.30 e dalle 16 alle 19). www.teatroverdipordenone.it
 
Giornalista, scrittore e dottore forestale Luigi Torreggiani collabora con la rivista “Sherwood – Foreste ed Alberi Oggi” e “L’AltraMontagna”, il quotidiano online dedicato alle Terre Alte. Cura per Compagnia delle Foreste la comunicazione di progetti dedicati alla Gestione Forestale Sostenibile e alla conservazione della biodiversità forestale. Realizza e conduce podcast, video e documentari sui temi forestali. Ha pubblicato per Compagnia delle Foreste “Il mio bosco è di tutti”, un romanzo per ragazzi, e altre storie forestali illustrate per bambini. Per People ha pubblicato “Sottocorteccia – un viaggio tra i boschi che cambiano”, un saggio sull’emergenza bostrico scritto con l’antropologo Pietro Lacasella.

L’Antropologa Daniela Perco ha diretto il Museo Etnografico della Provincia di Belluno, di cui ha curato l’ideazione e l’allestimento. In questa veste ha promosso una collana editoriale e numerosi progetti, tra cui, nel 1999: “Antropizzazione di un territorio: la biodiversità coltivata”, sulle cultivar locali di mele e pere. I suoi campi di interesse riguardano la letteratura di tradizione orale, la storia orale e l’alimentazione in area alpina e prealpina. Ha pubblicato con D. Gasparini e I. Da Deppo, il volume Montagne di cibo. Studi e ricerche in terra bellunese, Belluno 2013 e altri saggi su questo tema.