Obiettivo dell’azione rafforzare il peso delle segnalazioni presso le Autorità competenti e chiedere il rispetto delle regole europee a tutela di cittadini, lavoratori e imprese.
Milano, 1° aprile 2026 – Altroconsumo, la più grande organizzazione indipendente di consumatori in Italia, annuncia di aver lanciato una petizione ed una raccolta di segnalazioni per sostenere un’azione coordinata contro la discriminazione dell’Iban con l’obiettivo di rafforzare il peso dei disservizi raccontati presso le Autorità competenti e chiedere che le regole europee vengano rispettate davvero a tutela di cittadini, lavoratori e imprese.
COSA È LA DISCRIMINAZIONE DELL’IBAN
La discriminazione dell’Iban è una pratica illegale diffusa in tutta Europa che si verifica quando aziende, enti o piattaforme rifiutano un pagamento solo perché l’Iban, anche se valido nell’area Sepa (single euro payments area) non è “nazionale”. Può colpire chi lavora all’estero ma mantiene un conto in un altro Paese europeo, chi sceglie una banca con sede in un diverso Stato membro, o chi semplicemente decide di utilizzare un conto aperto fuori dall’Italia per domiciliare bollette o rate.
COSA PREVEDE LA NORMATIVA ATTUALE
La SEPA è l’area europea in cui bonifici, pagamenti e addebiti diretti in euro devono avvenire alle stesse condizioni in tutti i Paesi aderenti. L’obiettivo è avere un vero mercato unico dei pagamenti, nel quale un cittadino possa utilizzare un unico conto per operare in tutta l’area senza dover aprire conti nazionali in ciascun Paese. L’articolo 9 del Regolamento 260/2012 è uno dei pilastri di questo sistema e stabilisce che chi accetta bonifici o riceve fondi tramite addebito diretto o altri pagamenti non può discriminare un conto in base al Paese in cui è situato. Ad esempio, un Iban francese, tedesco o lussemburghese deve essere trattato come un Iban italiano, se il pagamento avviene in euro e il conto è raggiungibile. E un Iban francese, tedesco o svedese deve avere lo stesso valore di uno italiano, sia per ricevere un bonifico, che per domiciliare bollette, stipendi o pensioni.
LA PETIZIONE
L’iniziativa nasce per dare voce a chi ha subito il rifiuto di un Iban non italiano per ricevere o fare bonifici o ha incontrato ostacoli nella domiciliazione di pagamenti, stipendi o rimborsi da parte di aziende, enti o piattaforme. L’adesione, gratuita con registrazione obbligatoria, è aperta a tutti, anche a chi non ha subito direttamente un danno per discriminazione Iban. Per aderire all’iniziativa, occorre visitare il sito di Altroconsumo, accedere alla sezione Azioni collettive e cliccare su Stop alla discriminazione Iban. Le segnalazioni raccolte saranno inoltrate alle Autorità, con l’obiettivo di contribuire ad eliminare barriere ancora presenti nel mercato europeo dei pagamenti. L’iniziativa viene raccontata anche sugli account social di Altroconsumo (IG, TikTok, YouTube e LinkedIn) con video esplicativi, interviste, sondaggi e caroselli. Non è la prima volta che si lavora su questo tema. Dal 2021 è presente la piattaforma Accept My Iban che permette di segnalare casi di Iban discrimination in qualsiasi Paese dell’area Sepa. Quella di Altroconsumo, invece, lavora su casi simili, ma con focus su ciò che accade in Italia.
Da febbraio ad oggi sono state quasi ottocento le persone che hanno aderito all’iniziativa, mentre circa settanta le segnalazioni effettuate tramite la piattaforma di Altroconsumo.

Anna Vizzari, Coordinatrice Public Affairs di Altroconsumo: “La discriminazione dell’IBAN è illegale, ma è ancora molto diffusa. Molte persone non possono pagare una bolletta o ricevere lo stipendio o la pensione solo perché hanno un IBAN non italiano. Altre possono farlo, ma solo pagando commissioni non dovute. È una pratica che viola le regole europee, a cui serve opporsi anche con l’aiuto delle Autorità di mercato. Serve la collaborazione di tutti. Con questa petizione e raccolta di segnalazioni vogliamo rafforzare il peso dei disservizi che i cittadini ci raccontano presso le Autorità e chiedere che le regole europee vengano finalmente rispettate. Siamo anche convinti che parlarne aumenterà la consapevolezza dei cittadini su questa problematica e superare il problema ci aiuterà a migliorare la concorrenza nel mercato europeo dei pagamenti”.
ALCUNI CASI DI DISCRIMINAZIONE DELL’IBAN
Tra le segnalazioni arrivate, ci sono casi di persone che non hanno potuto usare un Iban non italiano per domiciliare le proprie bollette (telefono, internet, gas e luce), ricevere lo stipendio e la pensione o pagare pedaggi autostradali. Alcune segnalano di aver pagato commissioni aggiuntive solo perché usavano un Iban non italiano. Oppure ci sono aziende che non hanno potuto usare un Iban non italiano per pagare tasse e contributi. Altri cittadini segnalano l’impossibilità di fare bonifici validi per le detrazioni fiscali se usano un conto con Iban straniero.