È “respiro” la parola-chiave di vicino/lontano 2026, in programma a Udine da giovedì 7 a domenica 10 maggio, con eventi di anteprima a partire dal 30 aprile. La XXII edizione del festival si realizza sotto l’alto patrocinio del Parlamento europeo, accordato dalla Presidente Roberta Metsola.

 Oltre 80 gli appuntamenti in programma, tra confronti, incontri, lectio, mostre, spettacoli e proiezioni, che coinvolgeranno anche quest’anno più di 200 personalità del mondo delle scienze, della letteratura, dell’arte, dello spettacolo e dell’informazione. Ci aiuteranno a riflettere, ragionare, interrogarci sulle trasformazioni del mondo in cui viviamo: sulle sue fratture, le sue ferite, le sue urgenze.

Fra i protagonisti dell’edizione 2026 di vicino/lontano: Pankaj Mishra, Paola Caridi, Tomaso MontanariNabil Bey Salameh, David A. Graham, Francesca Mannocchi, Rodrigo D’Erasmo, Alex Cobham, Lucio Caracciolo, Sigrid Kaag, Raffaele Simone, Lorenzo Bini Smaghi, Riccardo Noury, Roberta De Monticelli, Omran Shroufi, Alessandra Algostino, Aldo Schiavone, Silvio Brusaferro, Luciana Castellina, Piero Ignazi, Anna Maria Giordano, Pier Aldo Rovatti, Riccardo Staglianò, Artur Weigandt, Angelo Floramo, Danilo De Marco, Ebru Günay, Giacomo Marramao, Paola Bonfante, Marino Sinibaldi, Luciano Boi, Loris De Filippi, Gian Mario Villalta, Giuseppe Remuzzi, Tonia Mastrobuoni, Vittorio Di Trapani, Roberto Scaini, Marinella Chirico, Giovanni Bianconi, Carlos Duarte i Monserrat, Luigi Ferrajoli, Luciana Esposito, Gustavo Zagrebelsky.

Alla conferenza stampa di presentazione – oggi, lunedì 20 aprile, nella sede di Fondazione Friuli a Palazzo Antonini, Udine – sono intervenuti la presidente dell’associazione vicino/lontano e co-curatrice del festival Paola Colombo con Nicola Gasbarro, presidente del Comitato scientifico di vicino/lontano, e hanno portato il loro saluto il Vicesindaco di Udine Alessandro Venanzi e l’Assessore comunale alla Cultura Federico Pirone, che ha sottolineato la valenza anche sul piano dell’impegno civile del riconoscimento conferito dal Premio Terzani al libro di Alaa Faraj “Perchè ero ragazzo”. Un messaggio di saluto è arrivato dal Vicepresidente della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia Mario Anzil, Assessore regionale alla Cultura: «Iniziative come Vicino/Lontano – ha sottolineato – interpretano bene l’identità di frontiera del Friuli Venezia Giulia, che nasce una particolare vocazione al dialogo e all’ascolto, ma anche alla capacità di tenere insieme differenze e sensibilità. La Regione guarda con interesse a manifestazioni come questa, che portano sul territorio voci autorevoli del panorama nazionale e internazionale, creando occasioni di crescita culturale e civile. Un pensiero particolare va al Premio Terzani, che valorizza opere capaci di raccontare storie intense e di interrogare il nostro tempo: la vicenda di Alaa Faraj, premiata in questa edizione, richiama temi profondi come la giustizia, la dignità della persona e il diritto a essere ascoltati».

FINANZIATORI, SPONSOR E MEDIA PARTNER

Vicino/lontano 2026 si realizza grazie al contributo della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, del Comune di Udine, della Fondazione Friuli, della Camera di Commercio di Udine e Pordenone, di Confindustria Udine e con il sostegno di: Banca di Udine Credito Cooperativo, Ilcam, Amga Energia & Servizi, Axians, SOM, Eps international, Coop Alleanza 3.0, Legacoop Friuli Venezia Giulia, Confcooperative Alpe Adria, Prontoauto, Sistema Sosta Mobilità, Sub-ti, Farmacia Antonio Colutta, Fondazione per il Riformismo FVG e SISSA-Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati. Il festival gode inoltre del supporto di numerosi sponsor tecnici, espressione dell’imprenditoria del territorio.

Anche quest’anno vicino/lontano si svolge con la media partnership di Rai Radio 3 e Rai Friuli Venezia Giulia, con collegamenti in diretta dal festival.

IL TEMA DEL FESTIVAL: “RESPIRO”

Ogni anno vicino/lontano sceglie una griglia di lettura del nostro tempo, un filtro attraverso cui interpretare lo spirito e il significato di ciò che accade. È “respiro” la parola-chiave del festival 2026.

Viviamo un tempo che toglie il respiro. Il nuovo disordine globale rende difficile decifrare gli scenari del presente. Impossibile prevedere gli azzardi del domani. All’ombra della bomba atomica, un potere fuori controllo intossica nel mondo l’aria che respiriamo, mentre in Europa la democrazia si scopre vulnerabile, indebolita al suo interno ed esposta al contagio di derive illiberali e sovraniste. Tratteniamo il respiro mentre i conflitti bruciano i polmoni del mondo. È ancora una volta al massacro di Gaza che l’edizione 2026 di vicino/lontano dedica uno spazio centrale. Sono i fatti a imporlo. Gaza è una frattura della nostra storia, la pietra d’inciampo di una civiltà che ha smarrito sé stessa, la ferita che toglie il respiro. È l’urgenza che chiama in causa la responsabilità dei potenti. C’è un prima e un dopo Gaza. Tacerne ci renderebbe complici. Perché anche il silenzio uccide. Lo hanno capito i giovani, se è vero, come molti osservatori affermano, che nelle piazze di tutto il mondo è nata la “generazione Gaza” sotto la bandiera universale della pace. È compito di un festival come vicino/lontano ora dare la parola ai testimoni e alle vittime delle guerre, ascoltare le loro voci dall’interno. Un dovere e un impegno che ci invita a sconfiggere, dentro e fuori di noi, il punto cieco della nostra umanità: l’indifferenza e l’assuefazione al male. Infine, e soprattutto, in una società che tende a isolare, separare, contrapporre, anestetizzare, vicino/lontano non vuole rinunciare a coltivare, in un confronto democratico tra opinioni e saperi, il respiro del pensiero critico: quel tempo lento, profondo e vitale che ogni cultura deve imparare a proteggere, insieme alla pietà, se vuole davvero restare viva. 

PREMIO LETTERARIO INTERNAZIONALE TIZIANO TERZANI

La serata delPremio Terzani – in programma sabato 9 maggio al Teatro Nuovo Giovanni da Udine – rimane, come ogni anno, il momento più atteso del festival. La XXII edizione del Premio letterario internazionale Tiziano Terzani – lo ha annunciato la settimana scorsa la presidente della Giuria, Angela Terzani Staude -è stataassegnata a “Perché ero ragazzo” di Alaa Faraj, edito da Sellerio. Il romanzo – “una storia esemplare di dignità e coraggio” – come dice la motivazione – raccoglie le lettere dal carcere di un giovane libico. Nell’agosto del 2015 Alaa Faraj aveva vent’anni. Era uno studente di ingegneria, una promessa del calcio. Nella Libia sconvolta dalla guerra civile ottenere un visto per realizzare le sue aspirazioni in Europa era impossibile. E così Alaa sale a bordo di un barcone. Durante quella traversata 49 persone morirono soffocate dentro la stiva. Accusato, dopo una frettolosa indagine, di “concorso in omicidio plurimo e violazione delle norme sull’immigrazione”, Alaa Faraj è stato condannato a 30 anni di carcere. Eppure – si legge nella motivazione della Giuria “Alaa non si fa sconfiggere dalla disperazione. Studiare, imparare diventa il suo modo di sopravvivere”. Continua a rivendicare la sua innocenza, accettando, sempre fiducioso nella giustizia, il ruolo del detenuto, ma mai quello del criminale. Alaa non vuole e non chiede la nostra pietà: cerca giustizia, anche a nome delle vittime di quel naufragio. Lo scorso dicembre il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha concesso ad Alaa Faraj la grazia parziale ed è in corso una nuova procedura di revisione del processo.

“Perché ero ragazzo” sarà al centro della serata di sabato 9 maggio, al Teatro Nuovo Giovanni da Udine (ore 21). Sarà come sempre Angela Terzani a leggere la motivazione della giuria e a consegnare il Premio ad Alaa Faraj, che potrà partecipare previa autorizzazione delle autorità competenti. Condotta dal giornalista e critico letterario Marino Sinibaldi, membro della giuria del Premio, la serata ospiterà l’intervento della destinataria delle lettere di Alaa Faraj, Alessandra Sciurba, docente all’Università di Palermo – conosciuta in carcere durante un laboratorio -, della giornalista Luciana Castellina, che per prima ha scritto del libro, di don Francesco Saccavini, prete di periferia impegnato nel sociale, e, in collegamento, del giurista Gustavo Zagrebelsky. La parte musicale sarà affidata all’Orchestra d’archi e percussioni del Conservatorio “J. Tomadini” di Udine, diretta dal Maestro Fabio Serafini, con Lucio Degani violino solista; alcuni brani del libro saranno letti dall’attore e regista Massimo Somaglino.

ACCESSIBILITÀ

Prosegue l’impegno dell’associazione per rendere il festival sempre più accessibile. Per gli eventi in programma nella Chiesa di San Francesco, grazie al supporto di Sub-ti, è prevista la sottotitolazione e per la serata del Premio Terzani l’interpretariato in LIS. Interventi site specific permettono l’accessibilità ai luoghi del festival, mappati in collaborazione con CribaFVG.

LE ANTEPRIME DEL FESTIVAL

Il calendario del festival apre giovedì 30 aprile alle 18 con l’inaugurazione, alla Stamperia d’arte Albicocco – da molti anni partner del festival -, di “Ritmi e pause”: personale di Giorgio Griffa, tra i principali esponenti, a livello internazionale, della ricerca pittorica contemporanea. La mostra, curata da Luca Pietro Nicoletti, docente di Storia dell’arte contemporanea e Grafica contemporanea all’Università di Udine, resterà visitabile fino al 12 luglio. Domenica 3 maggio, alle 16, l’azienda agricola Giuseppe Maggiori di Colloredo di Monte Albano accoglie i visitatori per “Pesci fuor d’acqua” una mostra-mercato dei lavori su alluminio realizzati durante il laboratorio settimanale dell’artista Cattivo Frank (sue le sedute all’Oratorio del Cristo) dai tirocinanti del progetto di agricoltura sociale Primo Passo. Il ricavato della vendita degli oggetti andrà a sostenere il progetto, che sarà illustrato dal coordinatore Igor Peres, che dal 2005 lavora nell’ambito della salute mentale.

Lunedì 4 maggio, due eventi di anteprima fortemente connotati aprono la settimana del festival: alle 18, in chiesa di San Francesco, nei giorni del 50esimo anniversario del terremoto che nel 1976 sconvolse il Friuli e ne accelerò la trasformazione, un intellettuale della nostra terra, Angelo Floramo, in dialogo con la giornalista Maria Luisa Colledani, onora il ricordo di quella tragedia tutta nostra, presentando in anteprima per vicino/lontano il suo nuovo libro-memoir “L’estate indiana del ʼ76”, edito da Bottega Errante. I giorni del terremoto vi sono raccontati attraverso gli occhi del bambino Angelo, che all’epoca non aveva ancora compiuto dieci anni e che viveva in bilico tra l’orrore e la favola, la paura e l’avventura. Sullo sfondo, una civiltà contadina che stava morendo, sepolta sotto le macerie.

Sempre lunedì 4 maggio, alle 21.00, e sempre nella chiesa di San Francesco, andrà in scena “Specchi. Gaza e noi”, un dialogo teatrale in forma di studio, scritto e interpretato dalla saggista e giornalista Paola Caridi e dallo storico dell’arte Tomaso Montanari, con la partecipazione del cantautore, giornalista e scrittore Nabil Bey Salameh e prodotto dalla Fondazione Giangiacomo Feltrinelli. È un dialogo sul male, sulla cura, sul senso profondo di ciò che abbiamo vissuto e stiamo vivendo. Perché Gaza è il luogo del male senza limite, della dissoluzione dell’Europa, della bancarotta morale occidentale: ma è anche il luogo in cui è possibile ritrovare la nostra umanità, la nostra responsabilità politica, e forse perfino le tracce di Dio. La musica e la voce di Nabil Bey Salameh legano al dialogo i suoni e lo spirito della Palestina. Le poesie che reciterà sono tratte dalla raccolta edita da Fazi “Il loro grido è la mia voce. Poesie da Gaza”, curata da Antonio Bocchinfuso, Mario Soldaini e Leonardo Tosti. “Non dimenticare un solo nome”, l’Elegia per i sudari di Gaza, pronunciata da Paola Caridi a vicino/lontano 2025, ha ispirato la realizzazione di un enorme telo bianco: un unico, immenso sudario lungo 25 metri e largo 7. Ci sono impressi i nomi, scritti a mano, uno a uno, di 18.457 bambine e bambini uccisi a Gaza dai bombardamenti e dai droni israeliani. Per iniziativa di Carnia per la Pace, una folla di persone si sono riunite a Tolmezzo per comporre questo sudario collettivo, che dal maggio scorso sta percorrendo l’Italia.  È un memoriale itinerante che ora viene esposto in San Francesco per non dimenticare che dietro ciascuno dei numeri delle vittime del genocidio di Gaza c’è un nome da ricordare, una storia interrotta, una vita cancellata.

Nell’ambito delle molte iniziative del festival dedicate all’inclusione e all’accessibilità, martedì 5, alle 18, alla Galleria Fotografica Tina Modotti viene inaugurato – e resterà poi a disposizione del pubblico per tutta la settimana di vicino/lontano – un “Sensory Shelter – Rifugio sensoriale”, realizzato a cura di Alberto Cervesato, vicepresidente di vicino/lontano per l’Università di Udine, e di Giuseppina Scavuzzo, Federica Bettarello, Martina Di Prisco per il progetto BeSenshome dell’Università di Trieste. I grandi eventi culturali sono luoghi di incontro e scoperta, ma anche di intensa stimolazione sensoriale. Suoni, luci e relazioni possono diventare disorientanti per chi vive con neurodivergenze come autismo, ADHD o altre condizioni che influenzano la percezione dell’ambiente. L’installazione, esito di una ricerca sull’abitare neurodivergente, se da un lato vuole migliorare l’accessibilità al festival, dall’altro è un invito a riconoscere la pluralità delle esperienze percettive e a costruire contesti culturali più consapevoli e accessibili. Viene realizzata grazie al contributo di EPS Italia, Fondazione ProgettoautismoFVG Onlus.

Sempre martedì 5, al Cinema Visionario (Sala Astra), in collaborazione con CEC-Centro Espressioni Cinematografiche, due le proiezioni a ingresso libero: alle 18, a cura dell’Ordine degli Architetti della Provincia di Udine, viene proposto il film “Il tempo della montagna. ArchitetturAlpinA in dieci storie” per la regia di Francesca Molteni e Davide Fois. Nato da un’idea dell’Associazione Architetti Arco Alpino, il film racconta dieci progetti innovativi che testimoniano come l’architettura possa trasformare le comunità di montagna, rispettandone le peculiarità. Interverranno gli architetti Federico Mentil, Marco Ragonese, Francesca Rizzani, quest’ultima presidente dell’Ordine degli Architetti della Provincia di Udine. Alle 20, come evento di anticipazione di vicino/lontano mont 2026 e della Setemane de culture furlane 2026 organizzata dalla Società Filologica Friulana, viene proiettato in anteprima il documentario “Quello che resta. Tre riti nelle montagne del Friuli” un viaggio attraverso tre comunità del Friuli Venezia Giulia – Rodda, Erto, Cercivento -, unite da un patrimonio rituale ancora vivo e condiviso. Interverranno il regista Marco D’Agostini e l’antropologa Marta Pascolini, autrice delle interviste.

Giovedì 7, come sempre prima dell’apertura ufficiale del festival, alle 16.30 a Palazzo Antonini-Stringher viene presentato l’ultimo numero della rivista di geopolitica LiMes:“Lo scisma di Occidente”, dedicato allo scontro aperto traWashington e Santa Sedee alle sue ripercussioni. Interverranno il direttore di LiMes, Lucio Caracciolo eil generale Giuseppe Cucchi, con la moderazione di Guglielmo Cevolin, presidente di Historia. Alle 17.30, alla Torre di Santa Maria il giornalista del Corriere della Sera Giovanni Bianconi, in dialogo con il docente Uniud Tommaso Piffer, presidente del Circolo della Storia che cura l’incontro, in “L’apnea degli anni di piombo. L’omicidio di Germana Stefanini” ripercorrerà la drammatica vicenda dell’unica donna uccisa dal terrorismo rosso in Italia, uno dei capitoli meno conosciuti di quella lotta armata che ha insanguinato per anni il nostro Paese. Alle 18.30, a Palazzo Antonini-Stringher, Diego Carpenedo, che nel 1976 fu membro del Gruppo interdisciplinare centrale della Segreteria Generale Straordinaria per la ricostruzione del Friuli, sarà il protagonista dell’incontro “1976. Un nodo della vita” realizzato a cura dell’Università Popolare di Udine e in collaborazione con Uniud “Epicentro di saperi 1976-2026”. Racconterà la sua straordinaria esperienza in dialogo con lo storico Uniud Andrea Zannini.  

GLI EVENTI DI APERTURA E LE TESTIMONIANZE DA GAZA

Dopo l’inaugurazione ufficiale con l’intervento delle autorità, giovedì 7 maggio alle 18.30, in chiesa di San Francesco, da sempre “casa” del festival, vicino/lontano 2026 si apre con “Gaza. Il respiro negato”: Gaza è al centro della testimonianza preziosa di chi in passato aveva scelto di rispondere all’orrore delle emergenze umanitarie con l’intervento sanitario sul campo, ma scopre che Gaza impone un’eccezione, perché in questo caso il silenzio sarebbe complicità. Gaza è percepita come una frattura scandalosa della nostra storia: esisterà un prima e un dopo Gaza. E per una generazione che non ha visto né vissuto gli sconvolgimenti del Novecento questa tragedia potrebbe essere forse il punto di partenza per costruire una nuova coscienza politica. All’evento parteciperanno l’operatore umanitario e autore del libro-testimonianza “E ancora chiediamo perdono” Loris De Filippi, Health Specialist per Unicef da poco rientrato dalla Striscia, e l’intellettuale, scrittore e attivista indiano, autore del saggio “Il mondo dopo Gaza”, Pankaj Mishra, in collegamento. Condurrà l’incontro il giornalista Andra Filippi, membro della Giuria del Premio Terzani.

Sempre su e da Gaza, domenica 10, all’Oratorio del Cristo, alle 18, vicino/lontano ripropone la lettura scenica “Una voce dall’Assedio. Diario da Gaza”, tenutasi per la prima volta la scorsa estate per vicino/lontano mont. L’attrice Miriam Lilith Russo, questa volta con l’accompagnamento musicale di Vittorio Vella, porta in scena la voce di una studentessa gazawa ventunenne, Rita Baroud, che per un anno intero (maggio 2024-maggio 2025) ha raccontato ai lettori di Repubblica, dall’interno, in pagine di diario di struggente immediatezza, la vita quotidiana della popolazione di Gaza durante l’assedio. L’Archivio dei diari di Pieve Santo Stefano le ha conferito il “Premio Tutino Giornalista” 2025. Repubblica ha concesso gentilmente la lettura pubblica dei testi. La regia è di Massimo Somaglino. E ancora due testimonianze dirette: l’incontro “Gaza e Sudan, la voce di Medici Senza Frontiere. Contro il silenzio che uccide”, realizzato in collaborazione con MSF, domenica 10 maggio, alle 11.30, all’Oratorio del Cristo, sarà l’occasione per ascoltare le testimonianze di due medici di grande esperienza, da poco rientrati dagli scenari delle più gravi crisi umanitarie del nostro temporaccolte dal giornalista Alberto Rochira, che modererà l’incontro: Roberto Scaini, riminese, partecipa alle missioni di MSF dal 2011. È da poco rientrato da Gaza, dove era coordinatore medico di MSF. Ha definito “apocalittica” la situazione nella Striscia; Giulia Chiopris, pediatra di origine udinese, è tornata di recente dal Sudan. In quest’ultima missione in Darfur, in un contesto di guerra civile attiva, è stata testimone della più vasta crisi umanitaria al mondo, da sempre ignorata.

Giovedì 7, alle 21, in San Francesco, è in programma il tradizionale appuntamento con il massimo esperto italiano di geopolitica Lucio Caracciolo, direttore di LiMes“Respirando l’aria del tempo” il titolo della sua lectio, che affronterà il tema del nuovo disordine del mondo, scatenato dalla “coppia di fatto” Netanyahu-Trump, in un quadro di totale imprevedibilità di ogni singola mossa e della propaganda che le accompagna.

IL PROGRAMMA

Sempre in tema di geopolitica, sabato 9, alle 11.30, nell’Oratorio del Cristo, la pubblicazione del volume collettaneo “Interno k”, edito da Forum Editrice e curato dal fotografo indipendente Danilo De Marco, sarà l’occasione per parlare di “Curdi. Un popolo nella tormenta” e della loro storia di giustizia perennemente rinviata, di pace incompiuta e di ripetuti sfollamenti. Condotto dal geografo Uniud e attivista Federico Venturini, vedrà l’intervento della giurista, attivista e parlamentare curda Ebru Günay, figura centrale nella lotta per i diritti civili in Turchia. L’attore e regista Massimo Somaglino leggerà alcuni brani delle testimonianze e riflessioni raccolte nel volume, mentre nel video di Andrea Trangoni saranno proposte le immagini realizzate da Danilo De Marco. Sempre sabato 9, alle 15.30, nella chiesa di San Francesco, la Giornata dell’Europa – istituita per commemorare la Dichiarazione Schuman del 9 maggio 1950, alla base della nascita dell’UE – ospiterà una articolata riflessione su come tutelare il progetto europeo. “Europa, una ragionevole utopia” è il titolo del confronto, moderato dal presidente del comitato scientifico di vicino/lontano Nicola Gasbarro: interverranno lo storico contemporeanista Guido Crainz, membro del comitato scientifico di vicino lontano, l’insigne giurista, filosofo del diritto e della politica Luigi Ferrajoli, lo storico Aldo Schiavone e la politica e diplomatica olandese Sigrid Kaag, attiva in vari ruoli di consulenza e advisory a livello internazionale. Realizzato in collaborazione con il festival Scienza e Virgola, il confronto “L’anima nera dell’Europa” – sempre sabato 9, alle 17.30 in chiesa di San Francesco – porterà al centro della riflessione la “peste” che avanza silenziosa nel cuore dell’Europa e ne rende vulnerabile la democrazia, facendo riemergere idee che sembravano sepolte dalla storia: razzismo, culto della purezza, antisemitismo, gerarchia biologica tra esseri umani. Moderati dalla giornalista di Radio Rai 3 Anna Maria Giordano, interverranno il politologo dell’Università di Bologna e Chercheur Affilié presso il Cevipof di Sciences Po a Parigi Piero Ignazi, la giornalista Tonia Mastrobuoni, corrispondente per la Repubblica dalla Germania e dall’Est Europa, e il ricercatore presso il Dipartimento di Scienze Politiche della Vrije Universiteit di Bruxelles Omran Shroufi. E ancora in ambito geopolitico, venerdì 8, alle 21, in chiesa di San Francesco, nel confronto “Il piano Trump e la nuova lingua del potere”, il pluripremiato giornalista statunitense David A. Graham illustrerà il documento del think thank conservatore The Heritage Foundation a cui si ispira l’azione politica di Trump, mentre il semiologo di caratura internazionale Raffaele Simone analizzerà lo sconcertante linguaggio del presidente Usa, che ha travolto, e legittimato per tutti, nuovi codici della comunicazione politica. Modererà la giornalista di Radio Rai 3 Anna Maria Giordano, tra gli ideatori e conduttori di Radio3Mondo, programma di cui è responsabile.

Il terremoto geopolitico scatenato dalla presidenza Trump, come tutti già stiamo sperimentando, ha anche importanti conseguenze economiche. “Da soli. Gli europei alla prova di Trump nelle sfide dell’economia globale” è il titolo della lectio magistralis dell’autorevole economista Lorenzo Bini Smaghi, in programma venerdì 8, alle 21, al Teatro Nuovo Giovanni da Udine, iniziativa organizzata dall’Università di Udine e Confindustria Udine in occasione del Graduation Day dell’Executive Master in Business Administration Uniud (biglietti gratuiti su Vivaticket, presso la Biglietteria del teatro e presso il nuovo Infopoint Teatro&Cultura di via Rialto). Ancora  in ambito economico, il giornalista e inviato del “Venerdì” di Repubblica Riccardo Staglianò eil direttore del Tax Justice Network Alex Cobham, sabato 9 maggio alle 11.30 in chiesa di San Francesco, ci faranno una proposta: “Cambiamo nome alle tasse!”, riflettendo sulla necessità di ribaltare il frame e rendere accettabile l’introduzione di una tassa – la tanto avversata patrimoniale – che impatterebbe solo sullo 0,1 per cento dei più ricchi; non per punire chi ha avuto successo, ma per chiedere un contributo equo a chi ha beneficiato del sistema. Riccardo Staglianò approfondirà il discorso, con una prospettiva più italiana, in “Tassare i milionari”, presentazione con proiezione del suo ultimo libro, in programma sabato 9, alle 17.30 in Torre di Santa Maria.  L’incontro “L’Italia delle diseguaglianze”, realizzato in collaborazione con èStoria,venerdì, alle 18, a Palazzo Antonini-Stringher,vedrà intrecciarsi le riflessioni didue storici dell’economia che si sono dedicati ad approfondire il tema delle disparità economiche e sociali nel corso dei secoli. Moderati dallo storico Uniud Andrea Zannini, interverranno Guido Alfani, professore di Storia economica all’Università Bocconi di Milano, e Giacomo Gabbuti, ricercatore in Storia economica presso la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa.

Populismo, sovranismo, nazionalismo, autocrazia, tecnocrazia, capo-crazia… Sono queste le malattie che stanno soffocando la democrazia. In “Ossigeno per la democrazia”, domenica 10 maggio, ore 15.30, in chiesa di San Francesco, discuteranno di come rianimarla e medicarla, ricorrendo magari alle risorse  dell’immaginario quando gli strumenti della sola ragione politica appaiono inadeguati, i filosofi Giacomo Marramao, professore emerito dell’Università di Roma Tre, e Roberta De Monticelli, già ordinaria di Filosofia della persona all’Università di Ginevra e all’Università San Raffaele di Milano, insieme allo scrittore, poeta e critico letterario Gian Mario Villalta, direttore artistico di pordenonelegge, e all’attrice Tiziana Bagatella, con la moderazione dell’antropologo Nicola Gasbarro, presidente del comitato scientifico di vicino/lontano. In nome di una maggior sicurezza e di una maggior stabilità, il potere piega il diritto ai suoi fini di dominio. Sta succedendo in molte delle democrazie liberali che hanno fatto dell’Occidente la grande patria del diritto: in “Senza diritto, che fine fanno i diritti?”, incontro realizzato in collaborazione con ‘multiverso’, ne parleranno, sabato 9, alle 15.30 in Torre di Santa Maria, la professoressa di Diritto costituzionale all’Università di Torino Alessandra Algostino e l’avvocato e scrittore Niccolò Nisivoccia, con la moderazione di Antonella Fiore, impegnata nell’associativismo del Terzo Settore. Alla fragilità della democrazia è dedicato anche l’incontro di domenica 10, alle 11, a Palazzo Antonini-Stringher, “Il lievito della democrazia”, con il docente della Scuola di Filosofia di Trieste e dell’Università Lateranense di Roma Francesco Stoppa e il giornalista, referente provinciale di Articolo21, Gianpaolo Carbonetto. Presenteranno il volume collettaneo edito dalla Biblioteca dell’Ippogrifo, che raccoglie oltre trenta punti di vista sulla democrazia e dà il nome all’appuntamento. Il nostro Paese è scivolato al 49° posto nel World Press Freedom Index di Reporters Sans Frontières, posizionandosi come fanalino di coda nell’Europa occidentale. In quali condizioni lavorano le giornaliste e i giornalisti in Italia? Se ne parlerà domenica 10, alle 11.30, in Torre di Santa Maria, nell’incontro a cura dell’associazione Leali delle Notizie “Libertà di informazione sotto scacco”. Interverrannoil presidente della Federazione Nazionale della Stampa Italiana Vittorio Di Trapani e la giornalista Luciana Esposito, direttrice del giornale online Napolitan, sotto scorta per le sue inchieste sulla criminalità organizzata della periferia orientale di Napoli, con la moderazione di Luca Perrino, giornalista, co-fondatore e presidente dell’associazione Leali delle Notizie, che a Ronchi dei Legionari organizza il Festival del Giornalismo. Alla profonda crisi del sistema penitenziario italiano è dedicato l’incontro “Carceri. Senza respiro” che, sabato 9 maggio, alle 18, sotto la Loggia del Lionello, vedrà l’intervento del Garante regionale dei diritti della persona del Friuli Venezia Giulia Enrico Sbriglia e della sociologa, presidente di Antigone Lombardia Valeria Verdolini, moderati dalla giornalista Gioia Meloni, già direttrice della Struttura Programmi della sede Rai FVG. L’appuntamento ha il patrocinio dell’Ordine degli Avvocati di Udine. Porterà il saluto dell’Ordine l’avvocata Pina Rifiorati. Sabato 9 maggio, alle 11.30, nella Torre di Santa Maria, in “Quante lingue può permettersi una democrazia?”, titolo del tradizionale approfondimento a cura dell’ARLeF – Agjenzie regjonâl pe lenghe furlane, il suo presidente Eros Cisilino, lo scrittore, attivista e studioso impegnato nella promozione e nella tutela della lingua sarda Giuseppe Corongiu, il poeta, linguista e politico catalano Carles Duarte i Montserrat e il traduttore e docente all’Università dell’Insubria di Como-Varese Flavio Santi, con la moderazione della giornalista Marta Rizzi, discuteranno di come restituire spazio e vitalità alle diversità linguistiche. Quali sono le ragioni profonde per cui l’IA si pone in evidente e automatico contrasto con i principi della vita democratica, spalancando spazi “eccezionali” dove il diritto viene sospeso e l’efficienza sostituisce la giustizia? Ne parleranno, in “IA vs democrazia. Come resistere alla regressione autoritaria automatica”, sabato 9 maggio, alle 11, a Palazzo Antonini-Stringher, il giornalista, docente e ricercatore studioso delle conseguenze sociali e politiche delle nuove tecnologie Fabio Chiusi, l’esperta di comunicazione e formazione nei settori culturali e creativi Flavia Barca e la social media strategist, esperta di critica dei new media Serena Mazzini.

È possibile argomentare ancora a favore di una differenza tra l’intelligenza umana e quella che chiamiamo Intelligenza artificiale? Nel tempo dell’IA generativa, le cui prestazioni future sono difficili da prevedere, molti pensano che ormai il confine tra umano e non umano stia scomparendo. In un incontro a cura della Società Filosofica Italiana-Sezione FVG, ne discuteranno, in “Educare intelligenze umane. Per una critica dell’IA”, sabato 9, alle 15,30 all’Oratorio del Cristo, il docente di filosofia all’Università di Torino Giovanni Leghissa, e la presidente della SFI-Fvg Beatrice Bonato, entrambi membri del comitato scientifico di vicino/lontano, in dialogo con il filosofo e matematico Luciano Boi, docente all’École des Hautes Études en Sciences Sociales di Parigi e all’Università di Cagliari. Così come gli esseri umani scambiano ossigeno con l’ambiente, anche gli agenti AI “respirano” informazione: la inspirano dal web, la elaborano e la espirano come contenuti e azioni autonome. Una metafora che rivela l’ambivalenza di questi sistemi: curativi quando diffondono conoscenza di qualità, patogeni quando amplificano disinformazione e manipolazione. “Il respiro degli agenti AI: informazione, autonomia, democrazia”, sabato 9, alle 15, nella Sala Valduga della sede udinese della Camera di Commercio Pordenone-Udine, sarà il tema della conferenza, a cura di Confcooperative Alpe Adria, di Paolo Omero, CEO di infoFactory, società nata come spinoff del laboratorio di Intelligenza Artificiale dell’Università di Udine. La tecnica non è più soltanto un insieme di strumenti: è diventata l’ambiente in cui viviamo. Dall’esteriorizzazione del corpo agli algoritmi che orientano le nostre scelte, l’umano si è progressivamente trasferito nei dispositivi che oggi strutturano la nostra esperienza quotidiana. Se ne parlerà sabato 9 alle 18 a Palazzo Antonini-Stringher nell’incontro “Il tramonto dell’umano”, realizzato in collaborazione con l’associazione Territori delle Idee in occasione della presentazione dell’ultimo libro, edito da il Melangolo, di Luca Taddio, professore di Estetica all’Università di Udine, dove è direttore del master in Filosofia del digitale. Ne discuterà con Damiano Cantone, professore associato di Filosofia del linguaggio all’Università di Udine, e Gabriele Giacomini, ricercatore all’Università di Udine, dove insegna Teoria politica e media digitali, con la moderazione di Sara Nocent, dottoranda di Filosofia presso le Università di Udine e Trieste.

E sempre a proposito di libri, domenica 10, alle 9.30, in chiesa di San Francesco, ricordando un grande testimone del nostro tempo, Pierluigi Di Piazza, verrà presentato in anteprima, in collaborazione con il Centro Balducci, un suo libro postumo, edito da Alba edizioni, “Le ragioni della speranza”. Ne parleranno il fratello Vito DI Piazza e il giornalista, insegnante e scrittore Francesco Comina, in dialogo con il condirettore del Messaggero Veneto Paolo Mosanghini. Sabato 9 maggio, alle 10, in Oratorio del Cristo, in collaborazione con Bottega Errante per il progetto “Estensioni, dentro le letterature di confine”, il giornalista tedesco Artur Weigandt, in dialogo con la giornalista e docente di lingua russa e traduzione all’Università di Trieste Martina Napolitano, parlerà del suo romanzo autobiografico d’esordio “I traditori”, portandoci in presa diretta dentro la guerra in Ucraina e nelle storie delle persone che vivono in ciò che resta dell’Unione Sovietica. In occasione dell’80° anniversario della nascita della Repubblica Italiana domenica 10, alle 16, sempre in Oratorio del Cristo, lo storico Guido Crainz, membro del comitato scientifico di vicino/lontano, insieme al giornalista Gianpaolo Carbonetto presenterà la nuova edizione, aggiornata al 2026, della sua fondamentale “Storia della Repubblica. L’Italia dalla Liberazione ad oggi”. In un appuntamento realizzato in collaborazione con Scienza e Virgola, venerdì 8, alle 17.30, in Sala Ajace, lo psichiatra e psicoanalista Mario Colucci, direttore del Servizio psichiatrico di diagnosi e cura di Udine, presenterà il volume collettaneo che ha curato per Einaudi “Che cos’è la salute mentale?”, il cui titolo riformula la domanda provocatoria che Franco Basaglia poneva quasi sessant’anni fa. Dei problemi del presente affrontati dai contributi presenti nel libro, discuterà con la storica della psichiatria Marica Setaro e con lo psichiatra e psicoterapeuta Marco Bertoli, direttore del Dipartimento Dipendenze e Salute mentale dell’Azienda Sanitaria Universitaria Friuli Centrale-Udine. Sabato 9 maggio, alle 11.30, sotto la Loggia del Lionello, in collaborazione con Università di Udine “Epicentro di saperi 1976-2026” e Gaspari Editore, verrà presentato in anteprima il volume “Friuli 1976. Un terremoto nella grande trasformazione”, che ospita i contributi di studiosi diversi che da tempo riflettono su questo tornante fondamentale della storia del nostro territorio. Interverranno, moderati dalla giornalista Giacomina Pellizzari, l’economista e docente senior all’Università di Padova Roberto Grandinetti insieme all’architetto L. Carlo Palazzolo e allo storico all’Università di Udine Andrea Zannini, curatori del volume.Di cambiamento climatico, affrontato in chiave sociologica nel volume edito da Donzelli “Clima ingiusto”, parleranno, sabato 9, alle 11.30 in Sala Valduga, Vittorio Cogliati Dezza, membro del Coordinamento del Forum Disuguaglianze e Diversità e co-autore del libro, e Andrea Lampis, professore di Sociologia dell’ambiente e del territorio all’Università di Udine, con la moderazione del giornalista del Messaggero Veneto Oscar d’Agostino. La parola “genocidio” è tornata a occupare il dibattito pubblico. A trent’anni dal genocidio in Bosnia, assistiamo a una rinnovata attualità del crimine, che ci impone l’uso del plurale. E “Genocidi” è il titolo della pubblicazione edita da People che verrà presentata sabato 9 maggio, alle 16.00, a Palazzo Antonini-Stringher dagli autori: il portavoce di Amnesty International Italia Riccardo Noury e il docente di Diritto internazionale e di Diritti umani e giustizia penale all’Università di Teramo Antonio Marchesi, direttore del master in Peace Studies della American University of Rome. Modererà l’incontro la giornalista Anna Dazzan.

“Chi decide del mio ultimo respiro?” è il titolo del confronto dedicato al tema, ineludibile, del fine vita, un confine che riguarda tutti ma che continuiamo a considerare estraneo. Lo affronteranno, venerdì 8, alle 19.30, in chiesa di San Francesco, il direttore dell’Istituto farmacologico Mario Negri e membro del Consiglio Superiore di Sanità Giuseppe Remuzzi (in collegamento)l’attivista, giurista e presidente della Cellula Coscioni di Udine Raffaella Barbieri, e il regista e membro di giunta dell’Associazione Luca Coscioni Stefano Massoli, il cui impegno pubblico è profondamente legato alla storia della moglie, la giornalista Laura Santi. A moderare la discussione sarà la giornalista Marinella Chirico, noto volto della Tgr, che seguì anche per le testate nazionali Rai il caso Eluana Englaro, impegno che le è valso nel 2009 il premio giornalistico “articolo 21”. La complessità del mondo vegetale e la necessità di rendere giustizia alle evidenze scientifiche saranno al centro del tradizionale appuntamento con la scienza della domenica mattina in chiesa di San Francesco. “Le nostre “amiche” piante” è il titolo del confronto, realizzato in collaborazione con Scienza e Virgola, che vedrà l’intervento, alle 11.30, di Paola Bonfante, professoressa emerita dell’Università di Torino, già ordinaria di Botanica, tra le ricercatrici più citate al mondo, e di Marco Ferrari, giornalista scientifico e divulgatore, biologo e psicofarmacologo di formazione. Condurrà la discussione il genetista all’Università di Udine Michele Morgante, membro del comitato scientifico di vicino/lontano.

Alla qualità dell’aria che respiriamo, al ruolo del traffico e dell’uso che facciamo dell’energia rispetto all’inquinamento atmosferico è dedicato l’incontro di sabato 9 maggio, alle 10, in Torre di Santa Maria “Che aria tira in città? Fuori e dentro casa”. Vi parteciperanno Silvio Brusaferro, professore di Igiene generale e applicata all’Università di Udine, già presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, Antonio Massarutto, esperto di economia dell’ambiente e docente di Scienza delle finanze all’Università di Udine, membro del comitato scientifico di vicino/lontano, e Francesco Ramella, ingegnere meccanico e dei trasporti, docente all’Università di Torino. Dei giovani, che non riescono più a respirare l’aria culturale che da un po’ di tempo si respira nella nostra precaria modernità occidentale, si parlerà sabato 9 maggio, alle 16, sotto la Loggia del Lionello, nell’incontro “Di respirare la stessa aria…”. Vi parteciperanno il sociologo professore all’Università di Padova Stefano Allievi, membro del comitato scientifico di vicino/lontano, la giornalista scientifica e ambientale, ricercatrice al Politecnico di Milano Sofia Belardinelli e il ricercatore presso il Laboratorio di Antropologia politica dell’École des Hautes Études en Sciences Sociales di Parigi e autore del libro di culto “Teoria della classe disagiata” Raffaele Alberto Ventura. “Abbracciare l’incertezza. Come affrontare i cambiamenti” è il titolo dell’incontro, in programma domenica 10, alle 10, sotto la Loggia del Lionello, realizzato in collaborazione con l’Association for Research and Training on Emotional Support Skills, in cui verranno presentati i risultati del progetto “Abbracciare l’incertezza”, realizzato col contributo della Regione FVG. Alla riflessione sulla resilienza come capacità individuale e collettiva di attraversare le difficoltà e attribuire loro un senso parteciperanno il docente Uniud Luca Chittaro, che dirige lo Human-Computer Interaction Lab, e la ricercatrice Stefania Pascut, che coordina il progetto WHO Healthy Cities, insieme ai giovani ricercatori che hanno contribuito al progetto: Massimiliano Pascoli, dottorando presso il Dipartimento di Matematica, Informatica e Fisica dell’Università di Udine, e Biagio Tomasetig, dottorando in Informatica e AI sempre all’Università di Udine. Siamo ogni giorno più affannati, in preda all’ansia, ci manca il tempo per riflettere, per dare respiro al pensiero. Può aiutarci la filosofia? Riusciamo a introdurre una pausa, un tempo di riflessione che diventi un tempo per ascoltare gli altri e anche noi stessi? A queste domande cercherà di rispondere “L’affanno e il respiro”, tradizionale lectio della domenica mattina, alle 10, in Oratorio del Cristo, del filosofo Pier Aldo Rovatti, direttore di “aut aut” e della Scuola di Filosofia di Trieste, oltre che membro del comitato scientifico di vicino/lontano. Come respira il pensiero? Quale aria ne favorisce il ritmo, cosa lo ostacola o lo intossica? A rispondere a queste domande sarà venerdì 8, alle 18 in Torre di Santa Maria, “Bolle d’aria”, evento a cura della Società Filosofica Italiana-Sezione Fvg, con letture di Cristina Benedetti, insegnante che presta con frequenza la sua voce a letture pubbliche e sceniche, e Stefano Rizzardi, attore e autore; riflessioni di Beatrice Bonato, presidente Sfi-Fvg e componente del comitato scientifico di vicino/lontano; e musiche dal vivo di Alekander Ipavec alla fisarmonica. A “Il respiro nella filosofia indiana” e alle speculazioni filosofiche sul respiro di matrice induista e buddhista sarà dedicato l’incontro di sabato 10, alle 10, sotto la Loggia del Lionello cui parteciperanno in dialogo il filosofo all’Università di Torino e membro del comitato scientifico di vicino/lontano Giovanni Leghissa e il docente di filosofie dell’India alle Università di Torino e Bologna Alberto Anrò. Non poteva infine mancare un appuntamento dedicato a Thomas Mann e al romanzo sul respiro per eccellenza. Sarà il docente di letteratura tedesca all’Università di Udine Simone Costagli a farsene carico nella lezione “Il respiro affannato del Tempo. Lettura della Montagna Magica” venerdì 8, alle 18, alla Libreria Odòs.

E ANCORA

La consueta passeggiata guidata, della domenica mattina, è quest’anno dedicata alle “Vie d’acqua in città” (ritrovo alle 11 di fronte al Caffè Caucigh in via Gemona).La  docente di Conservazione e recupero degli edifici all’Università di Udine Anna Frangipane e l’architetto Paolo Bon sveleranno a chi vi parteciperà il rapporto antico della città con le sue acque, facendolo riaffiorare nel silenzio degli spazi urbani resi muti da tempo, per immaginare possibili identità future che permettano loro di respirare e far respirare la città. Ma come garantire il pieno diritto alla città? In un contesto segnato da crisi abitative sempre più acute – con processi di gentrificazione altamente speculativi, un turismo predatorio e alti costi degli immobili – il diritto all’abitazione è divenuto inaccessibile. Nell’incontro “Abitare è una relazione” ne discuteranno domenica 10, alle 10, in Torre di Santa Maria l’antropologo culturale, docente alla Nuova Accademia di Belle Arti di Milano e allo IED di Torino, Andrea Staid, membro del comitato scientifico di vicino/lontano, e la cooperatrice e presidente di Legacoop Fvg Michela Vogrig, con la moderazione dell’architetta Paola Cigalotto.

In tema di inclusione, vicino/lontano dedica uno spazio anche allo sport, che vede Udine protagonista. Lo sport inclusivo rappresenta una frontiera culturale dove la diversità non è un limite, ma una risorsa progettuale. Ne sono emblema il Baskin e il Futs-ALL, che riscrivono le regole del basket e del calcio a cinque, per permettere a persone con e senza disabilità di competere insieme, ognuno secondo le proprie capacità. Di “Sport inclusivo” parlerà venerdì 8 maggio, alle 18, a Spazio35, Roberto Andriola, presidente della Asd Zio Pino Baskin Udine (campione d’Italia 2024) e dell’associazione SportInclusion FVG – che collaborano alla realizzazione dell’appuntamento -, realtà nate per promuovere lo sport inclusivo. Andriola è anche co-ideatore del Futs-All. Sempre in collaborazione con Zio Pino Baskin Udine e SportInclusion Fvg, sabato 9 maggio, alle 11, al Parco Ambrosoli, è in programma una “Partita dimostrativa di Baskin”, un’occasione per conoscere e far conoscere questo sport. Dedicata alla memoria di Roberto Pelos, socio fondatore di Zio Pino Baskin Udine, la partita avrà come speaker d’eccezione Gabriele “Gaso” Zamparo, storica voce dei campionati italiani di tutte le categorie e di numerose finali nazionali, europee e mondiali. È riservata agli alunni della Scuola primaria IV Novembre “Dr Bike”, una iniziativa pilota per promuovere l’uso della biciletta a cura di Fiab-aBicitUdine, che invita tutti i bambini venerdì 8 novembre ad andare a scuola in bici. Dr. Bike, durante le ore di lezione, effettuerà un controllo gratuito e i bambini potranno poi ritirare la loro bici, revisionata, all’uscita da scuola. 

Ai “Sospiri amorosi” è dedicato, sabato 9 maggio, alle 17, in Sala Valduga, il consueto seminario a cura della Scuola Lacaniana di Psicoanalisi di Udine, che vedrà l’intervento degli psicologi e psicoterapeuti Laura Martini, Gelindo Castellarin e Mariavirginia Fabbro e dello psicoanalista e psicoterapeuta Marco Focchi. Sabato 9, alle 18, a Spazio35, “Freud e la pulsione di morte” sarà il tema dell’altrettanto tradizionale lezione dell’antropologo culturale Tiziano Possamai che si realizza in collaborazione con l’associazione On Art. Introdotto da Gino Colla, presidente di On Art, Possamai esplorerà i nodi fondamentali della teoria freudiana, per comprendere il persistente riemergere della distruttività nella storia umana. A cura della Società Filologica Friulana, in occasione della Setemane de culture furlane 2026, venerdì 8, alle 17, a Palazzo Mantica si inaugura la mostra dedicata a Le chiesette di don Giuseppe Marchetti, con un intervento di Walter Tomada e Carlo Venuti dal titolo “La vôs de Patrie: don Giuseppe Marchetti 60 anni dopo”.

E infine, alla Casa del Popolo di Prato Carnico, domenica 10, alle 17.30, la giornalista e presidente onoraria dell’Arci Luciana Castellina sarà protagonista di “ARCI: tra ieri oggi e domani”, un incontro con i giovani della Carnia a cura di Arci Mont.

L’EVENTO DI CHIUSURA DEL FESTIVAL 2026

Chiuderà l’edizione 2026 di vicino/lontano, domenica 10, alle 21, in Chiesa di San Francesco lo spettacolo “Crescere, la guerra” di e con la giornalista, regista e scrittrice Francesca Mannocchi, e con il violinista, polistrumentista, compositore, arrangiatore e produttore Rodrigo D’Erasmo. Prodotto da Elastica,lo spettacolo intreccia voci e testimonianze vere raccolte da diverse guerre del passato e del presente, per mettere in luce il punto cieco della nostra umanità: l’indifferenza. Un viaggio teatrale, che ci costringe ad ascoltare ciò che spesso scegliamo di non vedere: il dolore degli altri. Attraverso le parole di chi ha vissuto la guerra, lo spettacolo mostra come i semi dei conflitti futuri si annidino nell’inconsapevolezza del presente, nella distrazione di chi racconta senza cura, nella sordità di chi ascolta senza empatia. Una riflessione profonda sul tempo, la memoria e la responsabilità collettiva. Perché ogni guerra nasce anche da ciò che non siamo stati capaci di proteggere. E ogni pace si costruisce a partire da ciò che decidiamo di vedere.

I PROGETTI PER I GIOVANI

Resta sempre centrale il coinvolgimento nel festival delle giovani generazioni, grazie al “Concorso Scuole Tiziano Terzani”, che anche quest’anno gode del patrocinio dell’Ufficio Scolastico Regionale e che ha registrato una massiccia adesione da parte delle scuole dell’intera regione. L’iniziativa ha l’obiettivo di stimolare percorsi di riflessione e di creatività che portino a sviluppare atteggiamenti consapevoli e comportamenti socialmente responsabili. Per tutte e quattro le sezioni del Concorso la traccia di lavoro proposta per questa edizione è una citazione di Tiziano Terzani: “Non potremo mai essere in pace, se gli altri sono in guerra. Non potremo mai essere felici, se gli altri non lo sono. Non potremo avere un mondo di serenità, quando c’è una metà del mondo che si preoccupa di ingrassare e l’altra che non ha da mangiare” (da “Tiziano Terzani. Guardare i fiori da un cavallo in corsa”, Rizzoli 2014). La Scuola Capofila per l’edizione 2026 è l’ISIS “Arturo Malignani” di Udine.  I vincitori saranno comunicati a breve dalla giuria del Concorso – di cui è responsabile, per vicino/lontano, la professoressa Doris Cutrino -e saranno premiati da Saskia Terzani, nella mattinata disabato 9 maggio al Teatro Nuovo Giovanni da Udine. Ai ragazzi verrà proposto lo spettacolo “Il respiro nelle cose” per la regia di Claudio de Maglio, direttore della Civica Accademia d’Arte Drammatica Nico Pepe – storico partner di vicino/lontano -,con gli allievi del primo anno di corso, che verrà proposto anche al pubblico del festival alle 18.30, all’Oratorio del Cristo. Nel corso della mattinata si esibiranno anche gli studenti del gruppo New Faboulouse Circus Copernicus, storicoprogetto del Liceo Scientifico Niccolò Copernico (diretto da Davide Perissutti, docente referente Sonia Adorinni) e il Rapsodia Saxophone Quartet degli studenti del Conservatorio J. Tomadini di Udine (Giacomo Zampa sassofono soprano; Marco Berlasso sassofono contralto; Mauro Marnicco sassofono tenore; Mattia Turco sassofono baritono). I premi in denaro per i progetti vincitori sono messi a disposizione da Banca di Udine Credito Cooperativo; i libri sono messi a disposizione da Salani Editore; i peluche da Trudi e i gadget sono stati realizzati e offerti da Hattiva Lab, Udine. Le targhe che verranno consegnate ai vincitori sono realizzate da Carraro Chabarik mosaico contemporaneo.

Oltre un migliaio di ragazzi hanno poi partecipato nel corso di tutto l’anno scolastico alprogetto “Il piacere della legalità? Mondi a confronto”, che coinvolge una ampia rete di istituti superiori non solo di Udine. Coordinata da Liliana Mauro e Chiara Tempo, l’iniziativa – giunta alla sua XIX edizione – è quest’anno dedicata alla memoria di Francesco Macrì, già direttore della Casa Circondariale di Udine, che ha sfidato convenzioni e pregiudizi, per avviare un percorso formativo con gli studenti detenuti e dei licei. L’articolato percorso formativo di un intero anno scolastico si conclude ancora una volta all’interno del festival, che è partner del progetto, venerdì, 8 maggio, al Teatro Nuovo Giovanni da Udine. Durante la mattinata, i ragazzi delle Scuole della Rete presenteranno i risultati delle loro attività e si confronteranno con testimoni che mettono la propria vita al servizio dei valori di cittadinanza, dignità, solidarietà, legalità. Interverranno quest’anno: don Claudio Burgio, Cappellano del carcere Beccaria di Milano e fondatore di Kayros; Silvana Dragutinovic, impegnata in situazioni di grave marginalità, con minori, giovani adulti e donne vittime di tratta e di violenza;  Luca Da Prato, campione della Federazione Italiana Nuoto Paralimpico con i colori della Gorizia Nuoto; Loris De Filippi da trent’anni operatore umanitario in contesti di crisi, conflitti armati ed epidemie, da poco rientrato da Gaza dove era Health Specialist per UNICEF; Giulia Chiopris, pediatra ospedaliera, rientrata da una missione in Darfur con Medici Senza Frontiere; Francesco Diana, psicologo, docente e attivista delle associazioni Comitato don Peppe Diana e Libera-Caserta; Dj Tubet, rapper, produttore e freestyler friulano; Antony Basso, chitarrista e cantante friulano, attivo da oltre 20 anni nella scena Rock Blues tra Europa e Stati Uniti; Federica Sansevero, attrice-autrice direttrice artistica del Teatro del Silenzio; Giulia e Gianluigi Nuccio, fratello e sorella, uniti dalla passione per la musica e il canto.

PRESENTAZIONI DI LIBRI

Fitto, come sempre, il calendario delle presentazioni nelle librerie della città (Cluf, Coop Friuli, Gaspari, Feltrinelli, Moderna Udinese, Odòs e Tarantola). Da sempre vicine al festival, le librerie vi hanno partecipato anche quest’anno con proposte autonome. Presenteranno i loro libri a vicino/lontano 2026: Gianni Cianchi (“La scacchiera letteraria”, con Angelo Floramo alla Coop Friuli); Maurizio Bait (“Alpi d’Oriente” con Marisa Sestito alla Coop Friuli); Francesco De Filippo (“Andrea Camilleri. Di pianeti e di uomini” con Fabiana Dallavalle alla Feltrinelli); Gaja Cenciarelli (“Il rivoluzionario e la maestra” con Remo Andrea Politeo alla Moderna Udinese che cura l’incontro); Tonia Mastrobuoni (“La peste” con Luana De Francisco alla Feltrinelli); Aldo Schiavone (“Occidente senza pensiero” con Marco Pacini alla Tarantola); Raffaele Simone (“La vita anteriore” con Nicola Gasbarro alla Tarantola); Andrea Muni (“Noi non è un mezzo” con Sara Nocent alla Gaspari); Toni Capuozzo (Una piccola guerra. Il 6 maggio del Friuli” alla Coop Friuli, che cura l’incontro); Andrea Staid (“Abitare illegale” con Paolo Bon alla Odòs); Pier Giorgio Gri (“Il tempo delle scelte” con Fabiana Dallavalle alla Coop Friuli); Luca Fontanini (“Filosofia nella cura” con Claudio Mario Feruglio e Emanuela Sozio alla Cluf); Francesca Cadel (Dai Quaranta ai Settanta” con Nicola Gasbarro e Gian Mario Villalta alla Tarantola); Andrea Mella (“Nostra signora della frontiera” con Roberta Altin alla Moderna Udinese). In libreria verranno anche presentati: “Nero”, nuovo numero della rivista “Charta Sporca” (con Eugenio Cattaruzza, Edoardo De Stalis, Sara Nocent e Alessandro Sbordoni, alla Gaspari) e “Essere/avere un corpo”, Quaderno di Edizione (con Beatrice Bonato, Filippo Piovesan e Matteo Segatto alla Feltrinelli). Le librerie ospiteranno anche gli incontri “Respira chi sei” (con Francesca Arengi e Irene Greco, a cura della Moderna Udinese) e “La realtà è una materia complessa” (con Gianluca Costantini, a cura della Cluf) e la presentazione della traduzione in friulano “Viers la lagune” di “Verso la laguna” di Giuseppe Zigaina (con Paolo Cantarutti, Alessandra Zigaina, Simone Cuva e Patrizia Dughero).

DOPO IL FESTIVAL

Non poteva mancare, nel percorso di riflessione di vicino/lontano 2026, un “Omaggio a Aldo Colonello” che solo per ragioni logistiche si realizzerà dopo il festival, mercoledì 10 giugno, alle 18, nel Salone del Popolo di Palazzo D’Aronco. Aldo Colonnello fu un instancabile seminatore di cultura, capace di educare alla libertà di pensiero. Fu lui a intuire, già negli anni Settanta, la portata del lavoro di Carlo Ginzburg e il suo Il formaggio e i vermi, quando Menocchio non era ancora diventato un simbolo internazionale della microstoria. Fu sempre lui a dare spazio e voce a poeti come Federico Tavan, Pierluigi Cappello e a tanti artisti che a Montereale Valcellina e nel Circolo del Menocchio hanno trovato una casa dove respirare una cultura libera e rigorosa, fondamento della società civile. Parteciperanno all’incontro gli amici di sempre: lo storico Carlo Ginzburg, il fotografo Danilo De Marco e l’antropologo Gian Paolo Gri.

COMITATO SCIENTIFICO E CURATELA

Il programma di vicino/lontano 2026 ha la supervisione scientifica dell’antropologo Nicola Gasbarro, presidente del comitato scientifico di vicino/lontano, di cui fanno parte: Sergia Adamo, Stefano Allievi, Beatrice Bonato, Michele Bonino, Lucio Caracciolo, Guglielmo Cevolin, Fabio Chiusi, Guido Crainz, Giovanni Leghissa, Antonio Massarutto, Michele Morgante, Massimiliano Panarari, Pier Aldo Rovatti, Andrea Staid. Molti dei quali saranno coinvolti di persona negli eventi del festival. Senza il loro generoso impegno e il loro contributo di competenza e affidabilità scientifica il festival non avrebbe potuto mantenere nel tempo il suo impegno e la sua fisionomia: un luogo di incrocio di saperi e un osservatorio aggiornato sul mondo che cambia. Un apporto fondamentale viene dato dalla sempre più ampia rete di partner e collaborazioni che caratterizza il festival fin dalla prima edizione.

Anche per questa edizione si conferma la curatela a tre del programma, con Paola Colombo e Franca Rigoni, nuovamente affiancate da Àlen Loreti, biografo ufficiale di Tiziano Terzani, oltre che curatore dei due volumi dei ‘Meridiani’ Mondadori dedicati alle sue opere, e con la collaborazione di Maddalena Franz.

I LUOGHI DEL FESTIVAL

Il festival occuperà anche quest’anno il cuore della città di Udine e alcuni dei suoi edifici storici – la chiesa di San Francesco, la Loggia del Lionello, l’Oratorio del Cristo, la Galleria fotografica Tina Modotti. Tutti messi come sempre a disposizione dal Comune di Udine. Parte del programma 2026 verrà ospitato nella medievale Torre di Santa Maria, grazie all’ospitalità di Confindustria Udine, a Palazzo Antonini-Stringher, sede della Fondazione Friuli e negli spazi della Camera di Commercio di Udine. Il Teatro Nuovo Giovanni da Udine ospiterà, come sempre, la serata del Premio Terzani, le mattinate del Concorso Scuole Tiziano Terzani e del Progetto Legalità, oltre alla lectio magistralis che tradizionalmente accompagna il Graduation Day dell’Executive Master in Business Administration organizzato dall’Università di Udine e da Confindustria Udine. Molti gli appuntamenti che avranno luogo nelle librerie della città (Cluf, Coop Friuli, Feltrinelli, Gaspari, Moderna Udinese, Odòs, Tarantola), che da sempre supportano il festival non solo ospitandone gli eventi, ma anche proponendone di propri. Anche quest’anno il bookshop della manifestazione sarà curato dalle Librerie Gaspari, Moderna Udinese e Tarantola.

Il programma completo sarà online dalle ore 12.30 di oggi

RINGRAZIAMENTI

Vicino/lontano esprime un ringraziamento speciale e affettuoso ad Angela Terzani e alla sua famiglia. Ringrazia tutti gli enti, i partner, le associazioni e le singole persone – in particolare e con sincera riconoscenza, il presidente e i membri del comitato scientifico, la giuria del Premio Terzani e la giuria del Concorso Scuole Tiziano Terzani – che hanno contribuito alla costruzione del programma e alla realizzazione della manifestazione.

Un grazie anche a quanti avevano progettato insieme all’associazione iniziative ed eventi che non si sono potuti realizzare.

COME PARTECIPARE

La partecipazione a tutti gli eventi del festival è libera e gratuita, fino a esaurimento dei posti disponibili.

INFOPOINT

A partire da martedì 29 aprile sarà attivo in Largo Ospedale Vecchio l’infopoint del festival, dove si potrà ritirare il materiale informativo e/o diventare “Amici di vicino/lontano 2026”. Sostenendo la 22esima edizione del festival si potrà beneficiare – fino a 10 minuti prima di ogni appuntamento e nei limiti dei posti disponibili – dell’accesso prioritario alla chiesa di San Francesco per tutta la durata del festival, e della possibilità di ritirare con anticipo i biglietti gratuiti per la serata del Premio Terzani.

INFOPOINT MEDICI SENZA FRONTIERE

Anche quest’anno MSF, da molti anni partner del festival, sarà presente con un suo stand, affiancato da una tenda esperienziale, uno speciale allestimento che porterà, chi lo vorrà, direttamente in una missione “sul campo” di Medici Senza Frontiere.

BOOKSHOP

Le pubblicazioni degli ospiti di vicino/lontano saranno in vendita nello spazio bookshop di Largo Ospedale Vecchio, a cura delle Librerie Gaspari, Moderna Udinese e Tarantola. Dal 7 maggio.

BIGLIETTI PER LA SERATA DEL PREMIO TERZANI

Dalle 15.30 del 7 maggio i biglietti saranno disponibili, gratuitamente, sul circuito Vivaticket. Sempre dal 7 maggio si potranno ritirare, gratuitamente, per un massimo di 2 a persona, presso la biglietteria del Teatro Nuovo Giovanni da Udine negli orari di apertura (16-19) o nel nuovo Infopoint Teatro e Cultura (15.30-18.30) di via Rialto 2/B. Gli “Amici di vicino/lontano” 2026 avranno la possibilità di ritirare i biglietti in anticipo, a partire dalle ore 16 di martedì 6 maggio sempre presso la biglietteria del teatro o presso l’infopoint di via Rialto.

#VeritàeGiustiziaperGiulioRegeni

Vicino/lontano continua a chiedere Verità e Giustizia per Giulio Regeni. Presso l’infopoint di vicino/lontano si potranno trovare i braccialetti e le spille gialle a offerta libera per aiutare la famiglia a sostenere i costi delle spese legali.

VARIAZIONI DI PROGRAMMA

Eventuali variazioni del programma verranno comunicate sul sito vicinolontano.it/programma/