Il corpo umano è stato molto più instabile di quel che immaginiamo, dai miti dell’antichità ai “miti” dei giorni nostri. Passaggi di genere e di forma, ambiguità, trasformazioni di varia natura hanno popolato la fantasia di artisti e scrittori, annidandosi nell’immaginario collettivo.
Al Teatrino di Palazzo Maffe lunedi 27 aprile alle ore 18.00 ( ingresso libero fino ad esaurimento dei post), a condurci in un vaggio intorno alle metamorfosi e mutevolezze del corpo nell’arte, sarà la giornalista e autrice Roberta Scorranese, direttrice scientifica del master Arte presso RCS Academy Business School e da vent’anni al Corriere della Sera: caporedattrice della redazione Eventi culturali e autrice della rubrica e videorubrica d’arte “Capolavoro!”

A partire dal suo ultimo libro “Fluido” (Giunti) la Scorranese, coinvolgente e magnetica divulgatrice, racconterà come l’arte abbia inseguito e interpretato le mutevolezza del corpo che riscontriamo nelle fonti, nel mito, nella letteratura: da Ermafrodito e san Sebastiano, da Dioniso e Ganimede fino ai travestimenti di Zeus, esseri multiformi o variabili; ma anche sirene e streghe, il femminino maschilizzato di Michelangelono o i ragazzi ambigui di Caravaggio, fino alle mille metamorfosi della modernità.
Un appassionante incontro tra arte e mito!

Roberta Scorranese, giornalista, lavora da oltre vent’anni al Corriere della Sera, dove è caporedattrice di Eventi Culturali e Inserti. È direttrice scientifica del Master «Arte» presso Rcs Academy Business School. Per Bompiani ha scritto il memoir «Portami dove sei nata» (2019) e il saggio «A questo serve il corpo. Viaggio nell’arte attraverso i corpi delle donne» (2023). Per Giunti Arte ha scritto il saggio «Fluido. Corpi mutevoli e instabili nell’arte» (2025). Nel Corriere cura la rubrica fissa d’arte Capolavoro!, ogni venerdì, e la videorubrica Capolavoro! Video, con periodicità mensile.