Sviluppare materiali e processi innovativi per catturare e convertire l’anidride carbonica in prodotti utili. È l’obiettivo del progetto europeo “CO2 Valorization Network” (C-Net), coordinato dall’Università di Udine, che martedì 28 aprile farà il punto sullo stato di avanzamento delle attività di ricerca. L’appuntamento, “Fare rete per la cattura e l’utilizzo della CO2”, si terrà, dalle 9.30, nella Sala Florio di Palazzo Florio a Udine (via Palladio 8). I lavori saranno aperti dai saluti del rettore, Angelo Montanari, e introdotti dalla coordinatrice del progetto, Sara Colussi, che guida un team di ricerca del Dipartimento politecnico di ingegneria e architettura.

Il progetto studia materiali porosi a doppia funzionalità, cioè in grado di catturare la CO2 da emissioni industriali e convertirla cataliticamente a gas di sintesi utilizzando idrogeno verde. Il gas di sintesi è una miscela di CO e idrogeno utilizzata in diversi processi industriali, ad esempio per la produzione di combustibili sintetici (e-fuel). I carburanti sintetici, compatibili con i motori endotermici, rappresentano una soluzione per la decarbonizzazione dei trasporti, sebbene attualmente abbiano costi di produzione molto alti.

Il progetto ha un valore di circa 350mila euro, è cofinanziato dall’Unione europea, ha una durata quadriennale e ha otto partner. Vi lavorano sei università – oltre a quella di Udine, quelle di Pechino (Cina), Siviglia (Spagna), del Surrey (Regno Unito), di Bogotà (Colombia) e il Politecnico di Trondheim (Norvegia) – e due aziende, l’austriaca Treibacher e l’iberica Virtualmech.

«Il progetto – spiega la professoressa Colussi – si sviluppa attraverso la mobilità dei ricercatori tra i partner, per promuovere l’acquisizione di nuove competenze e consolidare le collaborazioni. Durante il meeting verranno presentati i risultati ottenuti e definite le azioni future per il proseguimento della ricerca e il raggiungimento degli obiettivi previsti».