Opening: martedì 12 maggio alle ore 18.00

Martedì 12 maggio 2026, alle ore 18.00, da AD FORMANDUM, in via della Ginnastica 72, a Trieste, si inaugura la mostra dedicata al lavoro di Franco Ule, comprendente una quindicina di opere storiche.

Per soffermarsi sull’opera di Franco Ule non bisogna solo riferirsi alla difformità della sua produzione, ma anche alla sua posizione antagonista rispetto al flusso della corrente dominante. Se pensiamo alla mostra “Incubo” del 1977, realizzata per il Centro La Cappella Underground di Trieste, comprendiamo come il suo stare ai margini e un po’ al di fuori del sistema, mantenendo un dialogo con poche persone appartenenti al mondo dell’arte, in realtà lo aveva posto in una posizione da anticipatore rispetto a quelle modalità segniche e pittoriche che esploderanno solo con la Transavanguardia e che verranno ufficializzate con la Biennale del 1980. Inquadrandolo in questa luce, molte sue opere assumono un valore non da un punto di vista estetico ma proprio da quello di una necessaria espressività, da intendersi come grido solitario contro il mondo antagonista. Ciò che diviene fondamentale è la carica eversiva del suo linguaggio, il suo disincantato disinteresse nei confronti di una vita condotta nella normalità, la necessità di una espressione quotidiana simile al bere acqua e al mangiare il pane, senza preoccuparsi troppo di una precisione formale o di un linguaggio che possa dirsi uniformante. Quello che uniforma, in realtà, l’insieme della sua produzione, è “il segno che segna”, come avrebbe detto Enzo Cucchi, personalità di spicco proprio di quel ritorno alla pittura che per dirla nei termini più adeguati sta ad architrave di tutta la cultura post-moderna ovvero di flessione verso un passato votato alla cancellazione delle esperienze neoavanguardiste. E se nel descrivere il suo lavoro artistico dovessimo usare una categoria storica dovremmo dire che al pari di Vincent van Gogh (autore molto amato dal Nostro), Franco Ule ha cercato in tutti i modi di vivere l’arte in maniera totale e onnicomprensiva, lasciandosi assorbire e dominare fin dentro l’animo. Tale è il carico della sua “aggressività espressiva” che se lasciata a briglia sciolta questa è capace di strappare la tela, di stracciare la carta, per fare frammenti e poi da questi trarne dei collage per delle nuove opere. Ciò vale a dire che ogni sua opera è un monito alla nostra capacità di sopportazione, è un esame al nostro diritto di esistenza, è un punto interrogativo sulle cose giuste o non giuste fatte nell’arco della giornata. Il tutto con una pausa caffè e sigaretta, unico modo per fermare il flusso della pittura.

Questo progetto sarà presentato da Roberto Vidali, direttore della rivista d’arte “Juliet”.

A fine serata seguirà un rinfresco organizzato dagli allievi del corso di tecniche di cucina e operative per il servizio sala e bar, coordinati dagli insegnanti della scuola alberghiera.

AD FORMANDUM società cooperativa sociale / socialna zadruga

via della Ginnastica 72, Trieste

www.adformandum.org tel. 040 566360

orario di visita: da mar a ven, ore 9.00 – 14.00

Franco ULE

(Trieste, 1959-2018). La sua indole ribelle non gli ha permesso di concludere alcun corso di studi essendo entrato sempre in contrasto con le dottrine impartite dai suoi insegnanti. Un insegnante che gli chiedeva di tirare linee diritte, mentre lui si ostinava a produrre ghirigori, arrivò a spezzargli la matita; modo un po’ brusco per dirgli che in quell’aula lui non avrebbe trovato udienza. La sua prima mostra fu realizzata a Palazzo Vivante, a Trieste: erano i primi anni Settanta e Ule aveva appena quattordici anni.