MARTEDÌ 5 MAGGIO ALLE 18 NEGLI SPAZI DELLA BIBLIOTECA CIVICA “NICO NALDINI” LO SGUARDO DI PASOLINI TRA ARTI E REALTÀ CONTEMPORANEA

 “Una ragione di più per andare all’inferno” è il titolo del nuovo saggio di Andrea Cortellessa, studioso e docente all’Università Roma Tre, dedicato a Pier Paolo Pasolini, di cui propone una rilettura originale e ambiziosa. Sarà presentato domani, martedì 5 maggio, alle 18, nella Biblioteca civica Nico Naldini di Casarsa, nell’ambito del terzo appuntamento del ciclo “Tra le pagine, Pasolini” organizzato dal Centro Studi Pasolini di Casarsa.

A dialogare con Cortellessa sarà Gian Mario Villalta, direttore artistico di Pordenonelegge, in un confronto che si preannuncia ricco e articolato, costruito attorno al volume pubblicato da Treccani nel 2025, il cui titolo, tratto dalla Divina Mimesis, richiama la postura polemica e radicale di Pasolini, una tensione che Cortellessa assume per restituire un autore complesso, irriducibile e ancora urgente, sottraendolo tanto alle semplificazioni quanto alle letture celebrative.

Il libro si distingue per un approccio critico che si discosta dalla monografia tradizionale e individua nelle arti visive la chiave per comprendere in profondità l’intera opera pasoliniana. Fin dalle prime pagine emerge l’idea di una ricerca figurativa, ancor prima che letteraria, che attraversa e unifica poesia, narrativa e cinema.

Al centro del saggio vi è la ricostruzione della genesi visiva dell’opera pasoliniana: dall’incontro con Roberto Longhi all’Università di Bologna fino al cinema, interpretato non come deviazione ma come naturale compimento di uno sguardo. Ne emerge un percorso coerente che attraversa linguaggi diversi, mantenendo costante la domanda su come osservare il presente restando al contempo dentro e fuori di esso. Particolare rilievo assumono gli ultimi anni di Pasolini, segnati da un’apertura alle avanguardie e da opere decisive come Petrolio e Salò, analizzate senza semplificazioni. Il volume si distingue inoltre per una riflessione critica sul fenomeno del “pasolinismo”, sempre ancorata a un rigoroso lavoro sulle opere. 

Arricchito da un apparato iconografico in bianco e nero, parte integrante del discorso critico, e dalla postfazione di Massimo Bray, il libro si impone come un contributo autorevole e appassionato agli studi pasoliniani, capace di parlare tanto agli specialisti quanto a un pubblico più ampio.

Il giorno successivo, mercoledì 6 maggio, alle 11, Cortellessa sarà inoltre all’IIS Il Tagliamento di Spilimbergo per il secondo appuntamento del progetto “Il tempo ritrovato”, promosso dal Centro Studi Pasolini, percorso culturale che connette scuole, studiosi e territorio. 

L’incontro si configura come un momento di approfondimento rivolto alle nuove generazioni, in dialogo diretto con i temi del libro. A Spilimbergo, segnata dalla memoria del terremoto del 1976, la lezione dal titolo “La forma della città e il corpo della terra” affronta il rapporto tra trasformazioni urbane e mutamenti sociali. Per Pasolini, città e paesaggi non sono semplici scenari, ma spazi carichi di significato, la cui alterazione incide profondamente sulle forme della vita e del pensiero. Il tema risuona con particolare forza nel presente, offrendo agli studenti strumenti per leggere criticamente i luoghi che abitano. Non si tratta di celebrare Pasolini, ma di riattivarne lo sguardo, rendendolo operativo nel confronto con il mondo contemporaneo, in un percorso che anticipa anche le linee progettuali di “Pasolini. Tutto è poesia”, asse portante di Pordenone Capitale italiana della Cultura 2027.