Promuovere l’inclusione, contrastare la povertà educativa e offrire nuove opportunità di crescita ai giovani attraverso lo sport: nasce da questi obiettivi il progetto che Fondazione Pietro Pittini sta realizzando a Trieste Campus con l’obiettivo di sostenere bambini/e, ragazzi/e e giovani in situazioni di fragilità, operando per favorire percorsi di emancipazione e crescita personale, con particolare attenzione all’innovazione sociale. Si tratta di un percorso unico nel suo genere, che coinvolge le associazioni e strutture di Trieste Campus e le attività educative di TSC EDU, pensato e dedicato a 15 ragazzi e ragazze, avviato lo scorso primo marzo, che durerà fino alla fine dell’anno scolastico.
Si è realizzata una collaborazione virtuosa tra pubblico, privato e privato sociale: servizi sociali comunali, la Casa per le Famiglie, educatrici ed educatori delle cooperative sociali, la Fondazione e Trieste Campus hanno lavorato insieme per leggere i bisogni e costruire un programma sperimentale su misura. Si tratta infatti di un progetto pilota che punta a favorire il benessere delle nuove generazioni, mettendo al centro attività motoria, apprendimento e socializzazione, nella consapevolezza che movimento e apprendimento sono strettamente collegati. Il percorso si sviluppa in un ambiente accogliente e strutturato, con il supporto di professionisti qualificati – preparatori atletici e psicologi – che accompagnano i partecipanti lungo tutto il progetto.
L’iniziativa è finanziata dalla Fondazione Pietro Pittini e rappresenta un esempio concreto di collaborazione tra realtà del territorio impegnate nella crescita delle nuove generazioni, con l’obiettivo di costruire opportunità durature e inclusive. Marina Pittini ha dichiarato: “Con questo progetto abbiamo voluto mettere insieme due elementi che riteniamo fondamentali per la crescita dei ragazzi: il movimento e l’apprendimento. Lo sport non è solo attività fisica, ma uno spazio in cui si impara a stare con gli altri, a rispettare le regole, a riconoscere le proprie capacità. In questo senso, poter svolgere il percorso in un luogo come Trieste Campus, accogliente e di qualità, rappresenta un valore aggiunto importante. Se affiancato a un sostegno educativo adeguato, lo sport può diventare uno strumento molto forte per contrastare la povertà educativa e offrire nuove opportunità a chi parte da situazioni più fragili”.
“Trieste Campus – ha dichiarato il Presidente Enrico Samer – è nato con l’obiettivo di creare un contesto educativo e sportivo per giovani atlete e atleti e per sviluppare un modo di vivere sport e scuola inclusivo. Crediamo fortemente che lo sport e l’educazione, insieme, possano rappresentare un motore straordinario di crescita personale e sociale. Questo progetto dimostra come, facendo rete sul territorio, sia possibile offrire ai giovani che vivono contesti sociali complessi opportunità per sviluppare il proprio potenziale e costruire il proprio futuro. Fondazione Pittini ha una visione illuminata di come sostenere le attività sul territorio guardando alla crescita dei giovani: abbiamo la possibilità di mostrare concretamente come lo sport sia un forte strumento di supporto alla crescita”.
Il progetto, avviato lo scorso primo marzo, si sviluppa nell’arco di undici settimane, con incontri settimanali: i partecipanti, suddivisi in due gruppi in base all’età, prendono parte a un programma che alterna attività sportive e supporto educativo all’interno del Campus, dove i giovani hanno la possibilità di provare tutte le attività che offre la struttura.
I ragazzi e le ragazze svolgono infatti attività sportiva guidata dai professionisti di Trieste Campus sperimentando le diverse discipline – scherma, karate, padel, basket e pallavolo – per poi partecipare alle attività di doposcuola presenti a TSC EDU, seguiti da una tutor dedicata (una psicologa formata) con laboratori pensati per potenziare le capacità di apprendimento in modo coinvolgente e dinamico. Le due attività si alternano tra i gruppi, creando un equilibrio tra movimento e studio che rappresenta il cuore del progetto: una formula che guarda al futuro, in quanto al termine del percorso i ragazzi potranno indicare gli sport di maggiore interesse e, a partire da settembre, sarà possibile per loro essere inseriti nelle società sportive presenti all’interno di Trieste Campus.
“Per noi di Trieste Campus – ha concluso l’Amministratore Delegato Andrea Razzi – si tratta di una bellissima sfida: il compito che ci stiamo assumendo è duplice, far innamorare dello sport giovani che non hanno avuto molte opportunità di mettersi in gioco, e aiutarli a porre le basi per vivere l’impegno scolastico con strumenti che facilitino l’apprendimento; il bello è che anche noi stiamo imparando molto sviluppando strategie e attività sempre più inclusive”.