“Professionisti nell’era dell’IA: compliance, gestione del tempo e connessioni” è stato il tema dell’incontro che ha visto confrontarsi il Gruppo Professionisti della Confcommercio triestina, una realtà che raggruppa una cinquantina di figure professionali di vari ambiti.

Ad aprire i lavori, è stato il vicepresidente della Confcommercio provinciale, Stefano Visintin, che, nell’evidenziare come, un corretto utilizzo dell’IA, passi attraverso solide competenze, grande senso di responsabilità ed una formazione costante ed aggiornata, ha poi sottolineato l’importanza della risorsa, per il sistema di Confcommercio, rappresentata dal Gruppo di Professionisti     

A seguire, il biologo Massimiliano Bicego ha ricordato il Manifesto sull’Intelligenza Artificiale realizzato da Confcommercio Professioni, un documento che afferma il ruolo centrale delle competenze umane e della responsabilità dei professionisti nell’uso dell’IA. “Il testo – ha spiegato – mostra come tale strumento non abbia solo valenza tecnologica, ma costituisca un fattore di cambiamento capace di modificare in profondità i paradigmi professionali, imponendo nuove riflessioni su etica, sicurezza, trasparenza e qualità delle prestazioni.

Servono pertanto – ha proseguito – linee guida chiare e condivise, formazione continua su risvolti tecnici, giuridici ed etici ed una diffusa consapevolezza del carattere trasformativo dell’IA per evitare usi passivi o standardizzati che rischino di impoverire il pensiero critico e il valore aggiunto del lavoro professionale”.

Il Manifesto sostiene inoltre la collaborazione tra discipline, la trasparenza verso i clienti sull’impiego dell’IA e la tutela dell’autonomia di giudizio del professionista, chiamato ad essere garante della qualità, della personalizzazione del servizio e della correttezza delle decisioni.

Bicego ha pure ricordato come il Manifesto richiami quanto emerso dal recente rapporto dell’Agenzia Europea dell’Ambiente “Artificial intelligence and sustainable consumption in Europe” che ha osservato come l’IA possa favorire consumi più sostenibili ed efficientamento energetico, ma anche generare rilevanti impatti ambientali sotto molteplici aspetti.  

Alla luce di ciò – ha concluso – si deduce come il digitale non sia automaticamente “verde”, bensì richieda un orientamento dello sviluppo e dell’uso dell’IA verso criteri ambientali chiari ed evitando squilibri ed alterazioni”.

Successivamente è intervenuto il presidente del Gruppo Professionisti, l’avvocato Michele Grisafi che, trattando della “Compliance essenziale nell’era dell’IA”, ha posto in risalto come l’IA, pur rappresentando  una leva strategica per professionisti e imprese, richieda, in termini di utilizzo, regole definite, controllo umano e piena trasparenza.
“La compliance – ha proseguito –  non è un ostacolo all’innovazione, bensì una condizione essenziale per governarla in modo responsabile e, in virtù di queste considerazioni, è necessario perciò  porre al centro il GDPR, l’AI Act europeo e la normativa italiana sull’Intelligenza Artificiale, con particolare attenzione agli obblighi dei professionisti”.

Grisafi ha pure rimarcato come, l’uso dell’IA medesima,  debba  restare strumentale e di  supporto, senza sostituire il giudizio, la responsabilità e la prestazione intellettuale del professionista. “Inoltre – ha aggiunto –  non va scordato l’obbligo di informare il cliente quando vengono impiegati sistemi

di IA nell’attività professionale, un’azione che  deve coordinarsi con l’informativa sulla privacy, chiarendo finalità, modalità, limiti e garanzie del trattamento, unitamente alle esigenze di minimizzazione dei dati, sicurezza, verifica dei fornitori, supervisione umana e valutazione d’impatto quando necessaria.

“Da qui – ha concluso Grisafi – la necessità di una consapevolezza diffusa, di Professionisti e PMI, che la vera sfida dell’IA è il saperla approcciare con maturità e responsabilità”.

Del valore del tempo per il professionista con l’avvento dell’IA, ha parlato invece la coach e formatrice, Anna Cargnello, che, nell’evidenziare i molti cambiamenti del lavoro professionale nell’epoca dei tool di Intelligenza Artificiale, ha spiegato come tale strumento rappresenti un valido supporto operativo ed uno sparring partner cognitivo, ma non una sostituzione del discernimento umano.

La Cargnello ha pure rimarcato la valenza, per il professionista, di sviluppare chiarezza nelle priorità, nella capacità decisionale e nelle competenze relazionali  in un contesto in cui, l’autentico  valore, non giunge dall’efficienza in termini quantitativi, bensì da una scelta ponderata delle progettualità nelle quali investire attenzione, energia e presenza. 

L’importanza della connessione tra professionisti nell’era dell’IA è stata invece analizzata dalla psicologa e criminologa, Consuelo Ubaldi, che ha sottolineato come la vera differenza competitiva, non risieda solo nel background personale di carattere tecnico, ma nella capacità di costruire connessioni autentiche e sistemi relazionali di valore. 

“Non va scordato – ha poi aggiunto  – come, nonostante le sue enormi potenzialità per l’ottimizzazione di processi e connessioni, l’IA  non potrà mai sostituire dimensioni e peculiarità prettamente umane e pertanto vanno costantemente coltivati quegli strumenti utili ad alimentare  relazioni professionali generative rappresentati da presenza consapevole, ascolto trasformativo e co-costruzione di senso all’interno dei sistemi professionali e organizzativi”.