Al centro dell’incontro con i Musei nazionali di Ravenna la Pietra di Aurisina, il Mausoleo di Teodorico e nuove progettualità culturali condivise
Una delegazione del Gruppo Ermada Flavio Vidonis, guidata dal presidente Massimo Romita, accompagnato da Gianpietro Colecchia e dal responsabile tecnico-scientifico Aureliano Barnaba, si è recata a Ravenna per un importante incontro istituzionale e progettuale con l’architetto Andrea Sardo, direttore dei Musei nazionali di Ravenna – Ministero della Cultura, e con il suo staff.
L’incontro si è svolto direttamente presso lo Spazio Teodorico, recentemente ristrutturato e inaugurato accanto al Mausoleo di Teodorico, in occasione delle iniziative dedicate al 1500° anniversario della morte di Teodorico il Grande. Il nuovo spazio, pensato come luogo di accoglienza, approfondimento e divulgazione, rappresenta un punto di riferimento per accompagnare cittadini, visitatori e studiosi alla conoscenza del monumento e della figura del sovrano ostrogoto, valorizzando al tempo stesso il rapporto tra patrimonio archeologico, architettura, storia e comunità.
Nel corso dell’incontro, durato oltre un’ora, sono scaturite diverse idee promozionali e culturali congiunte, accomunate da un filo conduttore di straordinario valore storico e identitario: la Pietra di Aurisina e il Mausoleo di Teodorico.

Il Mausoleo, costruito nel VI secolo e inserito dal 1996 nel sito UNESCO dei monumenti paleocristiani di Ravenna, rappresenta una delle testimonianze più significative dell’architettura tardoantica europea. La sua eccezionalità è legata anche all’impiego della pietra d’Aurisina, proveniente dalle cave del Carso triestino, utilizzata per la costruzione dell’intero monumento e, in modo particolarmente rilevante, per la celebre cupola monolitica. Questa straordinaria struttura, ricavata da un unico blocco di pietra, costituisce ancora oggi uno degli elementi più affascinanti e studiati del Mausoleo, capace di raccontare l’ingegno tecnico, le relazioni commerciali e le conoscenze costruttive dell’antichità.
«Da cinque anni – ha dichiarato Massimo Romita, presidente del Gruppo Ermada Flavio Vidonis – ci stiamo occupando della valorizzazione di questa preziosa relazione tra la Cava Romana di Aurisina e il Mausoleo di Teodorico. Lo abbiamo fatto attraverso mostre, incontri, puntate digitali, collaborazioni istituzionali e attività divulgative, mettendo in rete conoscenza, storia, archeologia e territorio. La pietra non è soltanto materia: è memoria, viaggio, lavoro umano, ingegno tecnico e identità culturale».
Il 2026 assume in questo senso un significato particolarmente importante. Nell’anno del 1500° anniversario della morte di Teodorico, il Gruppo Ermada intende infatti rafforzare il percorso avviato, collegandolo alla 13ª edizione di Duino&Book, che avrà come tema conduttore “Tempus edax rerum”. Il programma svilupperà particolari focus sui siti archeologici, sui paesaggi della memoria, sui workshop fotografici, sulle mostre, sui concorsi letterari e sul rapporto tra vino e archeologia, anche attraverso la collaborazione con Città del Vino.
«Il tema “Tempus edax rerum” – ha proseguito Romita – ci permette di riflettere su ciò che il tempo consuma, ma anche su ciò che la cultura riesce a restituire. Il Mausoleo di Teodorico e la Pietra di Aurisina rappresentano un ponte straordinario tra l’Adriatico, il Carso e Ravenna. Vogliamo continuare a costruire occasioni di conoscenza condivisa, coinvolgendo istituzioni, studiosi, comunità locali, fotografi, scrittori e giovani».
Durante l’incontro, l’arch. Andrea Sardo ha presentato la nuova struttura dello Spazio Teodorico, sottolineando l’importanza di una narrazione aggiornata, accessibile e capace di mettere in relazione il monumento con le sue molteplici dimensioni: storica, architettonica, archeologica, materiale e paesaggistica.
«Il Mausoleo di Teodorico – ha evidenziato l’arch. Andrea Sardo – è un monumento che continua a interrogare studiosi e visitatori. Approfondire la storia della pietra con cui è stato costruito significa entrare nel cuore stesso della sua identità. La collaborazione con realtà come il Gruppo Ermada permette di ampliare lo sguardo, collegando Ravenna ai luoghi di estrazione, alle competenze tecniche e alla storia materiale che hanno reso possibile un’opera tanto eccezionale».

Dall’incontro è emersa la volontà di definire una serie di iniziative comuni, tra cui la realizzazione di una mostra tematica dedicata alla Pietra di Aurisina e al Mausoleo di Teodorico, che farà seguito alla mostra prevista a fine agosto a Palazzo Rasponi, sempre promossa dal Gruppo Ermada con la collaborazione del Comune di Ravenna e dell’associazione Cocci Rotti.
Tra le proposte condivise vi è anche l’organizzazione di una giornata di studi con la partecipazione dei principali rappresentanti del mondo scientifico, istituzionale e produttivo legato alle cave di Aurisina: dalla Soprintendenza del Friuli Venezia Giulia, già presente in precedenti appuntamenti sul tema, alla proprietà della Cava Romana, fino a professori, geologi, storici, archeologi e tecnici del settore lapideo. L’obiettivo sarà approfondire il rapporto storico tra il bacino estrattivo di Aurisina e Ravenna, con particolare attenzione alla filiera antica della pietra, al trasporto, alla lavorazione, alle tecniche costruttive e alla straordinaria impresa architettonica rappresentata dalla cupola monolitica del Mausoleo.
L’intero percorso progettuale gode inoltre del supporto della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, nell’ambito del Bando Umanistico, e del Comune di Duino Aurisina – Občina Devin Nabrežina, attraverso la promozione del Museo Kamen – Museo diffuso delle cave e della pietra di Aurisina. Il Museo Kamen rappresenta una realtà culturale diffusa nata per valorizzare il patrimonio storico, geologico, paesaggistico e identitario legato all’attività estrattiva, alla lavorazione della pietra e alla memoria delle comunità che nei secoli hanno vissuto e trasformato il territorio di Aurisina.
«Il sostegno della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e del Comune di Duino Aurisina – ha sottolineato Romita – conferma il valore di un progetto che non si limita alla memoria locale, ma costruisce relazioni culturali ampie, capaci di collegare il Carso, Ravenna e l’intero Adriatico. Il Museo Kamen rappresenta uno strumento fondamentale per raccontare la civiltà della pietra di Aurisina, dalle cave storiche fino ai grandi monumenti che ne custodiscono la memoria».
In questa prospettiva, la collaborazione con i Musei nazionali di Ravenna si inserisce in un più ampio lavoro di rete che, partendo dal territorio di Duino Aurisina, intende promuovere la conoscenza della pietra d’Aurisina come elemento di identità, ricerca scientifica, educazione al patrimonio e sviluppo culturale sostenibile.
«Questo anniversario – ha concluso Romita – rappresenta un’occasione preziosa per rafforzare il dialogo tra territori che condividono una storia antica. Ravenna e Aurisina sono unite da una pietra che ha attraversato il mare, i secoli e la memoria. Il nostro compito è far conoscere questa storia e trasformarla in nuove opportunità culturali, turistiche e scientifiche».
L’incontro si è concluso con l’impegno a proseguire il lavoro congiunto nelle prossime settimane, definendo calendario, contenuti e collaborazioni delle iniziative che accompagneranno il percorso di valorizzazione nel corso dell’anno teodoriciano. Un percorso sostenuto dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, dal Comune di Duino Aurisina – Občina Devin Nabrežina e dal Museo Kamen – Museo diffuso delle cave e della pietra di Aurisina, con l’obiettivo di rafforzare il legame tra ricerca, divulgazione, promozione territoriale e cooperazione culturale tra l’Alto Adriatico e Ravenna.