Il programma del Festival èStoria 2026 entra nel vivo: si comincia di buon mattino alle 8.00 con Colazione con la Storia dal Caffè del Teatro G. Verdi, in compagnia dei giornalisti Giampaolo Mauro, Mauro Mazza e Dino Messina, per scoprire i fatti del giorno con la lente della storia.
Il programma di oggi spazia, come sempre tra fatti noti e meno noti, sempre raccontati con lo scopo di scoprirne aspetti inediti: alle 9.30 al Teatro Comunale G. Verdi la scrittrice di origini armene Antonia Arslan, il docente di diritto costituzionale e pubblico Fulvio Cortese e lo storico Marcello Flores (Coordina Marco Cimmino) ricordano il genocidio degli Armeni, un episodio paradigmatico, del quale ricorre l’anniversario, che ha inaugurato le tragiche connessioni tra religione e genocidi (causò circa 3 milioni di morti) nel Novecento. (Evento su prenotazione)
In contemporanea, presso la Tenda Erodoto, il grande egittologo Toby Wilkinson dialoga con Paolo Venti ricostruendo il mondo religioso degli antichi egizi, forse il più affascinante tra quelli antichi. Sempre alle 9.30, a Palazzo de Grazia il giornalista Antonio Carioti e gli storici Mimmo Franzinelli e Alberto Melloni sono i protagonisti dell’evento La religione del Duce, dedicata al complesso rapporto di Benito Mussolini con la Chiesa romana.


Alle 11.00 il Teatro Comunale G. Verdi ospita La Rivoluzione francese e la religione, un’occasione per scoprire quale sia stato realmente l’atteggiamento dei rivoluzionari nei confronti del Cattolicesimo, al di là dei sacerdoti perseguitati e delle chiese vandalizzate. Una conversazione tra la specialista Christine Le Bozec, gli storici Sante Lesti Luigi Mascilli Migliorini (Coordina Cristina Di Fusco). Evento su prenotazione.
Tornando ai culti delle civiltà antiche, alle 11.00 in Tenda Erodoto ci si interroga su La religione dei Greci: quali principi ha ispirato la rappresentazione politeistica del mondo divino e come funzionava il sistema greco di credenze e riti, in assenza di una Chiesa ed un Libro sacro? Ne parlano la storica latinista e grecista Laura Pepe, il docente di Storia delle Religioni Carmine Pisano e la studiosa Paola Schirripa (Coordina Daria Crismani). A seguire, sempre in Tenda Erodoto, un evento in italiano e sloveno dedicato a Religione e Prima Guerra Mondiale, condotto da Guido Alliney, Patrick Houlihan, Erwin Schmidl e Hew Strachan, alcuni degli autori europei più accreditati sull’argomento, che spiegheranno quale sia stato il sentimento religioso di coloro che vissero l’orrore della guerra di trincea. Coordina Marco Cimmino; traduzione simultanea in sloveno.
Alle 15 nella sala Trgovski dom, L’induismo tra tradizione e modernità è al centro della conversazione tra Antonio Rigopoulos, professore di Indologia e tibetologia presso l’Università Ca’ Foscari di Veneziae Federico Squarcini docente di Religioni e Filosofie dell’India nella stessa Università (Coordina Selina Trevisan). I due studiosi evidenzieranno i tratti essenziali di una cultura e di un pensiero religioso che non hanno un contenuto dottrinale unitario, né una chiesa, né dogmi, bensì una serie di concetti fondanti che rimodulano le idee stesse di tempo e natura.
Si passa all’attualità alle 15.30 al Teatro Comunale G. Verdi: il magistrato Nicola Gratteri, ospite abituale del festival e sempre apprezzato dal pubblico per la sua schiettezza e per la profondità dei suoi interventi, dialoga con il giornalista Stefano Mensurati sulla relazione, alla quale si deve guardare con onestà intellettuale, tra Mafia e religione. Evento su prenotazione.
Alle 16.30, presso la Tenda Erodoto, il grande studioso Maurizio Bettini ci insegna a guardare anche al passato per trovare soluzioni per il presente e ci guida nel suo Elogio del politeismo, alla ricerca di quegli aspetti strutturali delle religioni antiche che ci appaiono oggi così lontane, ma che potrebbero smorzare la deleteria litigiosità delle religioni monoteistiche.
Un tema quanto mai attuale quello discusso da tre ospiti internazionali alle 17.30 al Teatro Comunale G. Verdi: Faisal Devji, storico intellettuale interessato al pensiero politico indiano e a quello dell’Islam globale, il prof. Jeremy Gunn, che ha insegnato Religione e politica in Medio Oriente, Diritto internazionale e Politica estera degli Stati Uniti insieme a Rahian Ismail, docente di Studi islamici contemporanei e scrittrice, si confrontano su L’islam nel mondo moderno e sull’eredità di un credo che si espande nel pianeta a tutte le latitudini. Coordina Francesco De Filippo.
Per concludere, alle 19.30, sempre al Teatro Comunale G. Verdi, la sezione La Storia in Testa presenta il giornalista ed ex Ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano a dialogo con Francesco De Filippo sul suo ultimo libro Il sultano. La vita di Recep Tayyp Erdogan, saggio biografico che ricostruisce l’ascesa del leader turco, esplorandone l’evoluzione da esponente di un islam moderato ad autocrate e protagonista indiscusso dello scacchiere internazionale.
Molto ricco oggi il programma del Film Festival: alle 9.30 a BorGo Cinema si proietta il docufilm Laboratorio Europa. Un dibattito sulle frontiere dall’antichità a oggi, che si interroga su cosa siano le frontiere e i confini, come si sono formati e perché, pur modificandosi nel corso della storia, persistono e connotano appartenenze, identità, aspirazioni, paure. A cura della Commissione Sisem Enti, istituzioni e rapporti con il territorio. Interviste di Alice Raviola e Lucia Felici, Sisem. Con Blythe Alice Raviola, Lucia Felici
Alle 12.30 si presenta Ivana, un film diretto da Farian Sabahi, che ha come protagonista una donna dai tratti felliniani, attraversa una vita segnata da povertà, violenza e malattia, ma anche da riscatto. Figlia illegittima di un marinaio e cresciuta a Varigotti, subisce abusi dal patrigno e resta claudicante. Nonostante tutto, costruisce una famiglia e una stabilità. A 91 anni affida la sua storia a Farian Sabahi, tornando infine nei luoghi delle sue origini. Introduzione e commento della regista Farian Sabahi con Paolo Lughi.
Alle 18 è la volta di Ottobre 1917: l’impresa del tenente Erwin Rommel, il documentario che ripercorre la corsa travolgente del giovane Rommel con il suo Abteilung da Caporetto a Longarone, attraverso il Tagliamento e il Piave: una serie di imprese leggendarie che gli valsero la Pour le Mérite. Il documentario è realizzato dall’Associazione culturale èStoria, regia di Giampaolo Penco e riprese di Videoest srl, nell’ambito del progetto èStoria Film & Food. Introduzione e commento di Marco Cimmino.
Alle 19.30 Aquileia e i cristianesimi perduti; il regista Massimo Garlatti Costa introduce e commenta questo suo viaggio tra pietre, mosaici e silenzi millenari. Racconta un tempo in cui il Cristianesimo era molte voci, molte visioni prima di diventare una sola dottrina.
Infine, alle 20, Francesco, il giullare di Dio di Roberto Rossellini (1950): Una serie di episodi, riferiti ai Fioretti, della vita del Santo di Assisi di cui ricorrono gli 800 anni della morte.Il film fu fonte d’ispirazione per il cinema di Pier Paolo Pasolini che, nel suo Vangelo secondo Matteo e in Uccellacci e uccellini, ne riprende in modo evidente i temi e le atmosfere. Introduzione e commento di Paolo D’Andrea.
Accesso all’evento
Ingresso libero e gratuito fino a esaurimento posti.
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