CINQUE GRANDI CONCERTI NEL CARTELLONE INAUGURALE, DA GIOVEDĺ 11 GIUGNO A DOMENICA 5 LUGLIO, ANTEPRIMA DEL CONSUETO PROGRAMMA AUTUNNALE CHE SI APRIRÀ CON UNO STRAORDINARIO CONCERTO OMAGGIO A PAPA LEONE. SIGLA L’INAUGURAZIONE DEL CARTELLONE DI PRIMAVERA-ESTATE L’AZIONE SCENICA IN OCCASIONE DELL’800° ANNIVERSARIO DALLA MORTE DI SAN FRANCESCO D’ASSISI. DAL REPERTORIO ANTICO DELLE LAUDE DUECENTESCHE IL FESTIVAL SPAZIERÀ FINO ALLE COMPOSIZIONI CONTEMPORANEE CON NUOVE COMMISSIONI, NATE DALLA COLLABORAZIONE CON I MAGGIORI FESTIVAL ITALIANI DI MUSICA SACRA.
Un’esplorazione musicale che approccia il tema della musica sacra nella sua dimensione spirituale e umana, in un viaggio sonoro fra devozione, ortodossia e divergenza: “Fede ed eresia” è il tema del nuovo percorso triennale del Festival Internazionale di Musica Sacra di Pordenone, giunto alla 35^ edizione, promosso da Presenza e Cultura per la direzione artistica dei Maestri Franco Calabretto e Eddi De Nadai, con la collaborazione del Ministero della Cultura, della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia e del Comune di Pordenone, con il sostegno inoltre di Fondazione Friuli e di BCC Pordenonese Monsile.

Dopo la felice sperimentazione del 2025, anche per la sua edizione 2026 il festival sarà articolato in due fasi: il composito cartellone tradizionalmente in programma in autunno sarà anticipato da un programma che attraversa la primavera e l’inizio dell’estate: da giovedì 11 giugno a domenica 5 luglio si alterneranno cinque concerti serali nel Duomo Concattedrale di San Marco a Pordenone (ore 20.45) e due giornate di laboratorio di musica sacra bizantina in Casa Zanussi. Seguirà, fra ottobre e novembre la consueta fase autunnale del Festival, che si aprirà con un concerto di grande rilievo, domenica 11 ottobre: l’Omaggio a Papa Leone affidato al Guillou Consort, apripista di ulteriori otto concerti, integrati da mostre d’arte, lezioni concerto e conferenze di approfondimento. Spiega il co-direttore artistico Franco Calabretto: «il nuovo triennio amplia ulteriormente l’indagine verso i territori della non ortodossia, in un percorso di avvicinamento al 2027 che ospiterà una grande produzione sul tema dell’eresia. Da sottolineare l’evento inaugurale di questa 35ma edizione, e la sua valenza emblematica: racconta infatti l’incontro fra San Francesco ed il Sultano, sullo sfondo della Crociata per la conquista di Gerusalemme. I due non si combattono, ma cercano territori comuni tra le diverse fedi, nel segno dell’amore». E osserva il co-direttore del festival, Eddi De Nadai: «le proposte del cartellone 2026 di Musica Sacra sono di altissimo livello artistico e lanciano il conto alla rovescia in vista di Pordenone Capitale della Cultura 2027, quando il Festival avrà uno spazio di grande rilievo e si porrà fra gli eventi di riferimento, in un anno speciale per la proposta culturale della città»
«Fede ed eresia – sottolinea il presidente di Presenza e Cultura Orioldo Marson – ci riporta all’esperienza religiosa credente: dove la cosiddetta *eresia* nasce e si sviluppa, in genere come un tentativo di capire meglio la verità di Dio e della vita; una “strada prescelta”, come significa etimologicamente il termine greco. Possono poi verificarsi, per ragioni molteplici, divisioni e contrasti. Certo, la storia ha tante lezioni da insegnarci e cercheremo di raccoglierne alcune. Dal punto di vista sociale e antropologico, qualcuno è sempre eretico per qualcun altro. Qualcuno lo è per me e io lo sono per qualcuno. Quello che conta è la ricerca che deve continuare sempre, insieme al rispetto reciproco. Come potremmo noi, in Europa ma anche in tutto il mondo, ignorare queste dinamiche? Il cristianesimo nasce plurale, e plurale rimane. Per questo ascoltiamo con gioia le musiche di J.S. Bach e le liturgie dell’oriente cristiano. Il tema presenta un suo significato “laico” quanto mai provocatorio oggi: con il rischio in atto di processi e dinamiche di pensiero unico, governato da pochi potenti, è importante il richiamo alla libertà di pensiero e alla responsabilità personale»
Ad aprire l’edizione 2026 del Festival internazionale di Musica Sacra sarà un appuntamento di grande rilievo e profondità tematica: quello di giovedì 11 giugno, una produzione frutto della rinnovata collaborazione tra il festival pordenonese ed altre kermesse nazionali dedicate al repertorio sacro: Il Santo folle. Francesco, il Sultano, una tenda sulle rive del Nilo titola l’azione scenica per attrice, basso, baritono, archi, coro misto, percussioni, una partitura recitata che nasce come nuova commissione del Ravenna Festival in coproduzione con il Festival Internazionale di Musica Sacra di Pordenone, il Festival di Musica Sacra Trentino – Alto Adige e “UT RE MI” APS e Festival Rodolfo Craia di Macerata. Il testo di Guido Barbieri incontra la musica composta da Marcello Fera, con l’interpretazione dell’attrice Astra Lanz, di Nicola Zambon baritono, Ludovico Dal Pra basso, Marco Zanco percussioni e maestro di spada. L’esecuzione sarà a cura di Conductus Ensemble con il Gruppo Vocale Heinrich Schütz, violino solista e direttore dell’Ensemble lo stesso Marcello Fera. Il Santo folle racconta l’incontro avvenuto nel 1219 tra san Francesco d’Assisi e il sultano d’Egitto Malik al-Kamil: verrà rappresentata non una semplice cronaca storica, ma il perdurante significato culturale, etico e religioso di quell’incontro, che mette al centro il dialogo fra due uomini diversi, eppure legati da una comune visione umana. Un evento storico evocato attraverso la memoria di Jacopa de’ Settesoli, donna aristocratica romana amica e confidente di Francesco.
Il Festival proseguirà domenica 14 giugno con Ghirlanda spirituale, un’antologia di arie, canzonette e brani devozionali, eseguiti e interpretati da Elena Di Marino voce soprano e Marina Bonet all’arpa a tre ordini. Il concerto nasce dalla collaborazione tra il Festival pordenonese e il Festival di Musica Sacra Trentino – Alto Adige, propone musiche di Monteverdi e alcune composizioni provenienti da raccolte varie del XVII secolo. Nel primo Seicento italiano, infatti, parola e suono riuscivano a integrarsi in una forma capace di toccare la dimensione interiore, dando vita a una musica che si muove con naturalezza tra raccoglimento e intensità, tra meditazione e partecipazione interiore.
Appuntamento giovedì 18 giugno con il Laudarium, protagonista il celebre gruppo LaReverdie: specialista del repertorio medievale e rinascimentale, proporrà un programma tutto improntato alla spiritualità e devozione francescana ripercorrendo il repertorio laudese dagli albori nell’Umbria duecentesca, attraverso la sua diffusione nella Firenze trecentesca, fino a giungere al primo Quattrocento veneziano dove si incontra la polifonia. Il concerto sarà dunque un omaggio alla tradizione della lauda francescana e contribuirà alle celebrazioni dell’anno francescano in occasione degli ottocento anni dalla morte del Santo poverello d’Assisi.
Secondo appuntamento con le nuove scritture, quello di domenica 28 giugno, che sarà strutturato in due parti: nella prima verrà proposta la composizione contemporanea Il Sigillo di Maurizio Agostini, brano che il giorno prima debutterà al Piccolo Opera Festival di Capriva del Friuli per poi giungere a Pordenone, nell’esecuzione di Federico Lepre tenore, Riccardo Burato al pianoforte, Elisabeth Zawadke all’organo, con Mario Ruffini direttore. Questa partitura dialogherà – a 250 anni di distanza – con il Duetto tra l’anima e Gesù Cristo opera del 1760 nel tipico stile dell’opera italiana settecentesca scritta da Sant’Alfonso de’ Liguori, autore del più noto Tu scendi dalle stelle. Sarà interpretato da Mirko Grgorinić tenore assieme a Kamilla Karginova soprano, accompagnati da Giacomo Catana violino ed Elisabeth Zawadke all’organo.
Chiude questa prima fase del festival la due giorni dedicata al Laboratorio di Musica Sacra Bizantina a cura di Gerasimos Papadopoulos con l’Ensemble Kalophonia e la partecipazione del Coro S. Antonio Abate di Cordenons. Il laboratorio si terrà sabato 4 e domenica 5 luglio a Casa Zanussi a Pordenone e disegnerà un viaggio nel cuore della tradizione bizantina tra Sicilia e Grecia, così da creare un ponte sonoro tra le radici storiche italo-greche e le espressioni contemporanee della spiritualità musicale d’Oriente. Sarà un laboratorio intensivo tecnico per esplorare la continuità tra la tradizione ortodossa e le comunità storiche del Sud Italia. Il laboratorio si chiuderà con la presentazione del libro Musica bizantina italo-greca (Euracus) e con il concerto aperto al pubblico domenica 5 luglio nel Duomo Concattedrale, protagonisti l’Ensemble Kalophonia diretti da Gerasimos Papadopoulos, dedicato appunto alle musiche della tradizione manoscritta italo-greca e siculo-albanese. L’appuntamento nasce dalla collaborazione con il Festival Mediterraneo di Musica Sacra di Catania e Università di Catania.
Tutti i concerti sono a ingresso libero. Media partner del Festival Rai Friuli Venezia Giulia, Rai Radio 3, partner Italiafestival. Informazioni: musicapordenone.it